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Varese, Il festival Nature Urbane, Daniele Zanzi: ecco perchè ho votato no in giunta

Daniele Zanzi

Daniele Zanzi

Sta per partire la seconda edizione del festival culturale Nature Urbane, dopo una prima edizione di indiscutibile successo, e si innesca la polemica. Ad essere protagonista è niente meno che il vicesindaco della giunta Galimberti, Daniele Zanzi, che abbiamo intervistato per comprendere la sua posizione critica nei confronti della kermesse varesina.

“In giunta ho espresso il voto mio e di 2.0 contrario non a Nature Urbane in sè – confessa Zanzi -, una manifestazione che io continuo a chiamare il festival della Città in un giardino come sarebbe molto più appropriato, e che nasce da una mia idea, da un mio sogno, da tanto tempo vagheggiato, scritto, purtroppo esistono i ladri di sogni, ma ho detto no per tre ragioni fondamentali”.

Quale le ragioni di dissenso del vicesindaco Zanzi? “Innanzitutto l’organizzazione di Nature Urbane – dichiara il vicesindaco – è completamente secretata. Poco prima di Natale, all’interno di una riunione di maggioranza, il sindaco e l’assessore si erano impegnati a costituire un Comitato tecnico tra la maggioranza e le numerose associazioni culturali che ci sono a Varese, con la finalità di concordare e mettere a punto il programma comune, congiunto. Ma questo non è avvenuto, il programma nessuno ne sa niente, e arriverà  come una gradita o spiacevole sorpresa ai cittadini di Varese, come già è accaduto lo scorso anno”.

Continua Daniele Zanzi: “Quello che è stato definito fuori festival, termine improprio perchè un fuori festival c’è quando è in corso un festival, insomma il prefestival, a mio avviso va semplicemente ad annacquare quello che è lo scopo di Nature Urbane: valorizzare turisticamente le bellezze naturali e ambientali dei nostri parchi e dei nostri giardini. Mi si deve spiegare cosa c’entra il jukebox in biblioteca, Sappiamo tutti che la biblioteca soffre, ma non compito di un festival quello di riportare in auge la biblioteca, la biblioteca va seguita tutto l’anno. Come pure musica barocche o rinascimentali al Castello di Masnago”.

“Tutti eventi, lo voglio sottolineare – riprende il vicesindaco -, dei quali non si conoscono i costi, il perchè sono state scelte certe persone e a prenotazione, finendo così col dare solo a 50-100-150 persone, quindi ad un élite, la possibilità di assistere a questi eventi culturali. Per carità bellissimi, con attori di primo piano, ma che c’azzeccano con il tema di Nature Urbane?”.

Infine la terza ragione di dissenso: “A tutt’oggi non si sanno i bilanci di questo festival – insiste Zanzi -, ovvero non si sa quanto viene stanziato, i criteri con cui vengono stanziati questi soldi, perchè vengono affidati questi soldi a certi artisti e non ad altri, e se sono state interpellate le associazioni culturali presenti sul territorio perchè diano il loro contributo”.

“Penso che ce ne sia abbastanza non per una voce critica – conclude Zanzi -, ma perchè come civici vogliamo chiarezza, e in questo caso non c’è”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

28 maggio 2018
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6 commenti a “Varese, Il festival Nature Urbane, Daniele Zanzi: ecco perchè ho votato no in giunta

  1. alberto l. il 29 maggio 2018, ore 08:40

    Se è vera la secretazione ed il non coinvolgimento delle associazioni, ritengo che Zanzi abbia ben agito.
    Mi auguro che nasca un fuori festival durante il festival portato avanti dalle associazioni che vogliono far qualcosa per la loro città.

  2. Rocco Cordì il 1 giugno 2018, ore 21:38

    Un tempo le parole avevano un senso. Ma, a quanto pare, civici e non possono pronunciarne anche di terribili senza che, come nel caso varesino, producano effetti visibili o conclusioni coerenti. Proviamo a rileggere alcuni passaggi della dichiarazione del vicesindaco Zanzi: “l’organizzazione di Nature Urbane è completamente secretata” “del programma nessuno sa niente” “il fuori festival…va semplicemente ad annacquare quello che è lo scopo di Nature Urbane” “..eventi dei quali non si conoscono i costi, nè perchè sono state scelte certe persone” “…a tutt’oggi non si sanno i bilanci di questo festival ovvero non si sa quanto viene stanziato, i criteri con cui vengono stanziati questi soldi, perchè vengono affidati questi soldi a certi artisti e non ad altri”.
    Ora se queste cose le dicesse uno all’opposizione potrebbero anche essere valutate come improprie o strumentali, ma se a farle è il vicesindaco (rivelando una gestione alquanto oscura e autoritaria del governo cittadino) coerenza vorrebbe che fossero seguite da un gesto chiaro e inequivocabile: le dimissioni.

  3. Daniele Zanzi il 2 giugno 2018, ore 14:21

    Neppure per sogno, caro Rocco Cordì. Vedi tu sei politico scafato, uso a bilanciare dichiarazioni, ad elaborare strategie, a coltivare dietrologie, a passeggiare sottobraccio nei corridoi, alle pacche sulle spalle…un mondo al quale non appartengo e mai apparterrò.
    Mi bastò ed avanzò, a spiegare i comportamenti e a capire le nature umane, assistere, mio malgrado, alle trattative per inserire il tuo gruppo all’interno della coalizione che poi vinse le amministrative.
    Prima di estrapolare frasi e farne prove di colpevolezza, avresti dovuto, per onestà, andarti a leggere la delibera nella sua interezza che avrei dovuto votare. Avresti capito che la mia scelta era obbligata e andava ben al di là di motivazioni politiche che non avevo. Ripeto che la dialettica interna è il sale di una coalizione. Resto al mio posto, più determinato che mai.

  4. Rocco Cordì il 2 giugno 2018, ore 21:25

    Non so a quale mondo appartenga il vicesindaco ma – dietrologie a parte – mi pare che sfugga al problema posto nel mio commento. Un metodo ben noto e praticato dalle vecchia politica come dalla nuova che fa finta di esserne estranea. Non ho letto la delibera ma leggo le dichiarazioni e da cittadino qualunque penso sia più che sufficiente per farsi una idea. Che poi il vicesindaco voglia far passare per “dialettica interna” le accuse da lui formulate libero di farlo. Così come altrettanto posso fare rilevando il suo vero significato. E se Zanzi resta al suo posto tutto mi è ancora più chiaro, così penso anche ai suoi alleati.

  5. Martone il 3 giugno 2018, ore 13:13

    Non cambia mai nulla nella politica, seppur spicciola di una cittadina di provincia. W SEMPRE LA CADREGA

  6. domenico nitopi il 3 giugno 2018, ore 17:07

    Scrive Zanzi che “La dialettica” (forse intendeva dire il dialogo) “è il sale di una coalizione”. Chi può negarlo? Senonchè, sono le affermazioni del predetto (siccome meglio riportate tra virgolette da Cordì) che escludono che tra sindaco e vicesindaco esista un dialogo, un confronto. Esista o, meglio, sia mai esistito: dacchè, già in occasione del ballottaggio, Zanzi (ma anche quel Crugnola che aveva promesso, finanche, di dimettersi), senza volerlo e, prima ancora senza saperlo (e come appare sempre più verosimile, anche alla luce delle vicende odierne), si sono ritrovati sostanziali alleati della Lega Civica. Perchè dimettersi, dunque?

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