Varese

Varese, Nuovo CCNL di Ristorazione e Turismo, un roadshow all’Uniascom

Antonella Zambelli

Antonella Zambelli

Si è tenuto questa mattina nella sede di Confcommercio Uniascom della provincia di Varese il roadshow di presentazione del nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro della ristorazione Collettiva e Commerciale e del Turismo. L’iniziativa è stata organizzata dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi per illustrare nel dettaglio i contenuti del CCNL. All’incontro erano presenti Giordano Ferrarese, Presidente FIPE Provincia di Varese; Antonella Zambelli, Presidente Donne Imprenditrici – Consigliera Nazionale e membro di Giunta FIPE e Silvio Moretti Direttore Sindacale Previdenza Formazione FIPE.

I tre relatori dell’incontro rivolto a consulenti del lavoro e operatori di settore hanno sottolineato in maniera unanime che «la firma del contratto rappresenta un traguardo importante che giunge dopo una lunga e complessa negoziazione» e che «Fipe è tra le firmatarie dell’accordo».

L’incontro di questa mattina, che rientra in una serie di appuntamenti che Fipe ha organizzato su tutto il territorio nazionale, è servito per spiegare nel dettaglio i contenuti del nuovo CCNL e cosa comporterà per gli imprenditori, i lavoratori del settore, ma anche per i consumatori.

«Questo contratto è stato molto atteso e ora c’è la soddisfazione di essere riusciti a trovare un accordo che sostanzialmente tutela sia i lavori, sia le aziende – ha dichiarato Giordano Ferrarese – Il settore di nostro riferimento ha un importante peso specifico nel sistema economico del territorio. In provincia di Varese sono 8.825 i lavoratori dipendenti operativi in bar e ristoranti e rappresentano il 5,7% degli addetti della regione. E sul totale a componente femminile è quasi del 50%». Per quanto riguarda la tipologia di contratto il 79,5% (7.015) è a tempo indeterminato, il 19,9% dei contratti (1.755) è a tempo determinato. Sul fronte della nazionalità, 6.193 addetti (il 70,2%) sono di nazionalità italiana, mentre i lavoratori stranieri sono 2.632.

Lo scenario complessivo regionale della Lombardia vede invece 154.787 lavoratori dipendenti, di cui 127.395 a tempo indeterminato (l’82,3%), e 2.263 stagionali (l’1,5%). I contratti part time sono 97.292, il 62,9%. Le donne impiegate nella ristorazione a livello regionale sono 84.373 (il 54,5%), mentre i lavoratori di nazionalità straniera sono 46.118 (il 29,8%).

Il nuovo contratto è stato firmato per la parte datoriale dai rappresentanti di Fipe, Angem, Legacoop Produzione e Servizi, in rappresentanza della quasi totalità delle imprese del settore, mentre per la parte sindacale è stato firmato dai rappresentanti di Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL.

«Il nostro è un settore molto articolato – ha spiegato Antonella Zambelli – e per arrivare alla firma il percorso è stato davvero complesso e ha richiesto cinque anni di trattative. Ora però siamo soddisfatti poiché tra i vari aspetti da sottolineare c’è il previsto aumento in busta paga di 100 euro, che avverrà per step e sarà a regime tra quattro anni, sono contemplate novità rafforzative in materia sanitaria integrativa e ci soluzioni che riguardano anche la questione del recupero di produttività».

Il nuovo CCNL si rivolge in particolare a bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, mense scolastiche ospedaliere e aziendali, grandi aziende della ristorazione commerciale multi localizzata, imprese della ristorazione collettiva, cooperative della ristorazione, stabilimenti balneari, discoteche, sale giochi. A fronte del proliferare di forme di dumping contrattuale, ovvero di contratti firmati senza un’adeguata rappresentanza, il nuovo CCNL siglato da Fipe mette in evidenza l’importanza di allargare gli strumenti di welfare per migliorare la qualità del lavoro e dei servizi nel settore. A questo proposito il nuovo accordo ribadisce inoltre l’obbligatorietà all’iscrizione al fondo di assistenza sanitaria integrativa Fondo Est delle aziende che applicano tale contratto, e stabilisce il diritto irrinunciabile dei lavoratori all’erogazione delle prestazioni sanitarie fornite dal Fondo stesso. Per quanto riguarda lo scenario delle iscrizioni dei dipendenti al Fondo Est per l’assistenza sanitaria integrativa, nel territorio di Varese risultano iscritti 6.802 lavoratori dipendenti (con una copertura del 97%) e 1.045 imprese.

«Guardando i dati nazionali possiamo dire che questo contratto interessa 1 milione di addetti e oltre 300 mila aziende che producono un fatturato di 80 miliardi di euro – ha dichiarato Silvio Moretti – Io vorrei sottolineare la durata quadriennale dell’accordo che consente una miglior programmazione, ma anche la innovazioni introdotto che riguardano la gestione e l’organizzazione del lavoro. Le aziende, infatti, chiedevano una maggior flessibilità per articolare l’orario di lavoro anche sulla base dei picchi o dei cali, poiché i carichi di lavoro in questo settore non sono costanti nell’arco dell’anno»

23 luglio 2018
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