Varese

Varese, “Il caso Kellan” di Vanni, un giallo psicologico presentato a Villa Toeplitz

Da sinistra Mario Petitto e  Franco Vanni

Da sinistra Mario Petitto e Franco Vanni

Un giallo molto metropolitano, molto milanese, quello presentato dall’autore, il giornalista Franco Vanni, cronista giudiziario di La Repubblica nell’ambito del ciclo Giardini Letterari, curato, a Villa Toeplitz, da Cristina Bellon. “Il caso Kellan” (Baldini & Castoldi) è stato al centro dell’attenzione, con il pubblico presente guidato tra personaggi e location, testi e pretesti.

Lo scrittore, che ammette di essere impegnato in un sequel del romanzo, dialoga con il giornalista e capo ufficio stampa del Comune di Varese, Mario Petitto, che con ironia e leggerezza provoca Vanni a raccontare e raccontarsi.

A raccontare la vicenda dell’omicidio del figlio del console americano, tra aggressioni omofobiche e auto da urlo, a svelarsi come un cronista preoccupato di raccontare la verità dei fatti, ma che, quando scrive romanzi, si sente libero da vincoli e felice di gettarsi a corpo morto nel racconto.

Come sottolinea Petitto il romanzo “Il caso Kellan” si sviluppa in tre indagini distinte e parallele per arrivare all’assassino. Come rimarca Vanni, tutto però raccontato in punta di penna, senza trash e senza splatter.

“Odio l’hard boiled, amo il grande Scerbanenco, un vero genio della scrittura”, dichiara Vanni senza se e senza ma. Dunque, più un giallo psicologico che una storia di sangue, una vicenda gialla da districare con la ragione, un racconto da leggere tutto d’un fiato. E da portarsi in valigia per leggerlo sotto l’ombrellone.

 

5 luglio 2018
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