Varese

Varese, Nem presenta la poesia di Pellizzari e Pellegatta alla Ubik

L'editore e poeta Dino Azzalin

L’editore e poeta Dino Azzalin

Primo appuntamento del ciclo di incontri “La poesia e il viaggio: libri per l’estate” organizzati dalla casa editrice Nuova Editrice Magenta di Dino Azzalin presso la Libreria Ubik di Varese.

L’incontro è in programma domenica 24 giugno alle ore 11.30 e vedrà la presentazione del volume di poesia “Faglie” (ed. Puntoacapo) di Alessandra Pellizzari (Venezia), con l’introduzione di Vincenzo di Maro.

Libro dagli esordi meditativi e intenzionati a definire il catalogo amoroso, a identificare luoghi e costumi nativi. E che prosegue viaggiando per frammenti, mai occasionali ma di certo preparatori, verso le pietre inscalfibili dei sonetti: impronte e scaglie lasciate, a memoria futura, dall’Ipersonetto zanzottiano (appartenente al Galateo in bosco del 1979). Non di caso si tratta, dunque, se pensiamo a tutto ciò che lega Faglie, quanto vi nasce e muore dentro come lingua, all’esperienza vitale nella sua crudezza. Vi si colgono i corrugamenti che la tettonica e gli eventi catastrofici avvenuti nei secoli hanno inciso in territori confinanti o lontani, e che gli uomini hanno patito e descritto secondo dolore e arte. Dai fumi di Pompei e dalle grotte del Périgord, fino alle vicissitudini fluviali del Brenta, per esempio, giungono le spinte che governano interrogazione e scrittura. Qualcosa che tiene desta la forza emergente e di cui la poesia si alimenta. Ogni frammento contiene gradazioni (dal perlaceo al rosso cupo, dal grigio al cobalto) terrene consapevoli d’avere nidificato fortemente nel torace dell’autrice. (Dalla Prefazione di Elio Grasso)

Il volume “Ipotesi di felicità” (ed. Mondadori) di Alberto Pellegatta (Milano), sarà presentato da Dino Azzalin.

La concretezza di una visione disincantata viene espressa nell’eleganza raffinata di una scrittura insieme sciolta, comunicativa, vivace e capace di passare dal verso alla materica densità di brevi componimenti in prosa. Notevole è poi il senso esplicito per l’insieme architettonico del libro, concepito come vero e proprio organismo, in linea con i maggiori esiti della poesia contemporanea. Nel fitto gioco di rimandi interni che questa Ipotesi di felicità offre nella sua tessitura, sono sicuramente importanti i passaggi in prosa, come nell’esemplare capitolo del suo bestiario, in una sottilmente ironica capacità che esibisce: quella di assimilare la natura di queste figurine animali a quella degli umani nei loro toni e comportamenti. Possiamo ben dire che la poesia di Alberto Pellegatta, nel suo elevato livello intellettuale e di scrittura, non è già più quella di una promessa, ma una piena, felice acquisizione nel panorama letterario del nostro tempo.

22 giugno 2018
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