Varese

Varese, Abbattere la Scuola Canziani? Contraria la Lega che fa quadrato

scuola1La Lega di Varese, dal livello cittadino fino a quello regionale, si schiera al fianco dei genitori della scuola Canziani. Contro il progetto, appena votato dall’amministrazione comunale di centrosinistra, di abbattere la storica struttura scolastica.

“Sarebbe una grave perdita per la Città e per la sua storia – commenta il Commissario della sezione della Lega di Varese, Andrea Gambini -, in qualunque città privare un quartiere di un importante servizio fondamentale, e stiamo parlando dell’istruzione per i più piccoli, rappresenta un segnale negativo che comporta, come conseguenza, un impoverimento per la cittadinanza. In una realtà come Varese questo vale ancor di più, perché la particolarità della Città Giardino è quella di essere una città policentrica, articolata sui rioni e sulle castellanze”.

Proprio sulla salvaguardia dei nostri rioni e delle nostre castellanze il centrosinistra e l’attuale sindaco Galimberti avevano insistito in campagna elettorale, “salvo poi, come si può vedere nella loro azione amministrativa, muoversi in maniera esattamente opposta: andando a penalizzare i quartieri che dicevano di voler valorizzare” dice Gambini. “Eliminare una scuola e tutta la sua storia, raderla al suolo è indicativo del rispetto che questa amministrazione ha nei confronti della Città e dei Varesini”, sottolinea il commissario.

Il Capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Fabio Binelli, entra nei dettagli del progetto di abbattimento, contro il quale lui e gli altri Consiglieri leghisti si sono opposti.

“L’amministrazione ha inserito la demolizione della scuola nell’ambito del progetto di realizzazione di nuovi impianti e stabili in via Marzorati, da parte della Robur et Fides, progetto che coinvolge anche la Cooperativa L’Anaconda per offrire nuovi spazi ai disabili. Un progetto quindi meritevole – spiega Binelli -. Pertanto noi abbiamo proposto un emendamento per utilizzare gli oneri di questo progetto in un altro modo, anziché per demolire la Canziani. Abbiamo avanzato due proposte: la riqualificazione dell’edificio stesso della Canziani, o, qualora i fondi non fossero sufficienti, la sistemazione del campo sportivo tra via Marzorati e via Cesare da Sesto, sempre nel quartiere. Emendamento che il centrosinistra ha respinto”.

Binelli sottolinea come “eliminare una scuola è un duro colpo per un quartiere. Quando eravamo noi ad amministrare, nel momento in cui siamo stati costretti a chiudere una scuola, abbiamo sempre cercato di riempire la struttura vuota con nuove funzioni: è avvenuto ospitando scuole private, oppure associazioni radicate sul territorio. Ma che un’amministrazione comunale abbattesse una scuola non avveniva dagli anni Ottanta. Ed ai tempi si trattava della scuola Pellico, che sarebbe comunque stata trasferita in una nuova sede, nel frattempo già realizzata”.

Infine, Binelli spiega che “il parco che verrebbe realizzato dove si trova la Canziani, sorgerebbe in una posizione isolata. E sappiamo bene che i parchi pubblici possono avere gravi rischi di ordine pubblico se sono in posizioni isolate. Il quartiere quindi perderebbe un servizio e correrebbe il rischio di veder sorgere il degrado”.

Contro l’abbattimento della Canziani arrivano anche le parole infuocate del Consigliere regionale della Lega, Emanuele Monti. “La giunta Galimberti vuole abbattere la scuola Canziani per far posto ad un parco, utilizzando gli oneri di urbanizzazione per un’opera di ampliamento di un privato – spiega Monti -. Alle famiglie e agli alunni non ci pensa nessuno? Abbattere una scuola per fare un parchetto in favore di un’opera di un privato non penso sia l’obiettivo che debba perseguire una giunta comunale. Che il Sindaco e la giunta diano delle spiegazioni”.

A difesa della scuola il Consigliere regionale Monti, insieme ai giovani della Lega, si era già mosso da tempo, di fatto fin dall’inizio di questa vicenda. “Avevo incontrato i genitori già l’anno scorso – ricorda l’esponente leghista – avevamo fatto un sopralluogo, insieme ai ragazzi del MGP, chiamati sempre dal Comitato genitori.

E’ stata scandalosa la chiusura della scuola ed è scandalosa, ora, la demolizione, perché va a togliere la possibilità dei genitori e delle famiglie di fruire di un servizio importante a pochi passi dalla propria abitazione. Il diritto di andare a scuola a piedi è un diritto che come Lega, con Fontana Sindaco, abbiamo difeso per anni, facendo delle battaglie di bilancio per riuscire a tenere aperta la stragrande maggioranza delle scuole di Varese”.

Al contrario dell’attuale amministrazione di centrosinistra, “che è partita subito con la chiusura delle strutture scolastiche, a partire dal caso dell’Addolorata, per arrivare oggi alla Canziani”.   “La giunta Galimberti invece si è mossa nella direzione opposta a quella che aveva tracciato la Lega – conclude Monti -. Il centrosinistra ha infatti adottato la strategia di chiudere plessi scolastici, per introitare oneri di urbanizzazione e non per difendere le politiche per la famiglia e per il sociale. Queste ultime erano quelle che, paradossalmente, Galimberti sosteneva di voler difendere durante la campagna elettorale”.

 

5 maggio 2018
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4 commenti a “Varese, Abbattere la Scuola Canziani? Contraria la Lega che fa quadrato

  1. Umberto Carcano il 5 maggio 2018, ore 16:53

    Giustissimo, bel cambio di passo della Lega, avanti!

  2. Enrico il 5 maggio 2018, ore 18:02

    La scuola è un diritto non si abbattono facilmente.Gli alunni li lasciamo a casa?

  3. Cattaneo Luca il 5 maggio 2018, ore 18:50

    Canziani, una questione nata malissimo e finita peggio. Attenzione alla didattica e alle famiglie: zero!

  4. Luca Ferrari il 7 maggio 2018, ore 20:47

    Nel nostro paese tutte le previsioni demografiche indicano negli anni futuri un calo consistente della popolazione, e quindi soprattutto delle nascite. Viceversa di ciò, il partito che ha in continuità per decenni finanziato con i soldi di noi tutti contribuenti una scuola privata a Varese, poi comunque destinata ad un misero fallimento, pagato anch’esso sempre con i soldi dei contribuenti, ci vuole spiegare che la chiusura di una scuola dichiarata inagibile, e il cui l’abnorme costo di un’eventuale ristrutturazione supera ampiamente la ricostruzione ex novo (come lo stesso Binelli tra le righe è costretto ad ammettere) rappresenti un attacco all’offerta formativa dell’amministrazione comunale, proposta che già oggi deve fare i conti con un grado di riempimento delle scuole varesine decisamente inferiore alle proprie capacità. Va detto invece che andando oltre i soliti proclami, la gestione della cosa pubblica non può essere più scevra di responsabilità e razionalità, e investire ulteriori risorse in progetti di scarso respiro, equivale a certificare la continuità degli sprechi di cui va purtroppo noto il nostro paese. Del resto catturare un facile consenso sembra ormai il genere preferito da chi pensa che si possa continuare a promettere l’allegra spesa dei decenni precedenti, ma poi ci si accorge forse che “salvare” un ospedale come quello di Angera non sia il modo migliore di spendere i soldi pubblici e soprattutto di ottenere un servizio diffuso e di qualità per un numero consistente di cittadini.

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