Varese

Varese, Centro Studi Preistorici, per il Consiglio davvero “imprescindibile”

La prestigiosa location di Villa Mirabello

La prestigiosa location di Villa Mirabello

Si torna a parlare del Centro Studi Preistorici Archeologici di Varese, presieduto dalla dottoressa Lucina Caramella. Il centro è stato di recente al centro dell’attenzione per una discussione che si è svolta in Commissione Cultura, dove è stato affrontato il tema dello “sfratto” del centro dalla sua storica sede di Villa Mirabello e del suo trasloco nell’assai più defilato Archivio di Stato.

Questo perchè le sale che attualmente occupa l’imponente biblioteca del centro faranno spazio alla futura mostra dedicata a Renato Guttuso.

Ieri sera in Consiglio è riaffiorato il tema grazie ad un ordine del giorno del consigliere comunale leghista Marco Pinti, su cui si è confrontato il parlamentino cittadino in occasione della discussione sui cambi del DUP e sulla destinazione di una cifra ingente (200mila euro) per apportare alcuni cambiamenti agli spazi in questione.

Il tema del trasloco del Centro è al momento congelato, e si attende la proposta di un’alternativa all’Archivio di Stato rivelatosi inadeguato per ospitare la struttura.

Ieri sera l’odg leghista ha riacceso la questione, non tanto per il contenuto dello stesso documento, ma per una parolina lasciata cadere al termine dell’odg, laddove si rimarcava del Centro la “imprescindibile importanza nel campo della ricerca e della divulgazione specializzata”. Certo, nessuno ha mai negato tale importanza, ma il documento, se approvato, avrebbe messo seri paletti nell’operazione trasloco del Centro dalla storica location di Villa Mirabello.

L’assessore alla Cultura Roberto Cecchi ha riconosciuto l’importanza della Centro, soprattutto nel suo fisiologico rapporto con l’autorevole figura dell’archeologo Bertolone che, come ha detto Cecchi, “ha consentito un’importante crescita dell’archeologia in questa parte della Lombardia”. Ma quanto a quella parolina, “imprescindibile”, è apparsa nelle parole dell’assessore una qual certa perplessità, qualche riserva insomma. Forse perchè l’assessore Cecchi sembra uomo non amante di eccessi o parvenze retoriche nel giudizio sui beni culturali.

A questo punto è intervenuto il presidente della Commissione Cultura, Laforgia, che ha ribadito come certamente opportuna una “sinergia virtuosa” tra Centro e resto della struttura museale. E’ intervenuto anche Francesco Spatola (Pd), consigliere che proviene dall’amministrazione, molto esperto dunque della materia, con le sue dinamiche e le sue criticità, che pur condividendo il senso dell’odg ha proposto, dopo le perplessità di Cecchi, un cambio della parolina sospetta in “rilevante”, al limite “fondamentale”.

Ma nulla da fare. Il coriaceo Pinti ha deciso di mantenere tutto così com’era, compreso il suo “imprescindibile”. Del resto, come diceva Nanni Moretti in un suo film, “le parole sono importanti”. Al voto unanimità del Consiglio nell’accendere il semaforo verde. Un sì che potrebbe proiettare qualche effetto sullo spostamento del Centro in più anonima sede.

 

 

27 aprile 2018
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