Varese

Varese, Allo Spazio Lavit presentata la grande provocazione di Arteconomy

Da sinistra, Monzini, Lavit, Del Guercio e Rucci

Da sinistra, Perrard-Monzini, Lavit, Del Guercio e Rucci

“L’Arte è sempre stata provocazione: Arteconomy è la provocazione definitiva” conclude così il suo affascinante intervento  Igor Rucci, fondatore di Five Gallery (Lugano), protagonista della serata Arteconomy che si è tenuta allo Spazio Lavit di Varese, organizzata dall’Associazione Parentesi.

Ad introdurre l’appuntamento a cui partecipa un pubblico attento, che fa domande, discute, si rivela interessato anche ai dettagli, sono la presidente dell’associazione Veronique Perrard-Monzini ed Alberto Lavit, che ha incontrato l’iniziativa provocatoria di Rucci e Andrea B. Del Guercio, Direttore Artistico della Galleria e docente all’Accademia di Brera, in occasione di una mostra mercato a Bologna.

Per spiegare l’iniziativa che sta registrando un buon successo, Igor Rucci, una grande esperiuenparte con i grandi provocatori dell’arte contemporanea, come Marcel Duchamp e Piero Manzoni. Nomi che indicano come l’arte è idea, provocazione, una linea che Arteconomy intende proseguire, e lo fa con quadri dal titolo “Continuity“, grandezza 93×83, che presentano, in una cornice nera, pezzi di fibra di carbonio riciclata. Quadri tutti uguali che vengono messi in vendita numerati e a prezzi progressivi.

In pratica, la prima “Continuity” è stata pagata 500 franchi svizzeri, mentre ogni “Continuity” successiva è stata pagata sempre 100 franchi in più, pur essendo sempre la stessa opera senza autore. L’incremento è definito da Rucci “emozione incrementale“, ed è interamente devoluta in beneficenza. Non solo: l’insieme dei collezionisti costituiscono una comunità vista come una società e dunque ci sono dei dividendi, che Rucci chiama “(con)dividendi emozionali“: il 10% del prezzo netto incassato dalla vendita di ogni nuovo “Continuity” è distribuito tra gli acquirenti precedenti.

Una macchina perfetta, perfetta e provocatoria, dato che gira attorno ad una “opera senza autore”, che punta a smontare le logiche nascoste del mercato dell’arte contemporanea, soprattutto a rendere esplicito il peso della finanza nel mondo dell’arte. Un’iniziativa, come dice il professor Del Guercio, che “apre porte e finestre”, ma soprattutto capace di realizzare un effetto di “spiazzamento “, oltre che di rimarcare il grande tema della “accessibilità al sistema dell’arte”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9 maggio 2018
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