Varese

Varese, Aloud in the Garden, la poetessa pop Francesca Genti da abrigliasciolta

La poetessa Francesca Genti

La poetessa Francesca Genti

Mentre gli appuntamenti expoetryslam per i performer in erba si succedono a Il Salotto, abrigliasciolta riapre il giardino per gli incontri con la letteratura contemporanea. E per scandire battiti si è affidata alla poetessa pop Francesca Genti che nei primi mesi di quest’anno ha pubblicato ben due libri.

L’appuntamento è a Varese, in via Daverio 18, sabato 9 giugno, alle ore 19. 

La XV edizione ALOUD abrigliasciolta sabato 9 giugno alle ore 19 ospiterà una conoscenza ormai ultradecennale: Francesca Genti giunse per la prima volta a Varese alla duetart di Cardillo (www.duetart.com/dentro/artists/artists%20ita/Genti%20ita.html). Nel 2007 abrigliasciolta la portò “davanti al banco dei surgelati” della COOP a performare il suo “Poesie d’amore per ragazze kamikaze”, poi tornò come editora a presentare ne “L’albero delle parole” la sua Sartoria utopia, un’esperienza fatta di libri cuciti a mano con la sua socia Manuela Dago.

Infine, sempre con la Dago, nel 2014 condusse da eMCee una delle selezioni expoetryslam, la sfida in parola parlata misurata direttamente dal pubblico, che abrigliasciolta porta nei locali per offrire al loro pubblico la “quotidianità” della parola in azione.

La stagione ALOUD quest’anno la propone IN THE GARDEN abrigliasciolta con il suo La poesia è un unicorno (quando arriva spacca), novità Mondadori, che consentirà di dialogare con Francesca Genti sulla situazione attuale della cultura e della composizione letteraria, grazie a Paolo Gentiluomo, uno dei più significativi esempi di come l’artista non sia definibile in etichette vuote come poeta, pittore, musicista, danzatore. Gentiluomo è noto per la sua forte tensione collettiva al cui servizio pone non solo la sua arte di «manipolatore di parole», ma tutta la sua intensa attività.

Per Genti “la poesia si fa con quel che si ha”: ha fondato Sartoria Utopia con Manuela Dago, ha verseggiato in Bimba Urbana (Premio Delfini, Mazzoli 2001), Il vero amore non ha le nocciole (Meridiano Zero 2004), Poesie d’amore per ragazze kamikaze (Purple Press,2009 e Sartoria Utopia 2015), L’arancione mi ha salvato dalla malinconia (Sartoria Utopia 2014), Il mio bambino mi ha detto (Sartoria Utopia 2016), Anche la sofferenza ha la sua data di scadenza (HarperCollins 2018), ha versato in prosa Il cuore delle stelle (Coniglio Editore 2007), La Febbre (Castelvecchi,2011). E, infine, ha pubblicato anche il suo primo saggio, da cui avrà origine l’incontro con i due originali autori, trasversali nella propria opera artistica: La poesia è un unicorno (Mondadori 2018). “Come l’unicorno, animale mitologico piccolo, ma invincibile, la poesia è dotata di poteri magici. Ci fa piangere e ridere, ci fa stupire e volare. La si trova ovunque, soprattutto quando e dove non te l’aspetti: sui muri dei bagni della stazione Termini, in bocca al venditore di olive taggiasche del mercato rionale, nel circolo della bocciofila.

Nonostante i molti pregiudizi che la vogliono polverosa e antica, talvolta oscura e incomprensibile, la poesia è viva, e anarchica. Non sempre è come uno se la immagina, e spesso fa arrabbiare, mette in crisi, turba, provoca. È amata dalle donne e dagli uomini, dai giovani e dai vecchi. La invocano poeti raffinati, giornalisti di cronaca rosa e nera, ragazzini in scimmia ormonale, aspiranti suicidi. Centrale o marginale nell’intera storia dell’umanità, non ha mai smesso di trasformare il presente, di fare apparire nel mondo cose che prima non c’erano, di anticipare e svelare il futuro rendendo concreto l’indicibile. Insomma, di cambiare il nostro sguardo.

Tutti ne parlano, pochi la riconoscono. Si offre e si nega, ed è spesso vittima di enormi fraintendimenti, ma un fatto è certo: quando se ne è toccati qualcosa in noi muta per sempre. Questo libro ci indica dove cercarla, come riconoscerla, e i tanti modi per usarla: per conquistare la propria bella (lirica amorosa) o protestare contro i potenti (poesia civile), per celebrare il proprio ombelico (lirica) o fare divertire un bambino (filastrocca), per mandare a monte un matrimonio sbagliato (invettiva) o cantare l’universo (laude). Rendendo però sempre le nostre vite più ricche, più sensate, più profonde.”

Francesca Genti parte dal suo ultimo libro per ripercorrere un’intensa attività con la parola e con il verso. L’accompagnerà Paolo Gentiluomo, penna nota e non solo per il gruppo ’93.

 

8 giugno 2018
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