Lettere

Rottamare i rottamatori? No, grazie

Luca Paris

Luca Paris

Dopo i ballottaggi del 24 giugno 2018, dal significato anche simbolico a seguito della perdita delle tre città toscane di Pisa, Massa e Siena, per il PD si é definitivamente chiuso un ciclo.

E’ evidente a tutti come adesso, per uscire dall’angolo in cui il partito si é cacciato, occorra una fase rigenerativa, che però necessita che vengano soddisfatte urgentemente due precondizioni, pena una perdita ulteriore di consensi  e credibilità:
1) tornare immediatamente a fare politica in mezzo alla gente;
2) fissare la data del congresso, subito.
Per prima cosa, infatti, occorre dimostrare alle tante persone che non si riconoscono nelle politiche dell’attuale governo, che non solo esiste un’opposizione di centrosinistra, ma che essa non é disposta a lasciare un centimetro di spazio a politiche populiste, antieuropeiste e reazionarie.
Fissare per l’autunno la data del congresso, al contempo, significa mostrare che ci si muove rapidamente nella ridefinizione del pensiero strategico, della collocazione politica, della forma del partito, dell’ organizzazione, della rappresentanza e della partecipazione, per tornare a sintonizzarci meglio con la società italiana.
Si fanno sentire in queste ore alcune voci di chi, dall’interno del partito, vorrebbe, per semplificare, “rottamare i rottamatori”.
Non sono d’accordo. Il PD è un partito dove convivono tante anime, che hanno in comune l’appartenenza ed il riferimento ai valori della democrazia e dei diritti da essa rappresentati, della progressiva riduzione della diseguaglianza sociale e della collocazione in un orizzonte europeo declinato su questi valori.
Ciascuna componente é portatrice di idee e di proposte che possono essere valorizzate in un contesto di comunità politica. La cifra del nostro agire politico dovrà essere quella dell’inclusione, e non quella dell’ esclusione, proprio per evitare errori che nel passato recente ci sono costati molto cari. Solo così potremo tornare a vincere, nel Paese e nelle nostre città.
Luca Paris – Segretario Pd Città di Varese

 

27 giugno 2018
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11 commenti a “Rottamare i rottamatori? No, grazie

  1. dotti giovanni il 28 giugno 2018, ore 08:43

    Tutte belle proposte. Ma una domanda sorge spontanea: PERCHÉ NON CI AVETE PENSATO PRIMA ?

  2. Martone il 28 giugno 2018, ore 11:58

    Bene torniamo ai valori iniziali della sinistra italiana, almeno dal vostro punto di vista Dopo la tessera a Calenda mi aspetto che la diate anche a Marchionne, cosi la riprendero’ pure io

  3. Paola Barresi il 28 giugno 2018, ore 14:22

    Caro sig. Paris, se essere populisti signiifica avere come propri i valori del, popolo (inteso quello meno abbiente) , ascoltare le indicazioni che il popolo dà, avere dei rapporti stretti con la polazione comune, questo per primo dovrebbe essere il PD.
    Purtroppo avendo operato con un giovane capo di governo e di partito, di belle speranze, ma troppo giovane, troppo arrogante, troppo carente in tutto, troppo…. e avendo tutti collaborato significa che siete TUTTI colpevoli.
    Un partito di di sinistra che quando è al potere fà delle leggi che consentono i licenziamenti di massa, che toglie per legge l’art. 18 purtroppo è destinato all’estinzione!!

  4. Luca Paris il 28 giugno 2018, ore 18:30

    Gentile sig.ra Barresi, il populismo che vediamo affermarsi in Italia, purtroppo, é quello che asseconda e liscia il pelo ad alcune delle peggiori pulsioni della società, mettendo a rischio non solo un’ ordinata convivenza civile ma, alla lunga, la stessa democrazia. Mi auguro che lei possa convenire con me sul fatto che la politica, seppur alla ricerca spasmodica del consenso, debba comunque mantenere senso responsabilità e non spingersi oltre ad un certo livello di guardia.

