Varese

Varese, Ester Viola con l’amore eterno apre la rassegna Giardini Letterari

La scrittrice Ester Viola

La scrittrice Ester Viola

La nuova stagione dei “Giardini Letterari” si aprirà martedì 5 giugno alle ore 19 presso la Biblioteca Civica di Varese. La rassegna letteraria, organizzata dalla Coopuf Iniziative Culturali in collaborazione con la Biblioteca, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Varese e dell’Università Insubria, si avvale della direzione artistica della scrittrice Cristina Bellon.

Primo ospite è Ester Viola, nata a Morbegno, laureata in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli, avvocato, scrive per “IL” (magazine del Sole 24 Ore) e “Studio”. Seguitissima su Twitter è dispensatrice di aforismi. E il suo romanzo “L’amore è eterno finché non risponde” (Einaudi) è un successo.

La professione che ha scelto c’entra moltissimo con la trama. Come divorzista, lei è abituata a fare autopsie matrimoniali. Gli esiti sono sempre devastanti: rabbia, stanchezza, senso di rivalsa, vendette a mezzo figli.

L’amore eterno esiste? Certo che esiste: è quello non corrisposto. Lo sa bene la protagonista del romanzo, Olivia, 32 anni, avvocato divorzista. La sciagura sentimentale è il suo pane quotidiano, tanto che divide i clienti in due categorie: i Lascianti e i Lasciati. Concilianti e solitamente muniti di un amore nuovo di zecca i primi, agguerriti i secondi (hanno già perso nel matrimonio, non hanno nessuna intenzione di perdere nel divorzio).

Anche Olivia è stata lasciata, ma siccome Dario continua a mandarle messaggi su WhatsApp è sicura che tornerà da lei. Del resto, «lasciarsi non è mai quando ci si lascia: è una cosa che succede quando non puoi piú negare che il tuo ex si è innamorato di un’altra». E oggi per scoprire che all’improvviso lui non è piú «disponibile», basta sbirciare su Facebook – comodamente da casa, in pigiama, versando lacrime sul sushi ordinato a domicilio. Perché, è indubbio, i social network sono una mannaia affilata pronta a spezzare la coppia.

Qual è il “peggiore” ce lo suggerisce Ester: «Il “peggiore”? Quello che rende una persona più incline a sospettare, intendi? Posso darti una statistica di studio legale: WhatsApp. Ma a me piace di più come barometro per misurare l’intensità dei sentimenti. Sai che è amore in un giorno preciso, la prima volta in cui apri WhatsApp, lo vedi online a lungo e t’accorgi che hai voglia di sapere a chi scrive». L’importante, con la gelosia da social, «è farci lentamente l’abitudine, come alla gelosia comune. Non puoi passare la vita a contare i like. Poi dipende dalla risposta che dai alla domanda “meglio sapere o no?”» Talvolta è meglio pensare ad altro. La verità è che niente come la fine dell’amore mostra il peggio di noi. Tanto da chiedersi come abbiamo potuto finire così in basso.

3 giugno 2018
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