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Milano, Gianfranco Brebbia, workshop alla Triennale sul filmaker d’avanguardia

Da sinistra i tre protagonisti della presentazione: Porisini, Brebbia e Minazzi

Da sinistra i tre protagonisti della presentazione: Porisini, Brebbia e Minazzi

La Triennale di Milano dedica un evento alla poliedrica figura del regista varesino Gianfranco Brebbia. «EXTREMITY 2. 1968 – 2018: il cinema sperimentale di Gianfranco Brebbia» è il workshop sul filmaker di cinema sperimentale degli anni Sessanta-Settanta, nato a Varese nel 1923 e scomparso nel 1974. Instancabile sperimentatore nell’ambito cinematografico, Brebbia utilizzava la cinepresa come “estensione del proprio corpo”, spingendo lo sguardo oltre le parvenze. Nel 1968 Gianfranco Brebbia realizza Extremity 2, il suo 42° film sperimentale.

A distanza di cinquant’anni dalla realizzazione, il 10 maggio 2018, alla Triennale di Milano, sarà proiettato – per la prima volta in Italia – Extremity 2, pellicola super 8 che darà il titolo al workshop dedicato a Gianfranco Brebbia. Il film è stato presentato in prima assoluta a Parigi il 6 dicembre 2017 all’Istituto Nazionale di Storia dell’Arte.

Gianfranco Brebbia, che ha fatto parte della Cooperativa di Cinema Indipendente di Roma negli anni Sessanta, è stato un artista eclettico, instancabile sperimentatore che ha spaziato nelle sue ricerche creative dal cinema alla fotografia, dalla poesia alla pittura.

Il workshop è promosso dall’Università degli Studi dell’Insubria in collaborazione con la Triennale di Milano, il Centro Internazionale “Gianfranco Brebbia” per la ricerca e lo studio del cinema sperimentale, la Cineteca Italiana di Milano e con il Patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano, il Comune e la Provincia di Varese.

L’evento «Extremity 2» è stato inserito tra le Celebrazioni del Ventennale 1998 – 2018 della fondazione dell’Università degli Studi dell’Insubria e rappresenta una continuazione delle tre precedenti edizioni dei convegni Idea assurda per un filmaker, realizzati a Varese nel 2015-2016-2017.

Durante il workshop, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, professor Alberto Coen Porisini, consegnerà all’artista Emilio Isgrò il Premio “Gianfranco Brebbia” alla Carriera, erogato dal Centro Internazionale “Gianfranco Brebbia” per la ricerca e lo studio del cinema sperimentale annualmente a una personalità della cultura che abbia condiviso gli ideali del cinema sperimentale. Nel 1969 l’artista Emilio Isgrò coinvolse Gianfranco Brebbia in un progetto cinematografico ovvero la sceneggiatura di un film cancellato dal titolo La jena più ne ha più ne vuole. Lo schermo sarebbe stato coperto da grandi macchie nere come le cancellature dello stesso Isgrò. Il film non fu realizzato, ma diventò una leggenda. Emilio Isgrò, ospite d’onore del workshop, sarà intervistato da Mauro Gervasini, critico cinematografico e docente di Linguaggi audio visivi all’Università degli Studi dell’Insubria.

«“Extremity 2” è occasione per diffondere la cultura del cinema sperimentale degli anni Sessanta-Settanta e trasmettere quel desiderio di ricerca che ha dato esito a pellicole dai tratti iconografici assolutamente attuali e all’avanguardia, allora come oggi – spiega Giovanna Brebbia, figlia del filmaker varesino, direttore scientifico del Centro “Gianfranco Brebbia” e curatrice dell’Archivio del padre. «La scoperta recente del prezioso archivio cartaceo, fotografico e filmico ha messo in evidenza, attraverso una ricca documentazione, un’epoca ricca di sperimentazione e creatività che ha segnato negli anni Sessanta – Settanta anche la città di Varese, luogo natale dell’autore e da lui molto amato». Dei contenuti dell’Archivio Brebbia parlerà Giovanni Luca Dilda, archivista paleologo.

Come ha sottolineato il professor Fabio Minazzi ha raccontato durante la presentazione del workshop “Extremity 2” che proprio ieri una studentessa di laurea magistrale ha chiesto una tesi sul fondo Brebbia. “si è messo in moto un circolo virtuoso – ha detto il professor Minazzi – di ricerca, studio, cultura, di tutela, un importante passaggio intergenerazionale, nato dalla scoperta di una figura, quella di Gianfranco Brebbia, di cui si era persa memoria”.

Sono previste relazioni di docenti dell’Università degli Studi dell’Insubria dedicate alla figura di Gianfranco Brebbia in un ampio contesto storico culturale, toccando temi multidisciplinari: cinema, storia, filosofia, musica, storia dell’Arte, archivistica. Alcuni testi scritti dal filmaker varesino e ritrovati su riviste dell’epoca o nell’archivio personale dell’autore, saranno letti dall’attore e regista Edoardo Sylos Labini.

La proiezione dei tre film di Gianfranco Brebbia, Extremity 2 (1968), Bet (1973) e Bazar (1973) sarà commentata da Mauro Gervasini; la recitazione dei testi di Brebbia sarà accompagnata dal Duo Jazz del maestro Antonio Zambrini.

Il programma di «Extremity 2» prevede, dopo l’introduzione di Giovanna Brebbia, l’intervento di Matteo Pavesi, direttore della Cineteca Italiana, ove è stato depositato tutto il fondo filmico di Brebbia dal 2015, che parlerà del valore delle pellicole come supporto materico. I lavori proseguiranno con gli interventi di alcuni docenti dell’Università degli Studi dell’Insubria: Fabio Minazzi, professore di Filosofia della Scienza, parlerà dell’aspetto rivoluzionario del cinema di Brebbia, La cinepresa usata come mitragliatrice?; Antonio Orecchia, docente di Storia contemporanea, realizzerà un’introduzione storica dedicata al ’68 tra mito e realtà.

Il maestro Corrado Greco, concertista, docente al Conservatorio G. Verdi di Milano e Direttore artistico della stagione concertistica dell’Università degli Studi dell’Insubria, proporrà una relazione dal titolo Popolar music. Il pomeriggio sarà concluso da Rolando Bellini, professore di Storia dell’arte dell’Accademia di Brera e dall’artista e storica dell’arte Erica Tamborini, protagonisti di un dialogo che individuerà quel filo rosso che avvicina passato e presente in un contesto di assoluta avanguardia. Il workshop è ad ingresso libero e aperto al pubblico.

4 maggio 2018
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