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Varese, Galimberti su progetto stazioni: se passa lo stop, siamo un paese delle “banane”

Il sindaco Davide Galimberti

Il sindaco Davide Galimberti

Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, prende posizione sull’emendamento contenuto nel Milleproroghe che riguarda il Piano Periferie e che rischia di bloccare il progetto per la riqualificazione dell’area delle stazioni di Varese.

“Sono abituato a lavorare sulle certezze: ad oggi i soldi, la convenzioni ed i progetti sono l’unica certezza e quindi si va avanti con il Progetto Stazioni perché è un intervento per la sicurezza e il decoro dell’area che la città aspetta da troppo tempo”.

Continua il primo cittadino: “Un emendamento che deve essere ancora approvato dal Parlamento la considero una provocazione ed un attacco all’autonomia degli enti locali e all’economia. Purtroppo prevale la linea dei no alle grandi opere e allo sviluppo economico”.

“Se dovesse essere approvato un simile emendamento – conclude Galimberti – avremmo la conferma che siamo un paese delle “banane” dove le convenzioni non valgono nulla. Sarebbe un pessimo messaggio per gli investitori che vogliono venire in Italia. Abbiamo bisogno di certezze”.

 

7 agosto 2018
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7 commenti a “Varese, Galimberti su progetto stazioni: se passa lo stop, siamo un paese delle “banane”

  1. Luca Paris il 7 agosto 2018, ore 21:04

    Ci auguriamo che l’emendamento del governo, che toglie i 18 milioni di euro già stanziati alla città di Varese per riqualificare l’area degradata delle stazioni, venga ritirato. Sarebbe uno schiaffo ai varesini e a tutta la nostra provincia, un insulto a chi in città vive o porta avanti un’azienda, l’ennesima dimostrazione di come chi lavora sui territori sia considerato poco o nulla da un governo centralista ed assistenzialista che in pochi mesi sta già causando danni pesanti per l’economia del Paese e per le tasche degli italiani.

  2. paola barresi il 8 agosto 2018, ore 08:53

    Buongiorno, caro Paris basterebbe una piccola parte di quanto la nazione spenderà per l’aereo di Renzi per sistemare le stazioni e molto altro ancora.
    Purtroppo prima di spendere a “piene mani” bisogna pensare bene!!!!

  3. cesare chiericati il 8 agosto 2018, ore 10:53

    A saltare sarebbe l’intero Piano periferie che ha coinvolto 120 località italiane in uno sforzo di recupero e rilancio di brani di città strategici, come appunto l’area stazioni di Varese che dalla primavera scorsa è anche terminal ferroviario internazionale con il completamento dell’Arcisate -Stabio. Se il no del mille proroghe venisse confermato risulterebbe evidente che dietro l’emendamento c’è una strategia volta a bloccare importanti investimenti in aree urbane locali penalizzando cinicamente lavoro e sviluppo. Fra tre anni ci saranno nuove elezioni amministrative – è il caso di Varese – e sarebbe semplice e utile per i gialloverdi, nella generale disattenzione alla realtà dei fatti, attribuire alla giunta retta da PD e Varese 2.0 la responsabilità della mancata realizzazione del progetto stazioni.

  4. Alessandro il 8 agosto 2018, ore 12:42

    Praticamente hai descritto gli ultimi governi del PD nel dettaglio, specie la parte centralista

  5. Bruno Belli il 8 agosto 2018, ore 12:53

    «PROGETTO STAZIONI»:
    IL “GIOCO DEGLI SPECCHI”.

    Come stanno i fatti è bene ricordarlo, senza troppo farsi prendere dalle fazioni politiche, ma guardare con logica l’evolversi dell’iter. Inoltre, meno prosopopea, sarebbe stata comunque più gradita. Un antico proverbio Babilonese diceva: «Non preparare il collare alla volpe, finchè non l’hai presa», che vale un po’ come il nostro «Non dire gatto se non l’hai nel sacco». La nostra amministrazione, invece, dava comunque tutto per scontato.

    In un primo momento, il bando non era stato vinto da Varese. Non era nei primi 24 in graduatoria, quelli che avrebbero potuto fruire dei finanziamenti. Poi, con una mossa di “bontà propagandistica”, il precedente governo decise di stanziare praticamente a tutti i successivi. Andando a mente, mi pare che Varese era al 61 posto.
    Questo ampliamento fatto così da parte del governo precedente, a mio parere, quale povero cittadino comune che non si intende di economia ma che lavora sul lato pratico delle cose e sull’esperienza delle stesse, era senza senso. Da lì, si poteva umanamente dubitare dell’effettiva possibilità di coprire i finanziamenti per tutti. E sappiamo che i politici, quando vogliono, sano creare gli escamotage, da qualunque parte stiano e quale colore vestano, oppure creare le bolle di sapone, e, con il gioco degli specchi, attirar le allodole.

    Poi, soltanto a titolo personale, mi piace anche ricordare che quando Mattia Colombo ed il sottoscritto, mentre gli amministratori locali suonavano le consuete fanfare e le trombe della marcia trionfale dell’«Aida» come se avessero avuto già i soldi in mano (era il dicembre 2016) proprio su «Varesereport», facevamo notare che i soldi non erano ancora arrivati e che non si potevano considerare come realmente sul conto del Comune, proprio per l’iter, ecc.ecc. Ci prendevano per matti…a noi.

    Eppure, basterebbe che si affrontassero le cose pubbliche con un certo distacco dalle fazioni che si sostengono, facendo ricordo solo alla logica, che, la più parte degli Italiani, ahimè, pare avere sepolto da troppo tempo…

    Infine mi permetto di considerare che il limite della politica sta nel fatto che su tutto si deve fare lotta di fazioni, anche di fronte ai diversi progetti. E lo dice uno che non era a favore di QUESTO progetto così come presentato…
    Meno ideologie e più SENSO CIVICO sarebbero un buon punto di partenza. Ricominciare dalla fondamenta sulla sostanza e non dal tetto sull’apparenza sarebbe auspicabile almeno da ora in poi.

  6. Martone il 8 agosto 2018, ore 15:27

    Ben detto Galimberti questo e’ un paese delle banane,che i suoi amici Renziani hanno governato per un bel po di anni mangiando le banane e buttando la buccia per terra!!

  7. Laura P. il 8 agosto 2018, ore 16:54

    Sono pienamente d’accordo con Bruno Belli che i progetti vanno giudicati per il loro valore e non per la politica che li appoggia. A me sembrava impossibile che per mettere un po’ di alberi nella zona stazioni si dovesse spendere una somma enorme e del nuovo centro per anziani non si vede la necessità, quello esistente funziona bene, per quel che ne so. Inoltre gli alberi attirano i cani e anche le persone se vagabondi la notte per certi bisogni, E che bisogno c’è di semafori intelligenti? Già ci sono intelligenti anche troppo , fanno perfino fotografie. Io amo gli alberi e ritengo che siano utilissimi . aggiungerne qualcuno nella zona stazioni non dovrebbe costare tanto, senza disturbare nessuno.

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