Ambiente

Ambiente, Lago di Varese, Accordo di programma per risanarlo

Un momento della Commissione Area Vasta

Un momento della Commissione Area Vasta

La Commissione Area Vasta in Comune a Varese, presieduta dalla consigliera Maria Paola Cocchiere, si è dedicata nel tardo pomeriggio di oggi al grande malato: il Lago di Varese. Ancora una volta, dopo anni e anni di ricette e proposte, di polemiche e sogni, ci si è nuovamente occupati della cura per i mali di cui soffre il nostro lago. Il risanamento del lago, dunque, al centro del confronto in Comune.

La Commissione è stata introdotta dal presidente Cocchiere, che ha riferito come fossero diversi i punti di riferimento più recenti. In particolare l’ultima riunione dell’Associazione dei Comuni rivieraschi, che si è svolta il 12 aprile scorso.

Dal confronto che si è tenuto in questa assise è partito l’intervento dell’assessore all’Ambiente, Dino De Simone, che ha definito l’associazione “un ottimo punto di incontro e confronto bipartisan”. “In futuro – ha detto De Simone – occorre rivedere la natura dell’Associazione dei Comuni rivieraschi, che potrebbe anche diventare una realtà in grado di ricevere risorse finanziarie”.

Ma veniamo al grande malato, che tanti, in passato, hanno cercato, senza successo, di guarire. De Simone ha richiamato alla memoria il prelievo ipolimnico che, più di dieci anni fa, funzionava e che poi venne stoppato. “Una delle ipotesi – dice l’assessore – è di riattivare questo sistema per depurare l’acqua del lago”. Tuttavia, il sistema del prelievo non è privo di criticità, sottolineate da De Simone: il prelievo svuota il lago di 2-3 tonnellate di fosforo l’anno, una quantità minima, se si considera che dall’esterno si scaricano nel lago 13-23 tonnellate di fosforo l’anno. Non solo: i costi sono piuttosto alti. Per riattivare il sistema si parla di 6 milioni di euro.

Secondo quanto riferito dall’assessore, occorre puntare non solo sul prelievo, ma su quelle “infrastrutture”, così ha detto De Simone, che possono affiancare il prelievo. Cioè occorre agire su sistema fognario, sfioratori, vasche di laminazione. Agire su tutto ciò e, nel frattempo, riattivare il prelievo.

Dove trovare le risorse necessarie? De Simone ha rilanciato l’idea di un accordo di programma per la salute del lago di Varese, che veda protagonisti i comuni rivieraschi, la Provincia, la Regione e tutti gli enti interessati, un “gioco di squadra” che porti poi ad una interlocuzione con il Ministero dell’Ambiente (quando ci sarà). Un’ipotesi che era già stata fatta alla visita del ministro Gian Luca Galletti alla Schiranna nello scorso febbraio. Aveva un nome diverso: contratto di lago. “Un accordo preciso – conclude De Simone -, in cui sia specificato chi fa cosa, chi debba mettere le risorse, quali le finalità, quale la tempistica”.

All’intervento dell’assessore ha fatto seguito un confronto con alcuni interventi, a partire dal Pd Luca Paris: “Abbiamo oggi un’occasione eccezionale, dovuta anche al fatto che tra qualche mese la presidenza dell’associazione dei comuni rivieraschi spetterà al Comune di Varese. E poi il gestore unico (Alfa) dovrebbe essere incluso nell’Accordo di programma”. L’ambientalista Arturo Bortoluzzi ha invece auspicato il coinvolgimento, nel percorso verso il risanamento del lago, anche di associazioni e terzo settore.

 

 

 

24 aprile 2018
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