Varese

Varese, Lo spettacolo “L’ultimo lenzuolo bianco” approda al Meeting di Rimini

bitaniDopo il debutto sold out del 4 maggio al Teatro Nuovo, lo spettacolo made in Varese “L’ultimo lenzuolo bianco” approda al Teatro Novelli di Rimini il 20 agosto, ospitato dal Meeting di Rimini 2018. Islam e Occidente si incontrano a teatro grazie ad uno spettacolo che parla di dialogo tra culture e religioni.

Forse la vera integrazione e il dialogo stanno lontano dalla politica. Forse il mondo (un po’) possono cambiarlo i giovani, anche se hanno vite e radici diverse, magari con l’aiuto dell’arte, della cultura, della musica, dell’amicizia che non ha confini geografici o religiosi. A piccoli passi, è un po’ il tentativo dello spettacolo “L’Ultimo Lenzuolo Bianco”, che porta sul palco la vita di Farhad Bitani, trentenne, ex capitano dell’esercito in Afghanistan, una storia vera sul dialogo e il cambiamento, culture diverse, Oriente e Occidente…

Lo spettacolo infatti è nato da un incontro, da un’idea della giovane autrice varesina Roberta Colombo che, dopo aver letto per caso (o forse no). “L’Ultimo Lenzuolo Bianco – L’inferno e il cuore dell’Afghanistan”, dal quale appunto è tratto lo spettacolo, ha voluto incontrare e conoscerne l’autore Farhad Bitani al fine di poter trarre una drammaturgia dal suo libro.

Nasce così il progetto teatrale “L’Ultimo lenzuolo bianco”, prodotto da Coopuf Teatro e Immaginazione srl, la nuova direzione è stata affidata al regista teatrale e cinematografico Alex Ruzzi e sul palco i veri protagonisti, tutti giovani attori del territorio di Varese: Martino Iacchetti, figlio del noto Enzo, Fabrizio Cadonà, Clarissa Pari e Lucina Scarpolini.

Dopo un debutto sold out lo scorso 4 maggio a Varese, “L’Ultimo Lenzuolo Bianco” andrà in scena il 20 agosto alle ore 21.30 presso il Teatro Ermete Novelli (Rimini) in occasione del Meeting di Rimini 2018 che ospiterà lo spettacolo tra i suoi appuntamenti teatrali.

Lo spettacolo è tratto dal libro autobiografico di Farhad Bitani “L’Ultimo Lenzuolo Bianco”. Siamo in Afghanistan. Una donna di Kabul, la coraggiosa e saggia Manà, racconta la storia di suo figlio, facendosi sia narratrice che protagonista di questo “viaggio” assieme agli altri due attori che interpretano il giovane Farhad, l’amico Seyar, e gli altri personaggi che prendono vita dai ricordi evocati: dall’Afghanistan all’Italia, dalla famiglia e gli amici di infanzia ai nuovi incontri che cambieranno per sempre la vita di questo giovane ragazzo afghano. Il viaggio diventa così metafora, assieme al vento di Kabul, di questa ricerca della verità, di se stessi e di Dio. Farhad, figlio di un importante generale dell’esercito mujaheddin, nasce a Kabul nel 1986, in una terra meravigliosa ma devastata dalla guerra e dal fondamentalismo, tra le violenze e l’abuso del nome di Dio, usato per giustificare potere e morte.

Tutto sotto lo sguardo indifferente delle potenze occidentali, complici silenziose di una finta guerra per la democrazia. Farhad cresce tra le armi e le esecuzioni che si fanno spettacolo, tra le ricchezze e i lussi di un mondo privilegiato al quale è dura sottrarsi. Una realtà che diventa “normale”, “giusta”. Il resto del mondo è sconosciuto, infedele, peccatore. Unica ancora di salvezza in questo scenario: una madre, donna dolce ma dotata di una forza straordinaria, convinta che anche in tutti i cuori più neri resti un piccolo puntino bianco, una speranza per cambiare, per ritrovare la strada.

Arriverà poi l’incontro con il ”diverso”, che cambierà per sempre la vita di Farhad e il suo sguardo sul mondo… I personaggi vogliono essere portavoce di un’umanità universale, dove tutti possiamo essere i buoni, i cattivi, le vittime, i carnefici…Tutti possiamo essere i personaggi della storia. Tutti siamo Farhad . Tutti, se vogliamo, possiamo cambiare noi stessi e il mondo. Le musiche originali che accompagnano lo spettacolo sono state appositamente composte dal maestro Marcello Franzoso e prodotte da Immaginazione s.r.l. I costumi sono stati creati in Afghanistan da Kabul Fashion.

 

13 agosto 2018
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