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Regione, Il leghista Monti incontra i pescatori per l’incubatoio ittico

Emanuele Monti

Emanuele Monti

Nella serata di ieri il consigliere regionale della Lega Emanuele Monti ha incontrato i pescatori dell’Alto Verbano, riuniti in una neonata associazione dove sono confluite altre realtà operanti nel Nord della Provincia di Varese nell’ambito della pesca sportiva.

“Ho voluto incontrare i pescatori dell’Alto Verbano – spiega Emanuele Monti – a seguito del loro appello, lanciato nei giorni scorsi, circa i finanziamenti necessari per l’incubatoio ittico.

È stato un appuntamento proficuo che ha consentito una conoscenza reciproca, dove ho potuto apprezzare anche il lavoro svolto da queste persone nell’ambito del ripopolamento della fauna ittica ma più in generale in termini di valore aggiunto per la comunità di quelle zone, mediante anche l’organizzazione di visite didattiche e inziative legate alla cultura del territorio e della natura.

Ho preso atto delle richieste dell’associazione durante la serata e mi sono impegnato a portare la questione in Regione; la settimana prossima incontrerò il nuovo Assessore regionale alla partita, Fabio Rolfi, per spiegargli nel dettaglio la situazione specifica ma più in generale per fare il punto su tutti gli incubatoi del territorio regionale.

Occorre mettere chiarezza infatti su un tema dove la sciagurata Legge Delrio del Pd, che ha tolto le competenze alle Province per darle alla Regione, ha portato solo disordine e incertezza, anche dal punto di vista dei finanziamenti necessari – conclude Emanuele Monti – per queste opere.”

 

7 aprile 2018
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2 commenti a “Regione, Il leghista Monti incontra i pescatori per l’incubatoio ittico

  1. Alberto Zambon il 9 aprile 2018, ore 15:30

    Faccio i miei complimenti per questa iniziativa certamente lodevole, bisogna aiutare e incentivare gli incubatoi ittici, io ho visitato gli incubatoi di Maccagno, Groppello e Brusimpiano e ho visto che sono gestiti solo da volontari esperti che donano una parte della loro giornata per la grande passione e che serve a produrre migliaia di piccoli pesci da liberare nei torrenti o nei laghi della nostra zona (trote fario, trote marmorate, lucci, pesci bianchi ecc…).
    Io suggerisco anche di valutare e mettere in pratica dei piani di sorveglianza e controllo degli uccelli che si nutrono di pesci (aironi e cormorani) valutare cioè quanti individui possano essere presenti nel territorio ed eventualmente catturare e portare altrove gli individui in sovrannumero, l’inverno scorso un gruppo di aironi ha svuotato il mio piccolo laghetto di pesci rossi e carpe koi situato a 2 metri dai muri di casa mia, questo unitamente al fatto che certi uccelli di fatto non emigrano piu’ è un chiaro indicatore di presenza eccessiva e dannosa).
    Gli investimenti in questo campo sono certamente irrisori e sono solo per le attrezzature tecniche in quanto il lavoro viene eseguito al 100% da volontari non pagati.
    Questo è un lavoro di volontariato veramente da ammirare e premiare in pensieri parole e opere.

  2. serena maj il 10 aprile 2018, ore 15:29

    Buongiorno, finalmente si parla in modo corretto e serio del problema relativo al surplus delle specie animali che creano problemi alle altre oltre a noi miseri umani.
    Non parlo di caccia “di selezione” ovvero di un termine speciale a volte sostituito da “prelievo” o altri ma che praticamente significa sempre abbattimento ovvero l’uccisione di un animale.
    Discutere di catturare gli animali o uccelli in piu’ (cioè in quantità superiore a quanto il territorio possa sopportare) e spostarli in altre aree che li possano ospitare è un ragionamento corretto.
    Non tutti gli animali e uccelli sono commestibili o da noi consumabili (es. tutte le specie di aironi, grigi, rossi e bianchi oltre ai cormorani, oppure svassi, smerghi e strolaghe) al contrario degli animali ungulati che invece sono molto apprezzati a tavola, tanto che nel recente passato anche bracconieri di oltre confine sono stati presi con le mani “nel sacco” colmo di parti di questi animali.
    Negli ultimi anni sembra che le sole associazioni protezionistiche siano corrette e serie nel parlare di protezione degli animali ma cosi’ non è in quanto la eccessiva protezione può comportare seri problemi e danni all’ambiente stesso oltre che agli animali e pesci.
    Spero che quanto scritto dal sig. Zambon possa essere lo spunto per intavolare il discorso con tutti gli attori che di questa materia si interessano.

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