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Varese, La Quiete, Pinti (Lega): il sindaco Galimberti intervenga subito

 

La Quiete torna in Consiglio comunale

La Quiete torna in Consiglio comunale

Il comparto stazioni non sarà il solo protagonista della prossima seduta del Consiglio Comunale di Varese il prossimo 3 Settembre.  Con una mozione infatti torna a far parlar di sé la ex clinica “La Quiete”. Il documento presentato dal consigliere leghista Marco Pinti e protocollato insieme a una lettera al Sindaco degli ex dipendenti della struttura impegnerà l’Amministrazione Comunale a mantenere la destinazione sanitaria dell’area ed a collaborare con il Tribunale e il Curatore affinchè sia monitorata e garantita la manutenzione dell’edificio.

“In primis è importante sgombrare il campo da ogni tentazione di speculazione edilizia”, spiega Pinti motivando così la necessità di ribadire la vocazione pubblica e sanitaria della struttura.

Anche per il Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, Emanuele Monti: “la Quiete deve tornare ad essere una clinica. Con la sua storia e la sua posizione strategica ha tutte le  carte in regola per dare ossigeno agli ospedali della nostra città, sia nel trattamento della cronicità, sia nel rafforzamento dei servizi di analisi e di prevenzione. Spero che il Consiglio Comunale ribadisca questo concetto, senza distinzioni politiche.”

Oltre a ciò, la mozione chiede un intervento diretto del Sindaco e della Giunta nel “sensibilizzare mediante una lettera il Tribunale e il Curatore perchè, nel pieno rispetto dei ruoli di ciascuno, siano presi in considerazione nella determinazione dei parametri d’asta non solo i legittimi interessi dei privati coinvolti, ma anche l’opportunità e l’urgenza di riconnettere l’edificio al tessuto socio-assistenziale della città”.

“Dopo che anche l’asta di aggiudicazione del 18 Luglio scorso è andata per l’ennesima volta deserta” – prosegue il consigliere comunale – “non possiamo restare a guardare mentre la villa cade a pezzi”.

Secondo Pinti: “è evidente che i parametri economici che hanno fin qui caratterizzato il procedimento non riescono a intercettare l’interesse di nessun operatore privato che peraltro, più passa il tempo più dovrà mettere in preventivo di accollarsi spese di manutenzione e investimenti di riattivazione degli ambienti sanitari.”

“Nessuno vuole pregiudicare i legittimi interessi dei creditori” – precisa – “ma nel caso di una struttura sanitaria occorre che sia presa in considerazione anche la sua funzione sociale per Varese. ”

“Bisogna trovare un punto di equilibrio che rimetta l’immobile sul mercato, se necessario dopo una nuova perizia che ne determini il valore dopo un anno di inattività. Altrimenti il rischio è che sprofondi nel degrado come Villa Castiglioni a Induno Olona”, conclude.

28 agosto 2018
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