Varese

Varese, Progetto Aree di Confine alla Camera firmato da Bianchi, plauso di Confartigianato

Matteo Bianchi

Matteo Bianchi

Nel pomeriggio di lunedì 23 luglio 2018 il deputato della Lega, Matteo Bianchi, ha depositato il documento a Montecitorio a un anno dall’avvio del percorso di ascolto e sintesi delle richieste delle imprese e dei territori da parte di Confartigianato Imprese Varese. Soddisfazione dei presidenti dell’associazione di viale Milano e di Confartigianato Como.

L’annuncio è arrivato nel pomeriggio di ieri – lunedì 23 luglio – a poche ore dall’incontro nella sede di Confartigianato Imprese Varese con il Sottosegretario al Lavoro e allo Sviluppo Economico Dario Galli e il deputato leghista della provincia di Varese, Matteo Bianchi: il progetto di legge Aree di Confine è ufficialmente diventato proposta di legge ed è stato depositato alla Camera dei Deputati.

La proposta “Regime fiscale incentivante per i lavoratori nelle aree di confine”, così come il progetto a cui si ispira, punta ad aumentare il netto in busta a beneficio dei lavoratori che sceglieranno di rimanere nelle aziende italiane con sede entro i venti chilometri dal confine con il Canton Ticino. Il primo firmatario è il deputato leghista Matteo Bianchi.

«Da questo momento in poi sarà fondamentale il supporto di tutte le forze politiche di entrambi i territori e non solo». A dirlo è il presidente di Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli che, con l’associazione di viale Milano, ha lavorato per oltre un anno per arrivare alla definizione di un progetto che ha raccolto il consenso di imprese e amministrazioni comunali oltre che il supporto diretto di Confartigianato Imprese Como.

Tutto era partito dal primo atto sperimentale del progetto ImpresAperta, attuato da marzo a giugno 2017 da Confartigianato Imprese Varese con l’allora presidente del consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo (oggi assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, ndr) con l’obiettivo di raccogliere la voce delle aziende e portarla sui tavoli istituzionali.

Di qui la presa d’atto delle forti criticità del Luinese nel trattenere in azienda le migliori professionalità tecniche a causa del dumping salariale esercitato dalle imprese del Canton Ticino e l’avvio di un percorso di ascolto e sintesi finalizzato a sostenere un progetto di legge che mira ad aumentare il netto in busta a favore dei lavoratori italiani operanti in strutture produttive in territorio italiano entro i venti chilometri dal confine.

«Si è trattato, da parte nostra, di una iniziativa senza precedenti che ha richiesto un impegno difficilmente descrivibile da parte di molteplici professionalità interne» rileva Davide Galli, ricordando che il progetto prevede anche un pacchetto formativo messo a punto grazie all’attività dei professionisti di AreaLavoro e della scuola di formazione permanente VersioneBeta. Lo stesso progetto di legge è stato messo a punto grazie a competenze interne all’associazione. «Il tutto è stato poi condiviso e recepito da più soggetti, pubblici e privati». Ora «la disponibilità del deputato Matteo Bianchi sposta tutto sul piano nazionale ed è lì che ci aspettiamo di raccogliere ulteriori consensi e convergenze trasversali» ribadisce Galli, insieme al presidente di Confartigianato Imprese Como Marco Galimberti.

La proposta di legge potrebbe valere per tutti i territori di confine con Paesi stranieri, mantenendo intatto l’obiettivo finale: trattenere in Italia, e nelle aziende locali, le professionalità formate in loco a sostegno di tutte le forme di imprenditorialità e, in particolare, delle attività manifatturiere.

L’approdo in Parlamento è dunque un passaggio importantissimo ma è da considerarsi l’inizio di un nuovo e probabilmente non facile iter: «Al netto del risultato, questo provvedimento rappresenta comunque, per noi, un modo far arrivare alle massime istituzioni nazionali una richiesta forte ed esplicita di attenzione nei confronti di territori che, per loro natura, subiscono il peso del dumping salariale esercitato da territori dove il cuneo fiscale è nettamente inferiore rispetto a quello italiano».

IL PROGETTO DI LEGGE

La proposta prevede un regime fiscale incentivante per i lavoratori che risiedono in Italia e sono occupati in aziende con sede legale in tutti i territori di confine entro e non oltre i 20 chilometri così come previsto dall’Agenzia delle Entrate con Risoluzione del 28 marzo 2017 n. 38 per la Svizzera, estensibile anche ad Austria, Francia e Slovenia.

In particolare, il reddito da lavoro dipendente prodotto nel territorio italiano da lavoratori residenti in Italia e dipendenti di aziende con sede legale entro i 20 chilometri dal confine, concorre alla formazione della base imponibile nella misura che va dal 70 al 50%.

 

24 luglio 2018
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