Varese

Varese, La Cina è vicina, a Cortisonici sul podio video con occhi a mandorla

La preniiazione al festival varesino

La preniiazione al festival varesino

Cinema Nuovo gremito in tutte e tre le serate di Concorso internazionale, con tanti registi che sono arrivati a Varese da tutto il mondo, come Corea, Spagna, Cina, Olanda, Francia, Belgio, per presentare i propri lavori in gara; un Focus, quello sul cinema da combattimento o meglio sul “cinema di menare” ben orchestrato, che ha fatto vivere al pubblico varesino un’esperienza cinematografica unica, dal docu-film su Bud Spencer del tedesco Karl Martin Pold, al lungometraggio Undisputed portato da Nanni Cobretti, guro delle botte al cinema, fino ai corti londinesi portati da Soo Cole, direttrice del Fighting Spirit Film Festival; la sezione Cortisonici ragazzi che quest’anno ha affrontato tematiche importanti come la legalità e la lotta alla criminalità organizzata, portando a Varese i protagonisti del real drama Un posto al sole; tanto divertimento notturno nella sezione Inferno e con i concerti e la festa finale.

Un festival che compie i suoi quindici anni nel migliore dei modi, coinvolgendo un pubblico che ogni anno accorre con entusiasmo per la maratona cortisonica.

Sabato 7 aprile la serata di chiusura, con l’assegnazione dei premi. E il Premio della Giuria va a Gentle night, del cinese Qiu Yang. La giuria, composta da Matteo Bordone, Sara Sagrati, Katia Visconti, Claudio Casazza, ha così motivato la scelta: “Il film di Qiu Yang ha sedotto tutti noi della giuria, è indubbiamente il miglior corto della selezione, rigoroso formalmente e con dei tempi cinematografici da lungometraggio. È un film apparentemente silenzioso che procede per piccoli passi ma che alla fine rompe il cuore dello spettatore. La performance dell’attrice Shuxian Li è commovente ma mai melodrammatica, alcune scene sono dolorosamente reali come quando arranca per le strade della città, spinta dall’amore e dal senso di colpa. Ma oltre che essere un gran racconto di disperazione ci trasmette l’indifferenza della società cinese che guarda più alla crescita e al benessere economico che alla vita delle persone.

Infatti in Cina il numero di persone scomparse continua a crescere giorno dopo giorno. Questi numeri sono ancora più allarmanti quando si tratta di bambini che vengono rapiti dopo la scuola. A Gentle Night è perciò espressione di un cinema davvero alto, che riesce a usare la formula del cortometraggio per raccontare una storia “lunga” e profonda.”

La giuria ha poi assegnato una Menzione speciale Gaze, della regista iraniana Farnoosh Samadi, con questa motivazione: “Gaze (Negah) è l’altro piccolo grande film di questa selezione e perciò come giuria abbiamo deciso di dare una menzione speciale. E’ un racconto apparentemente minimale, una donna vede il furto di un portafogli nello spazio ristretto del bus e si chiede se fare la cosa giusta o no.E ‘ il dilemma morale che molti protagonisti del cinema hanno, lo straordinario cinema iraniano ne è pieno, e la regista Farnoosh Samadi riesce a restituircelo in pieno, raccontando così uno spaccato della società in cui vive e della condizione della donna in un paese come l’Iran. Il tutto in modo incalzante e con un ritmo da grande cinema, è film capace in pochi minuti di raccontarci tantissimo.” 

Oltre ai premi assegnati dai quattro giurati, da segnalare il Premio del pubblico che andato all’unico corto italiano in concorso: ha realmente conquistato i varesini in sala Magic Alps, dei due giovani registi Andrea Brusa, Marco Scotuzzi, che saliti sul palco per ritirare il premio (una cintura da combattimento, per stare in tema con il focus e con l’originalità cortisonica) hanno spiegato che il corto, vincitore di diversi riconoscimenti cinematografici e con il patrocinio di Amnesty International, diventerà presto un lungometraggio, anche per volere dello stesso Giovanni Storti, del trio Aldo Giovanni e Giacomo, nel corto nel ruolo di un funzionario del centro accoglienza che si trova nella complicata situazione di gestire il primo caso di animale giunto in Italia come “rifugiato”. A consegnare il premio è stato l’assessore Andrea Civati.

