Varese

Varese, Un Don Giovanni di Saramago tutto al femminile, giocoso e folle

La bravissima Faggiani con la statua del Commendatore

La bravissima Faggiani con la statua del Commendatore

Un Don Giovanni tutto (o quasi) al femminile, quello che abbiamo visto in Salone Estense a Varese. Spettacolo tratto dal Don Giovanni o il dissoluto assolto del Premio Nobel Josè Saramago, la messa in scena con la regia di Serena Nardi ha puntato soprattutto sul gioco, lo scambio, il divertimento, chiudendo il Varese Estense Festival.

Al centro della scena una stupenda Monica Faggiani, che ci ha proposto un vecchio libertino stanco, meditabondo, con guizzi luciferini e una gran voglia di essere amato. Un’interpretazione davvero brillante da un’attrice che ammiriamo da sempre. Attorno a Don Giovanni si muovono altri personaggi, che mettono a dura prova il protagonista. Personaggi ambigui, che è difficile catalogare tra vittime e carnefici nel grande gioco della seduzione.

Personaggi dalla natura cangiante e ambigua che vengono ben riassunti dall’unico interprete maschile, che veste i panni di Donna Elvira (nel testo Saramago lo definisce “un manichino femminile“), estrema e folle, ma anche lucidamente capace di ordire trame contro Don Giovanni (gli ruba persino l’elenco delle sue conquiste, quello illustrato nell’opera dal celebre “Madamina il catalogo è questo”).

Ma gioco e scambio finisce per investire anche la lingua, al punto che il servitore di Don Giovanni, il Leporello di Sarah Collu, si esprime con un forte accento partenopeo. Il tutto accompagnato dalla magica melodia mozartiana:  versione opposta del personaggio rispetto a Saramago, quella di Mozart, ma la sua musica ci fa sempre godere nell’anima e nel corpo.

5 luglio 2018
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