Lettere

Il mitologico contratto di governo

parlamentIn attesa che il governo giallo-verde veda la luce, per la gioia del “popolo” che così vedrà finalmente risolti tutti i suoi problemi (perché i sogni aiutano a vivere meglio), e che il PD continui la propria riflessione sulle cause della sconfitta (senza esagerare però, forse è il caso anche di iniziare ad immaginare delle soluzioni), credo che valga la pena spendere qualche considerazione su un paio di aspetti contenuti nell’ormai mitologico contratto (ah quanto ci piace copiare i tedeschi, ma modo nostro e solo sulle cose che ci fanno comodo…).

Mi riferisco alla situazione delle carceri italiane e alla paventata riforma della legittima difesa.

Nell’accordo di governo traspare la necessità di costruire nuove carceri per risolvere il problema del sovraffollamento dei detenuti; idea però non nuova e notoriamente molto complicata, essendo difficile trovare territori disponibili ad ospitare istituti penitenziari, ne sa qualcosa anche Varese. Nessuna volontà, invece, di far entrare in vigore la riforma dell’ordinamento penitenziario approvata nella scorsa legislatura.

Perché? Perché essendo contenute, tra l’altro, norme che agevolano l’accesso di misure alternative alla detenzione, peraltro con molte cautele, la riforma (voluta dall’intero mondo degli operatori della giustizia, dopo anni di lavoro) è stata subito bollata come una nuova “svuota carceri”. Peccato che non solo non sia così, ma che le statistiche dicano che chi accede a benefici premiali ha di gran lunga molte meno probabilità di tornare a delinquere; è il carcere, infatti, il luogo criminogeno per eccellenza.

Per semplificare, dunque, e per quanto paradossale possa sembrare, con meno carcere si ha più sicurezza. Ma questo ovviamente non interessa a chi parla solo alla pancia degli italiani.

Nel contratto, invece, si legge che occorre riformare la legge sulla legittima difesa, annullando la valutazione sulla proporzionalità della difesa all’offesa. Ma esiste questa necessità? In realtà, assolutamente no. La norma vigente funziona benissimo, tanto che nella stragrande maggioranza dei casi, anche in quelli balzati agli onori della cronaca in questi anni, nessuno o quasi degli aggrediti è andato a processo. Ma anche questo non interessa a chi vuole trasformare le abitazioni in zone franche, dove tutto, anche gli abusi, siano legittimi.

Il PD, poi, deve avere coraggio, e non paura delle proprie idee. Un conto è ascoltare e stare in mezzo alla gente, cosa che è necessario tornare a fare con più determinazione, altra cosa è assecondarne gli istinti peggiori. Un partito di governo serio deve avere l’ambizione non solo di predisporre buone riforme, ma anche quella di fare opinione, essere punto di riferimento culturale per i cittadini, per orientarne il pensiero e i convincimenti.

Luca Carignola – Direzione provinciale PD

25 maggio 2018
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Un commento a “Il mitologico contratto di governo

  1. Martone il 26 maggio 2018, ore 17:48

    E’ dalla lettura di questo scritto che si evince che il PD sara’ destinato a ridursi al lumicino data la scarsa lungimiranza dei suoi pseudo dirigenti che attaccano sempre con argomenti che sono poco pregnanti anche nel momento attuale di grande sofferenza dei cittadini Citando il contratto di governo si va a fare le pulci sulle carceri e la legittima difesa. Dimentichi che le priorita’ sono il lavoro,la scuola, il dissesto idrogeologico l’ambiente la riduzione delle spese inutili il riassetto della pubblica amministrazione la difesa degli interessi agricoli e prodotti italiani sui mercati e una nuova collocazione all’interno del consesso europeo con un peso piu’ adeguato ad una nazione come l’Italia. Non una parola sul fallimento del Renzismo che tanti danni ha prodotto e dei renziani gente incapace il cui unico pregio e’ stato quello di allinearsi ad ogni esternazione del capo senza valutare le possibile conseguenze e la caduta verticale del partito Non paghi della batosta ricevuta continuano sulla stessa strada che li portera’ ad una lenta scomparsa nel giro di due elezioni se non interverranno uomini nuovi. E’ con grande sgomento che assito a questo declino di un glorioso partito che fu di uomini come Bordiga ,Gramsci,Togliatti ,Longo, Berlinguer Natta per citare i segretari che seppero aggregare le masse all’idea di liberta’ e ugualianza sulla via italiana del progresso Ora devo assistere ad un Martina balbettante reggente che deriso chiede rispetto del suo ruolo

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