Varese

Varese, Consiglio comunale, con il Pd Macchi aumentano i varesini targati Bosto

Macchi tra Fisco e Pepe

Macchi tra Fisco e Pepe

Esce dal Consiglio comunale Fabrizio Mirabelli, entra Lorenzo Macchi. Mirabelli va ad occupare, in quota Pd, la poltrona di presidente della nuova società ACSM – AGAM Ambiente srl, Macchi siede dietro il banco Pd del Consiglio tra i giovani Fisco e Pepe.

Cambio della guardia nella delegazione del principale partito della maggioranza in apertura della seduta del Consiglio comunale di Varese di ieri sera.

Spetta al capogruppo Pd Luca Conte salutare e ringraziare il “veterano” Mirabelli con indubbio fair-play, dato che i due rappresentanti si trovavano su sponde opposte alle primarie per il candidato sindaco di centrosinistra e poi nella geografia delle correnti Pd: “Ho avuto la fortuna di trascorrere un pezzo di percorso al fianco di Mirabelli, apprezzandone sempre la presenza attiva e propositiva, Mirabelli continuerà a lavorare per la nostra città anche nel suo nuovo ruolo”.

Entra così Macchi come primo dei non eletti del Partito Democratico. “Lavorerò – dice nel corso della seduta – per il bene comune e per un futuro migliore di Varese”. Il neo-consigliere è originario di Bosto e può vantare, con il papà e il nonno, una lunga tradizione nella storica Cooperativa di Bosto, oggi presieduta da Maria Chiara Moneta. “Mio nonno è stato tra i fondatori della Cooperativa”, racconta Macchi, a latere, con un pizzico d’orgoglio, e in passato è stato anche lui nel cda della Cooperativa. Ora lavora presso il Caf di Confesercenti.

Con la sua presenza in Consiglio aumentano i rappresentanti di Bosto: oltre a Macchi, c’è anche Tommaso Piatti (capolista del gruppo Lista Galimberti). “Ci sono anch’io come bostese adottivo”, aggiunge sorridendo il sindaco Galimberti, che infatti è legato all’antico rione varesino attraverso la famiglia della moglie Pamela. C’è da sperare che una simile pattuglia possa contribuire alla rinascita del rione, che oggi non gode davvero di ottima salute.

Al voto per la sua ammissione in Consiglio sì unanime. Anzi, no: voto contrario dei leghisti Piatti e Binelli. Ma – sia detto per pignoli cultori della storia del Consiglio comunale di Varese come noi – il no è stato pronunciato al secondo voto, quello relativo alla immediata esecutività dell’ammissione, passata invece all’unanimità.

 

 

18 luglio 2018
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