Cultura

Cultura, Un prezioso Albinoni nell’ultimo disco dei Solisti Ambrosiani

I Solisti Ambrosiani

I Solisti Ambrosiani

Grazie anche al successo dei concerti e dell’importante rassegna «Festival Musica Sibrii», giunta alla VII edizione, che vanta, tra l’altro, il patronato della presidenza della Repubblica Italiana, «I Solisti Ambrosiani», formazione poliforme che dal gruppo di pochi elementi da camera spazia fino all’orchestra con strumenti originali, grazie alla gestione operata con oculatezza da Tullia Pedersoli e Davide Belosio, giunge alla tappa del quarto cd.

Edito dalla «Urania Records – Editore Noemi Manzoni» di Merone, il cd si avvale di un’ottima veste grafica che presenta le eccellenti note scritte dalla stessa Tullia Pedersoli ed i testi delle cantate incise, grazie ad un libretto che ammicca, nell’elegante grafica, al gusto estetico prima metà del XVIII secolo, quando il protagonista del disco, Tommaso Albinoni (1671-1751) operava nella «Serenissima repubblica Veneta», meta di Inglesi e di Tedeschi che visitavano l’Italia per impararne i costumi e le arti musicali e figurative.

«Lontan da te mia vita» è il titolo del cd, preso dalla cantata omonima qui incisa, in “prima assoluta”, così come le altre due presenti, «Il penar senza speranza» e «Donna illustre del Latio (sic)», dedicata ad Isabella Tarquinia Ottoboni, zia del potente cardinale Pietro Ottoboni, nativo di Venezia. Ad esse si aggiungono tre concerti per violino e basso continuo, opere del “dilettante veneto” Albinoni, certamente noto ai più per l’«Adagio» che, in realtà, è un’elaborazione novecentesca effettuata dal musicologo Remo Giazotto di un tema lasciato dal compositore per un’incompiuta «sonata da chiesa».

Albinoni fu apprezzato violinista, cantante e compositore: autore di ben dieci raccolte pubblicate in vita e di una quarantina di suoi melodrammi, oltre ad un paio di notevoli serenate teatrali, «Il nascimento dell’Aurora» ed «Il concilio dei Pianeti».

Tratte da un prezioso manoscritto postumo degli anni ottanta del XVIII secolo conservato presso la «Staatbibliothek» di Berlino, le tre «Cantate per soprano e basso continuo» fanno parte di una raccolta di «18 cantate profane», così come le tre sonate, conservate, in manoscritti autografi, presso la «Saechsische Landesbibliothek – Staats und Universitaetsbibliothek» di Dresda: tali fondi attestano la diffusione della musica italiana in Germania nel XVIII secolo, grazie al contatto diretto che compositori e virtuosi avevano con i colleghi italiani. La «Sonata in Si bemolle maggiore» T.So 32 è espressamente dedicata al celebre compositore e virtuoso di violino Pisendel, sceso a Venezia da Dresda nel 1716, che impressionò il pubblico della Serenissima per il virtuosismo, tanto che l’amico Antonio Vivaldi gli dedicò ben quattro sonate, cinque concerti ed una «sinfonia».

La musica che ascoltiamo nel cd rappresenta, innanzitutto, la perizia compositiva di Albinoni, del quale l’attribuzione “dilettante” significava, all’epoca, che egli non scriveva musica per vivere (apparteneva, infatti, ad una famiglia di ricchi mercanti di carta), inoltre ci pone in contatto con l’estetica del tempo: in sostanza, l’Arte deve “meravigliare” e “stupire” l’ascoltatore, grazie non solo all’eleganza dei temi e della forma, ma soprattutto per le doti virtuosistiche dell’esecutore. Del resto, tale inclinazione fu espressa in modo chiaro proprio dal celebre poeta, musico e pittore dell’epoca Giovan Battista Marino il quale scrisse che «è del poeta [qui vale per «artista»] il fin la maraviglia (sic)»: infatti, il melodramma era chiamato anche «lo spettacolo meraviglioso», dove scenografie, costumi, invenzioni e virtuosismo canoro miravano a commuovere gli animi.

Sono proprio quei «motivi un poco artefatti» del «Secentismo fronzuto» – tale l’incomparabile sintesi data dal Gozzano – che rivivono nel richiamo a categorie ben definite: così ecco arie «di furore», «di tempesta», «d’addio», «di catene», eccetera, concerti che “descrivono” le «stagioni», «la notte», «la tempesta di mare» o il canto de «il cardellino» (riferimenti a concerti di Vivaldi).

Per interpretare questi lavori sono necessarie, pertanto, le doti naturali che si sviluppano per il meglio tramite lo studio e l’approfondimento della tecnica, caratteristiche che non difettano certo al soprano Tullia Pedersoli, sempre elegante nel canto espressivo, controllato sul fiato, al violinista Davide Belosio, virtuoso nei passi di agilità, quanto lirico nella “cavata” chiesta sovente nei tempi lenti, ed al complesso dei brillanti strumentisti che esprimono il «basso continuo», Emma Bolamperti, raffinatissima al clavicembalo, Franco Lazzari, fantasioso alla tiorba e Claudio Frigerio mentore di un espressivo ed elegante violoncello.

Bruno Belli

25 luglio 2018
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2 commenti a “Cultura, Un prezioso Albinoni nell’ultimo disco dei Solisti Ambrosiani

  1. Mariella il 27 luglio 2018, ore 11:47

    Desidero chiedere a Bruno Belli, se il cd si può trovare nei negozi di musica, o se va richiesto alla casa discografica. Grazie.

  2. Bruno Belli il 27 luglio 2018, ore 17:03

    Gentile sig.ra Mariella, il cd è reperibile in tutti i negozi di musica – se non ci fosse possono tranquillamente ordinarlo – ed anche sui negozi Internet. La Urania Records è regolarmente distribuita in Italia e nel mondo come le etichette discografiche maggiori. Grazie per l’interessamento. Cordiali saluti. B.B.

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