Varese

Varese, Nuova sede per Eos, da vent’anni a difesa delle donne

donne_violenza_390Il giorno 14 aprile 2018, alle ore 11, EOS inaugura la nuova sede dell’associazione in via Robbioni,14 a Varese. EOS, Centro di ascolto e accompagnamento per donne maltrattate, nasce nel 1998 a Varese dalla volontà di un gruppo di donne impegnate culturalmente e politicamente per contrastare la violenza di genere.

Centrale nel loro agire : – Combattere stereotipi e discriminazioni – Accompagnare le donne nel percorso di presa di coscienza – Costruire progetti di sostegno condivisi – Dare forza alla libertà delle donne Eos è un luogo d’incontro dove,nel rispetto delle segretezza e della riservatezza del loro vissuto, le donne sono accolte e sostenute nel trovare la propria via d’uscita dalla violenza. Un luogo dove si considera ogni donna esperta della propria vita e capace di prendere decisioni;un luogo dove è incoraggiata a riappropriarsi delle proprie risorse troppo spesso avvilite sotto la continua pressione psicologica del maltrattatore.

Per dare risposte positive ed efficaci alle reali problematiche vissute dalle donne, si è subito resa necessaria la costruzione di Reti nel territorio con il supporto degli Assessori e delle assistenti sociali dei diversi Comuni, dei Consultori, delle Forze dell’Ordine, del Pronto Soccorso . Importante la collaborazione con la rete regionale e nazionale dei centri anti violenza D.i.RE e la partecipazione al Protocollo della Rete inter istituzionale di Varese.

Nel corso dei vent’anni, le operatrici, le volontarie, le legali, le psicologhe, le mediatrici culturali hanno ascoltato, seguito e sostenuto circa 3000 donne, di diversa estrazione sociale, etnia, età,religione. I dati statistici raccolti in questi anni ci dicono che la violenza è,nella maggior parte dei casi perpetrata da mariti ,conviventi,fidanzati o ex. Il violento non è anonimo :ha un nome e un cognome. Gli stessi dati ci fanno capire come il lavoro svolto dai centri anti violenza ha reso visibile la dimensione del problema, la sua trasversalità e “normalità”; ha posto la questione delle responsabilità sociali e della tutela dei diritti delle donne,del corpo delle donne.

Nel corso degli anni le denunce sono aumentate. Potrebbero essere di più : • se le donne potessero contare su percorsi protetti • se i tempi della giustizia fossero più veloci • se gli ordini di protezione e di allontanamento fossero applicati • se la donna potesse contare su un’indipendenza economica Fin dalla sua fondazione,l’associazione ha attuato interventi di formazioni tra le giovani generazioni,le operatrici e gli operatori del servizio socio sanitario,tra gli allenatori sportivi e le Forze dell’Ordine, finalizzati a modificare la percezione culturale nei confronti del genere femminile.

Nell’agenda dei nostri politici ed amministratori prioritario deve essere l’impegno a combattere la violenza sulle donne a partire dall’ applicazione delle leggi vigenti. Troppi fatti di cronaca ci dicono che spesso non sono state prese serie misure coercitive nei confronti dei maltrattanti, che si sentono legittimati a perpetuare le loro prevaricazioni e violenze. Disporre di una nuova sede, senz’altro più idonea allo svolgimento del nostro lavoro, ci permetterà di continuare con sempre più determinazione e slancio, pur consapevoli del “tanto” che ancora resta da fare.

7 aprile 2018
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