Il Premio Ronzinanti è andato invece al corto più dissacrante e delirante, nel pieno spirito degli organizzatori del festival: Ringo rocket star and his sogng for Juri Gagarin, dell’olandese Rene Nuijens: il regista, sul palco a suo agio ad indossare il cinturone da combattimento, ha spiegato che il corto è il quarto di una serie sul tema, tutti realizzati con lo stesso spirito ironico, e che è in preparazione in quinto.

Per chi si fosse perso le proiezioni, niente paura: questa sera, domenica 8 aprile, ultimo evento del fuori festival, nello Spazio Informagiovani alle 21.00 ci sarà  la proiezione dei corti vincitori di Cortisonici 2018: un evento a cura dei ragazzi di FilmHub90 (spazio di incontro informale e amichevole nato all’interno di Filmstudio90, creato da ragazzi e ragazze under 25 con la passione per il grande cinema), in collaborazione con Ass. COVO.

Info: www.cortisonici.org

 

8 aprile 2018
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4 commenti a “Varese, La Cina è vicina, a Cortisonici sul podio video con occhi a mandorla

  1. Laura P., il 9 aprile 2018, ore 15:35

    Non so molto del ” cinema di menare” perché ritengo le menate espressione dell’aspetto più barbaro e animalesco dell’uomo e non li guardo o giro subito canale. Purtroppo molti film ingannano i giovani facendo apparire le botte come qualcosa di divertente e quasi privo di conseguenze, e questo spiega perché delle ragazze abbiano potuto picchiare una giovane mandandola in ospedale a morire e tanti altri casi simili di gente morta anche a causa di poche botte. Molti film per i giovani e anche per bambini sono pieni di violenza ed estremamente diseducativi e forse questa influenza negativa sui bambini potrebbe essere una delle spiegazioni del bullismo. I genitori dovrebbero fare molta attenzione a cosa vedono i figli.

  2. Guglielmo il 10 aprile 2018, ore 10:52

    Signora Laura, senza polemica, ampliamo il dibbbattito: lei non ritiene che esprimere giudizi su ciò che, per propria ammissione, si conosce poco o non si conosce affatto, sia l’anticamera di un pensiero chiuso ed esclusivo, di un modo di ragionare pigro e aprioristico che – questo sì – rappresenta una vera e propria incubatrice della violenza la violenza verbale e sociale “di questi tempi”?
    O davvero ritiene che sia la fruizione di prodotti culturali di nicchia a generare gli episodi che cita? O saranno i videogiochi? O la musica rock? O forse il telegrafo?
    E’ più barbaro e animalesco Bud Spencer che tira uno schiaffone in un film o un post su facebook che incita al linciaggio di (inserire categoria)?
    Non sono argomentazioni freschissime, mi rendo conto, ma anche la sua osservazione pare un po’ ‘starata’ rispetto alla contemporaneità (agli ultimi 70 anni cioè). Peraltro le segnalo che alla serata del 4 aprile non erano presenti bambini, ovviamente.

  3. Laura P., il 11 aprile 2018, ore 08:28

    Che il mio modo di ragionare sia pigro e aprioristico è tutto da vedere; certo tanti ragionamenti e studi del mio passato stabiliscono un interessante “apriori”, quel che conosco di molti film sono le botte e tante e violente di cui non si vedono le nefaste conseguenze ma solo il risultato vincente. Questo è il grave errore che fanno molti, di credere che il fine giustifichi i mezzi; il buonismo di certi film dovrebbe giustificare certi mezzi? Pensiamoci.

  4. Guglielmo il 11 aprile 2018, ore 14:49

    E’ lei che ha esordito dicendo di non saperne molto, non sono mica il suo biografo, eh. Nessun buonismo comunque, si menavano e si menavano forte. Davanti a un pubblico di adulti consenzienti. Non mi è chiarissimo il punto su conseguenze e risultati ma soprassiedo volentieri. La lascio ai suoi pensieri, buona gionata

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