Varese

Varese, Bagno di folla per il libro su Salvatore Furia di Gianni Spartà

Un momento della presentazione: da sinistra Zamberletti, Vincenzi, Spartà, Galimberti e Vanni Belli

Un momento della presentazione: da sinistra Zamberletti, Vincenzi, Spartà, Galimberti e Vanni Belli

Bagno di folla, ieri pomeriggio, a Villa Recalcati, per la presentazione dell’ultimo libro di Gianni Spartà dedicato alla figura e alla vita di Salvatore Furia. Spazi sold out, con la presenza di un elenco infinito di autorità e di semplici cittadini.

Sì, perchè Furia è stato molto di più di un precursore, di un amante della scienza e della cultura, di un difensore dell’ambiente: è stato un varesino per bene, che – come ci ricorda il libro del giornalista e scrittore – ha messo davanti a sè e agli altri l’interesse della polis. Un sentimento spesso desueto tra i politici di professione.

Pensieri positivi. Salvatore Furia, Cacciatore di Stelle” si intitola il libro di Spartà, pubblicato dall’editore Pietro Macchione, da oggi in libreria. Un libro che è certamente un saggio, ma che si legge come un romanzo, come ormai ci ha abituato il giornalista che continua a ricostruire le biografie di grandi personaggi del territorio, come era già accaduto con il “cumenda”.

Pagine ricche di immagini e di ricordi che ieri, anche grazie alle sollecitazioni garbate e brillanti del giornalista della Prealpina Gianfranco Giuliani, sono state al centro di un lancio che ha visto partecipare i vertici delle tre istituzioni principali, il sindaco Davide Galimberti, il presidente Gunnar Vincenzi e il presidente Attilio Fontana.

Ma ciò che balzava agli occhi era la presenza di centinaia di varesini, che per seguire quello che non stentiamo a definire un vero evento culturale si sono dovuti collocare in una seconda sala collegata via video.

A Spartà il compito di ripercorrere a parole le tante iniziative che hanno costellato la vita di questo varesino illustre, soprattutto il cuore che batte ancora oggi, senza dubbio la nascita e la vita del Centro Geofisico Prealpino, con la sua preziosa anima “divulgativa” delle scienze della natura che Spartà ha fotografato nelle sue pagine, un’anima che si perde sempre di più nella cultura d’élite che sempre di più si afferma ovunque.

Una sana divulgazione, quella di Furia, che è amore per il territorio, per la sua bellezza, ma anche costante vigilanza contro  i rischi e le minacce continue, come bene dimostra l’incendio del parco del Campo dei Fiori che chiude idealmente il libro e che tutta la comunità locale ha affrontato con coraggio, ispirandosi alla vita e alle scelte del Cacciatore di Stelle.

Tutto questo ci ha ricordato nel suo libro il giornalista nato a Messina, ma ormai varesino a tutto tondo. E per questo dobbiamo essergli grati, in attesa di rivedere sullo schermo (certamente accadrà, come per Borghi) le pagine del “Cacciatore di Stelle” tanto amato a Varese che lo scrittore e giornalista ha affidato al suo bel libro.

 

 

16 giugno 2018
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