Economia

Economia, Cna: 216 giorni di lavoro per il fisco, ecco il “tasso di tartassamento” a Varese

Un momento della presentazione dei dati Cna

Un momento della presentazione dei dati Cna

Pubblicato il quinto rapporto CNA “Comune che vai fisco che trovi”, che analizza l’andamento della tassazione in 137 Comuni italiani, dal 2011 al 2017, con una proiezione per l’anno 2018. L’analisi si riferisce a tutti i capoluoghi di provincia e ad altri 23 Comuni che presentano un’alta densità di popolazione e di piccole imprese.

L’Osservatorio calcola con precisione il “Total Tax Rate”  vale a dire l’ammontare di tutte le imposte e di tutti i contributi sociali obbligatori che gravano sulle imprese espresso in percentuale sui redditi.  Al “Total Tax Rate” il Rapporto affianca il “Tax Free Day”, giorno della liberazione dalle tasse, che indica la data fino alla quale l’imprenditore deve lavorare – ogni anno – per produrre il reddito necessario ad assolvere gli obblighi fiscali e contributivi, dopo la quale potrà destinare il reddito d’impresa alle proprie esigenze e a quelle della sua famiglia.

A differenza di altri organismi, l’Osservatorio CNA basa la sua analisi sull’impresa tipo italiana , con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431mila euro, un impiegato e quattro operai di personale, 50mila euro di reddito.

La pressione fiscale media sulla piccola impresa tipo italiana, salita nel 2017 dello 0,3% al 61,2%, nel 2018 è destinata a crescere ancora, portandosi al 61,4%. Un incremento compiutamente ascrivibile all’aumento programmato della contribuzione previdenziale dell’imprenditore. Di conseguenza, il giorno della liberazione fiscale media si allungherà di altre ventiquattr’ore, per arrivare all’11 agosto, contro il 10 agosto del 2017 e il 9 agosto del 2016. Intanto si va ampliando il divario tra la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese e quella media nazionale. Nel 2017 è andata dal 61,2% sulle piccole imprese al 42,4% sulla totalità dei contribuenti: un’ingiustizia che vale 18,8 punti percentuali.

Reggio Calabria rimane il capoluogo che maggiormente tartassa le piccole imprese con un Ttr del 73,4% (+0,2% rispetto all’anno scorso). Alle spalle della “maglia nera” si conferma Bologna (72,2%), seguita da Roma e Firenze (69,5%), Catania (69%), Bari (68,5%), Napoli (68,2%), Cremona e Salerno (67,3%), Foggia (66,8%). Ne deriva che la liberazione fiscale scatterà il 24 settembre per Reggio Calabria, il 20 settembre per Bologna, il 2 settembre per Cremona,

Varese che si colloca al 38esimo posto nella classifica dei 137 Comuni analizzati e si posiziona con un TTX del 59,1% e un TAX free day al 3 agosto: sono perciò necessari 216 giorni di lavoro per pagare i tributi e ne restano solo 149 di “libertà”.

In Lombardia meglio di Varese stanno Sondrio al 7 posto TTR 55,3% e TFD20 luglio e Mantova  TTR 56,2% e TFD 23 luglio. La messa peggio è Cremona al 130esimo posto con il 67,3%,  Milano è al 92esimo con TTR 62,6% e TFD al 16 agosto.

Il “tasso di Tartassamento” è in salita rispetto agli ultimi tre anni: nel 2017 il  TTR era al 58,9% e i varesini erano liberi dalle tasse entro il 24 luglio, nel 2016 era al 58,7%  con TFD il 2 agosto, nel 2015 il TTR era al 58,7% ma il Tax Free Day era il 1 agosto.  Ma il 2014 è stato un anno peggiore di quello presente: il TTR era ben del  62,1% e il tax free day non è arrivato fino al 13 agosto.

Questa densa lista di numeri va rapportata al reddito disponibile medio mensile nei Comuni che si pongono ai margini della classifica. Rispetto al valore di circa 1600 euro netti mensili, mediamente percepiti dall’imprenditore tipo dell’Osservatorio, a Gorizia la somma schizza intorno a 1900 euro, a Reggio Calabria precipita a poco più di 1100. Un abisso di quasi 800 euro, pari a 19,6 punti di Ttr e a 72 giorni di Tfd. 

«Il quinto Rapporto CNA sulla tassazione che grava su artigiani e PMI sta diventando un punto di riferimento importante per quanti si occupano di piccole imprese. Un osservatorio che rivela come l’ossatura produttiva nazionale continui a essere soggetta a una pressione fiscale molto elevata – spiega Roberta Tajè, direttore di Cna Varese -   un dato che in questa edizione risulta ulteriormente appesantito dal comportamento di alcune amministrazioni comunali nel mancato riconoscimento dell’esclusione dalla tassazione TARI delle aree destinate alla produzione di rifiuti speciali».

«Questo scenario però potrebbe essere differente – spiega Luca Mambretti Presidente di Cna Varese – senza dover ricorrere ad effetti speciali ma semplicemente applicando alcune proposte di riforma presentate dalla CNA come

L’aumento della franchigia Irap dagli attuali 13mila euro a 30mila euro, l’adozione del regime Iri al 24%, già prevista proprio per il 2018, , l’introduzione della totale deducibilità dell’Imu sui beni strumentali delle imprese come capannoni, laboratori, negozi. nel contempo la cna sta chiedendo l’introduzione della flat tax in modo progressivo, la riduzione dell’Irpef, un’estensione del regime forfettario ai redditi fino a 100mila euro e una reintroduzione dei voucher. Con l’applicazione contemporanea di queste misure, il TTR calerebbe e verrebbe così ridotta la pressione fiscale sulle piccole imprese. Soprattutto, verrebbe garantita una maggiore equità nel prelievo tra i diversi redditi da lavoro e verrebbe usata in modo intelligente la leva fiscale per aumentare domanda interna e investimenti».

24 luglio 2018
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