Varese

Varese, Passa progetto su centro disabili e palestra, ma è scontro sulla Canziani

ConsigliocomunaleImportanti progetti edilizi ed urbanistici sono passati ieri sera in coda alla seduta del Consiglio comunale di Varese. Prima è andata in discussione la demolizione di un vecchio padiglione del Circolo, quello della Geriatria, e la costruzione di nuovi edifici, un progetto unitario che è stato illustrato dall’assessore Andrea Civati.

Il progetto è stato approvato con la sola astensione del consigliere Vigoni, non contrario al progetto, ma perplesso sulla politica della mobilità all’interno dell’ospedale.

Ancora più significativo il secondo progetto al centro della parte finale del Consiglio comunale, a cavallo della mezzanotte, riguardante la realizzazione di un nuovo Centro residenziale disabili e di una nuova struttura sportiva presso la Robur et Fides, un progetto legato all’accordo tra la stessa Robur e la cooperativa sociale Anaconda.

L’importanza di quest’ultimo progetto è stata confermata dall’intervento di ben tre assessori (Civati, De Simone, Molinari), oltre che dello stesso sindaco Galimberti, fatto piuttosto inusuale in Aula consiliare.

Ma è stata anche ulteriormente ribadita dall’acceso confronto che si è sviluppato tra i banchi del Consiglio comunale, non tanto sul progetto in sè di Robur e Anaconda, quanto sul fatto che esso prevede anche due interventi paralleli: una pista ciclabile in via Marzorati (costo 80mila euro) e abbattimento dell’edificio della Scuola primaria Canziani (costo 40mila euro), che lascerà posto ad un giardino.

Due progetti che hanno impegnato i consiglieri comunali nella seduta di ieri sera. A dare il “la” agli interventi negativi sulla demolizione della Canziani, svuotata dai bambini dopo una perizia sulla staticità che evidenziava gravi problemi (i bambini sono stati trasferiti alla Don Bosco), il capogruppo leghista Fabio Binelli: “E’ la prima volta che vedo un’Amministrazione comunale demolire una scuola”. E per far che? “Un giardinetto – ha rimarcato Binelli – che diventerà un ulteriore luogo di degrado in città”. Meglio mettere a norma la Canziani, che potrebbe comportare una spesa da 120mila euro. Troppi? “Rinunciamo alla mostra su Guttuso e al festival Nature Urbane, e riusciamo a salvare la Canziani entro questa legislatura”, interviene il leghista Pinti.

Critico anche Vigoni (Lista Orrigoni) non sulla Canziani, ma sulla pista ciclabile di via Marzorati. Forti perplessità sull’impatto di tutto il progetto sul quartiere quelle espresse dal capogruppo di Forza Italia, Simone Longhini.

Contraria e contrariata anche un’esponente del Pd come Luisa Oprandi, dirigente scolastica, una, insomma, che di scuole se ne intende, che annunciava la sua astensione se il progetto andava al voto in modo unitario, senza cioè separare la voce relativa alla Canziani. “Quando una scuola è chiusa è certamente un danno”, ha detto la consigliera Pd.

Favorevole invece all’iniziativa sulla Canziani il consigliere Rinaldo Ballerio (Lista Orrigoni) che obietta: “I numeri ci dicono non solo che le scuole sono inadeguate, ma che sono inutili. Considerata l’età media, la nostra città ha più bisogno di ospizi che di scuole”. “Realistiche le considerazioni di Ballerio”, chiosa il Pd Spatola. che poi chiede che non sia totale l’abbattimento della Canziani, ma lasci una porzione da adibire ad un centro di incontro del quartiere, e questo utilizzando le risorse destinate alla pista ciclabile. Favorevole alla demolizione della Canziani anche il consigliere Crugnola (Varese 2.0) “la Canziani è sproporzionata rispetto alle necessità del quartiere”. Semmai da ripensare è la pista ciclabile, conclude Crugnola.

Il capogruppo Pd Luca Conte ricorda invece, con un finale guizzo luciferino, che la pista ciclabile era già prevista nel Piano dei Servizi all’epoca di Binelli assessore.

A gettare acqua sul fuoco è il sindaco Galimberti, che usa parole forti: “Su questi temi non si può fare demagogia. Dopo la perizia che ha evidenziato i problemi siamo intervenuti immediatamente per senso di responsabilità”. Gli replica la Pd Oprandi: “Mi dispiace che si interpreti il mio come un intervento demagogico. Penso che la sicurezza sia importante, ma lo è anche salvare un edificio che dia senso di continuità e appartenenza ad un quartiere”.

Si va infine al voto e il progetto unitario alla fine passa in Consiglio con 22 favorevoli. Leghisti per il no e tre astenuti: la Pd Oprandi, Vigoni (Lista Orrigoni) e il capogruppo forzista Longhini.

 

 

 

27 aprile 2018
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