  5. Martone il 28 giugno 2018, ore 19:12

    Sig Paris….@ la sua risposta ad una legittima lettura di cio’ che il PD come forza di governo ha prodotto contro la classe lavoratrice(che nemmeno il governo di destra Berlusconiano si e’ permesso di fare) e’ un discorsetto accentrato addirittura sulla convivenza civile e la democrazia che sarebbero in grave pericolo con il perdurare del populismo espresso da questo governo. Non una parola su cio’ che il Renzismo ha prodotto e nemmeno un accenno autocritico sui singoli provvedimenti che hanno reso piu’ precario il poco lavoro che l’Italia riesce a creare

  6. lucio carreri il 28 giugno 2018, ore 23:31

    Rottamare il rottamatore? certo! Bisogna farlo! è necessario per la sopravvivenza del partito.
    Il chirurgo che ha paura a tagliare dove deve arriva anche a causare la morte del paziente (partito).
    Abbiamo capito sig. Paris????

  7. fare benedetto il 29 giugno 2018, ore 20:00

    Solo coloro che hanno preso le distanze dal rottamatore possono dire di non essere colpevoli di quanto è successo.
    Solo coloro che hanno una intelligenza superiore sono in grado di valutare a priori a cosa si sta andando in contro e cambiare rapidamente le proprie idee.
    Spero che il sig. Paris. riesca a capire presto e cambiare le sue convinzioni.

  8. ar il 4 luglio 2018, ore 09:53

    in questi giorni leggo alcune autocritiche da parte di importanti esponenti del PD. E’ un passo necessario per andare oltre e riportare al centro i valori che hanno portato alla nascita del PD. Quindi niente epurazioni o rivincite, che distoglierebbero l’attenzione dai problemi reali del Paese!

  9. luisa perla il 4 luglio 2018, ore 22:33

    Ancora oggi l’innomonato ha dichiarato in una intervista che oggi il governo ha fatto il decreto “GELOSIA” (dI Maio è geloso di Salvini!!!).
    E’ chiaro che in questo modo non si và da nessuna parte!
    Bisogna rifondare il partito attuando una forte discontinuità con il recente passato (significa mandara a quel paese l’innominato e tutta la sua squadra).
    Niente epurazioni o vendette ma chi ha sbagliato e continua a sbagliare deve pagare (anche in politica).

  10. silvano gambetta il 5 luglio 2018, ore 16:10

    Oggi il vero PCI o partito unico della sinistra è diventato il Movimento 5 stelle, anche se al sig. Paris non piace.
    Tutti i partiti in realtà dovrebbero essere “populisti” ma oggi questo termine viene citato come una vergogna e in realtà tutti si muovono in direzione “antipopulista” inventando e causando in questo modo una nazione (Italia) tutta pro LEGA, il PD in particolare HA FATTO la fortuna della Lega di Salvini.
    Sopravviverà solo la parte del PD che ha incamerato i resti della Democrazia Cristiana in quanto a loro, forse, và bene la politica del passato recente (7/8%).
    Continuare con i “Gufi” con “la palude” con il “Decreto gelosia” di quel signore sopra chiamato “innominaro” ma che in realtà è solo immaturo, inesperto e incapace è veramente autolesionismo.

  11. bruno bernardi il 6 luglio 2018, ore 09:39

    Io credo che bisognerebbe rimettere insieme la sinistra ripartendo dall’on. Bersani che è l’unico dotato di grande buonsenso, espellere l’innominato e tutti i suoi seguaci per ridare credibilità al PD (magari non arriverà mai piu al 40%) e riprendersi i propri elettori.
    La nazione ha bisogno di un partito come l’ex PCI che raccolga le tesi e le speranze della base operaia (operai, impiegati e dirigenti sono comunque sempre lavoratori e quindi operai).
    L’attuale PD si è macchiato di azioni e leggi che nemmeno il peggior Berlusconi avremme mai ipotizzato di mettere in atto.

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