Varese

Varese, Di chi ti fidi? Di mamma e papà, dei Vigili del fuoco e dei ricercatori

Gli autori della ricerca

Gli autori della ricerca

Gli studenti del secondo anno del corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria hanno svolto un’indagine sociologica per valutare il livello di fiducia di un campione di cittadini italiani nei confronti di alcune figure professionali e istituzioni. Il questionario diffuso nel mese di marzo ha raggiunto 1106 persone, catalogate in base all’età, luogo di provenienza, professione e genere.

La maggioranza delle risposte proviene dal Nord Italia (1036), in particolare dalle province di Varese, Como e Milano, con una percentuale del 93,6 % sul totale del campione. Redatti anche 23 questionari dal Centro Italia, 33 dal Sud, 13 da cittadini italiani residenti in Francia, Svizzera, Germania e Stati Uniti d’America.

Dei 1106 questionari, 661 (60%) sono stati compilati da donne e 445 (40%) da uomini.

Il questionario era composto da tre domande: la prima riguardava la fiducia verso le “istituzioni”, la seconda la fiducia verso le professioni e l’ultima le cause dello scarso coinvolgimento dei cittadini verso l’informazione.

L’istituzione “famiglia” è quella che registra il maggior indice di gradimento, con una percentuale dell’89,20% sul totale, evidenziando come gli italiani rimangano fortemente legati ai valori tradizionali.

Al secondo posto troviamo i “vigili del fuoco” con il 46,3%;mentre in terza posizione la “ricerca scientifica” con il 35,8%. Quest’ultima registra un forte incremento rispetto agli anni passati.

Da segnalare la fiducia verso il Pontefice, votato in particolare dagli italiani sopra i 36 anni. Il Papa è visto come un innovatore della Chiesa, in grado di riformare una debole istituzione religiosa. Basse percentuali hanno invece ottenuto la politica e lo Stato italiano. In discesa anche le istituzioni statali come l’INPS, il Consiglio Regionale e la figura del sindaco. Gli unici risultati leggermente positivi riguardano il Presidente della Repubblica e le istituzioni europee, ritenuti in grado di effettuare un controllo più affidabile e imparziale sugli altri enti.

La figura professionale che ispira maggiore fiducia è quella del medico con il 56,7% seguita da quella dello scienziato (31,9%) e del farmacista (25,6%).

Per quanto riguarda l’ultima domanda, i giovani under 18 ritengono che l’informazione tradizionale sia stata soppiantata dal web. Le fasce d’età più alte sottolineano l’eccessiva influenza degli editori e delle forze politiche sul lavoro delle varie testate.

A ciò si aggiunge l’insofferenza di fronte a notizie troppo spettacolarizzate e facilmente strumentalizzabili, oltre alla diffidenza verso le fonti informative considerate spesso non affidabili. Cala, di conseguenza, la fiducia verso i giornalisti (8,20%). Nonostante tutto il questionario lascia una nota di speranza: solo il 3,50% del campione è disinteressato all’informazione.

Il direttore del dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate, Fabio Conti, ha voluto sottolineare l’evoluzione dell’insegnamento nel campo della comunicazione ponendo l’accento sull’attualità della ricerca: “Spesso registriamo un dislivello tra quello che insegniamo nell’università e quello che accade e si richiede professionalmente nel mondo del lavoro. La nostra università si distingue per la qualità della preparazione dei suoi studenti grazie ad una formazione sempre legata alle esigenze della società”.

Il presidente del corso di laurea di Scienze della Comunicazione, Gianmarco Gaspari, ha valutato positivamente l’attività di ricerca: “Molto interessante il lavoro realizzato dagli studenti di Comunicazione Pubblica e Istituzionale che si sono calati nei panni di veri e propri ricercatori dimostrando come la nostra università sia in grado non solo di trasmettere contenuti ma di sperimentare e costruire nella pratica una solida professionalità nel mondo della comunicazione”.

27 aprile 2018
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