Varese

Varese, Il leghista Pinti rilancia il tema La Quiete: il Comune batta un colpo

comune-vareseLa Quiete torna a far parlare di sé.  Dopo la notizia dell’arresto degli ex gestori della clinica avvenuto in Calabria,  il dibattito sulla casa di cura varesina approderà nuovamente in Consiglio Comunale. Il consigliere leghista Marco Pinti ha infatti depositato una mozione che, se approvata, impegnerà l’Amministrazione a seguire più da vicino la sorte dell’immobile sequestrato nel Maggio 2017.

“In primis la manutenzione” – spiega Pinti – “con il passare del tempo è inevitabile che la struttura si logori, per questo nella mozione chiedo al Comune di monitorare e collaborare con il Tribunale affinchè siano garantiti tutti i lavori necessari, anche mettendo a disposizione risorse e personale di Palazzo Estense.”

La seconda questione, più tecnica, riguarda la destinazione d’uso dell’area. “Chiederò al Consiglio di votare che l’area rimanga dedicata a servizi di ambito sanitario” – prosegue l’esponente del Carroccio – “ questo non solo per sgombrare il campo da qualsiasi eventuale tentazione di speculazione edilizia, ma soprattutto per ribadire la necessità di avere una struttura sanitaria in città che possa decongestionare gli ospedali. La recente riforma della sanità di Regione Lombardia va in questo senso.”

Infine la questione più spinosa, relativa alla mancata aggiudicazione dell’immobile a seguito delle aste giudiziarie succedutesi fin qui. Anche su questo punto il leghista ha le idee chiare: “Nel testo del documento evidenzio come i valori dell’asta prevista per il prossimo 18 Luglio siano esattamente gli stessi di quella andata deserta nel Marzo scorso. Capisco la necessità del curatore di tutelare i creditori come prevede il Codice Civile, ma nel rispetto dell’autonomia di tutti chiedo al Comune di battere un colpo.”

Nel dispositivo della mozione infatti il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta  “ a sensibilizzare mediante una lettera il Tribunale e il Curatore affinchè, nel pieno rispetto dei ruoli di ciascuno, siano presi in considerazione nella determinazione dei parametri d’asta non solo i legittimi interessi dei privati coinvolti, ma anche l’opportunità e l’urgenza di riconnettere l’edificio al tessuto socio-assistenziale della città.”

“Il mio timore” – precisa Pinti – “è quello di avere un nuovo caso Villa Castiglioni che da elemento di pregio per la città di Induno si sta configurando con il suo abbandono come un ricettacolo di disagio e degrado.”  “Sulla Quiete” – conclude  – “ è ora che la politica torni a far sentire la sua voce affinchè una struttura così preziosa sia presto riconsegnata ai cittadini. Altrimenti corriamo il rischio di perderla per sempre.”

Insieme alla mozione, che sarà discussa in una delle prossime sedute del Consiglio Comunale, è stata protocollata anche una lettera degli ex dipendenti della struttura che prima dello sfratto occuparono la clinica per 5 mesi, continuando a prestare servizio, pur di dimostrare quanto la struttura fosse una risorsa preziosa per la città. “Stiamo perdendo qualcosa in questa città. Qualcosa di grande, di storico, di vitale.”, si legge nel testo indirizzato a Sindaco e consiglieri.

E ancora: “La politica di questa città ha dimostrato di non avere le risposte. Chiusi i cancelli senza appello, il faro si è spento. Velocemente ed inesorabilmente il nostro dramma è stato macinato e (quasi) dimenticato.”  Seguito dall’appello a “non abbandonare noi e “la Quiete”. Perché se perdiamo questa battaglia, se non la combattiamo sul serio e lasciamo che cada nell’oblio, forse è veramente il caso di cominciare a chiedersi se la politica di questa città sia qualcosa che riguarda i parcheggi blu, i mezzi spazzaneve e le solite polemiche da social, o se invece la classe politica di questa città possa e debba ambire a obiettivi più alti, a valori più trasversali.”

25 giugno 2018
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