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Regione, Il M5S si schiera contro la chiusura delle biglietterie dei treni

Treni“No alla chiusura delle biglietterie dei treni; devono essere potenziate”, così il M5S Lombardia che ha depositato un’interrogazione all’Assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi con i portavoce regionali Di Marco, Fiasconaro, Fumagalli e Mammì.

L’interrogazione chiede conto della pubblicazione (il 2 maggio scorso) di una gara da oltre 15 milioni di euro per il “Servizio di attivazione e sviluppo di una rete di punti vendita di titoli di viaggio di Trenord”. Al contempo Trenord ha presentato alle organizzazioni sindacali il piano “Progetto New Dial, il rilancio della rete di vendita e di assistenza” che prevede la chiusura di 25 punti vendita e 46 ricollocamenti.

Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “L’Assessore Terzi deve chiarire, da una parte si avvia una gara da 15 milioni per lo sviluppo, dall’altra si chiudono le biglietterie.

Regione Lombardia deve scongiurare le chiusure e potenziare le biglietterie, anche con un ampliamento dell’offerta di altri servizi. Le biglietterie possono diventare veri e propri hub per il cittadino e unire al servizio di biglietteria quello di prenotazione per eventi, alberghi o di informazione nell’ambito dei servizi di pubblica utilità.

È assurdo pensare di desertificare le stazioni. Molte stazioni locali sono terra di nessuno e le biglietterie aperte costituiscono anche un utile presidio contro il degrado. Trenord deve offrire servizi ai cittadini e facilitare l’accesso al trasporto pubblico, non ostacolarlo”.

31 maggio 2018
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2 commenti a “Regione, Il M5S si schiera contro la chiusura delle biglietterie dei treni

  1. Laura P. il 1 giugno 2018, ore 09:26

    Sono pienamente d’accordo. La desertificazione delle stazioni può spingere molti a non prendere il treno con notevole perdita di introiti. Ma al di là dei calcoli economici, è importante

    tener sempre conto del bisogno di sicurezza e di socialità delle persone e favorire in ogni modo l’assunzione di lavoratori.
    Smettiamola di risparmiare coi call center e con i servizi informatici e di sprecare i soldi per pagare i manager, con compensi esagerati, e diamo più spazio alle persone e al lavoro

  2. cesare chiericati il 3 giugno 2018, ore 10:20

    Di “razionalizzazioni” fallimentari è piena la storia della Ferrovie italiane, Nord comprese naturalmente. E quelle in corso rischiano di dare nuovo impulso al degrado e all’abbandono, soprattutto delle piccole stazioni, un tempo punto di riferimento per gli utenti di località “marginali” rispetto ai centri urbani più importanti.

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