Varese

Varese, Rsa aperte, l’assessore Molinari lancia allarme: Comuni lasciati soli

L'assessore Roberto Molinari

L’assessore Roberto Molinari

C’è grande preoccupazione negli uffici dei Servizi sociali del Comune di Varese circa il cambio di marcia relativo alle prestazioni rivolte ad anziani non autosufficienti o affetti da gravi fenomeni di demenza.

La preoccupzione viene espressa dall’assessore ai Servizi sociali del Comune, Roberto Molinari, che spiega: “Finora le politiche regionali hanno fatto emergere una serie di bisogni sul territorio, e a questi bisogni hanno dato risposta. Ora la Regione non può tirarsi indietro”.

Il riferimento dell’assessore è ad una recente delibera regionale (X/7769 del 17 gennaio 2018) che rivede prestazioni e modalità in relazione, come dice la delibera, al sostegno della famiglia e delle sue componenti fragili.

Cambiano e si restringono le prestazioni rivolte agli anziani non autosufficienti, la Rsa aperta subisce un cambiamento. Se fino ad oggi anziani e loro bisogni venivano valutati da Ats, un ente pubblico, ora tale valutazione ricade sugli enti erogatori (privati) delle prestazioni. Un cambiamento non di poco conto, che potrebbe non coprire più come prima i bisogni presenti sul territorio, come è già stato rilevato da alcuni parenti di pazienti.

Dunque? Cosa accadrà? Si profila la possibilità che ci possano essere bisogni che finiscano per ricadere sulle stesse famiglie e, in seconda battuta, sui Comuni. Ma, come fa ancora notare l’assessore Molinari, “i Comuni non garantiscono una risposta universalistica ai bisogni, dato che operano con criteri selettivi, legati al reddito. Oltre al fatto che non ci sono risorse così ampie da potere rispondere a tutti i bisogni”.

Non è chiaro quando questi nuovi criteri vadano in vigore: dapprima si è parlato del primo aprile, ma pare che ci sia stato uno slittamento al 30 giugno.

“Siamo molto preoccupati – conclude l’assessore Molinari -: io lancio un grido d’allarme come Comune di Varese, ma certamente è un tema di tutti i Comuni. Credo sia necessario che Anci batta un pugno sul tavolo, tanto più che oggi è presidente della Regione un ex sindaco”. L’assessore lamenta poi che, se la Regione ha interloquito con gli enti erogatori, non ha fatto altrettanto con i Comuni, che si trovano spiazzati, proprio loro che stanno “in prima linea”.

Resta infine il problema delle risorse, che devono essere messe a disposizione, e il fatto che una riforma della sanità come quella di Maroni, che dell’integrazione faceva un punto di riferimento, si sta rivelando, conclude Molinari, “andare in senso opposto, almeno su questo tema tanto importante”.

 

 

9 aprile 2018
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