Varese

Varese, Centro Studi Preistorici, trasloco congelato, alternativa cercasi

La Commissione Cultura di ieri

La Commissione Cultura di ieri

Commissione Cultura in Comune sul trasferimento del Centro Studi Preistorici ed Archeologici di Varese, che da anni ha sede presso Villa Mirabello a Varese. Seduta monotematica richiesta da due consiglieri di opposizione, Marco Pinti (Lega Nord) e Simone Longhini (Forza Italia).

Un tema importante, che i media locali avevano rilanciato negli ultimi giorni, al punto che, in Commissione, erano presenti ieri nel tardo pomeriggio il sindaco Galimberti, l’assessore alla Cultura Cecchi, il vicesindaco Zanzi e il presidente del Consiglio Malerba, naturalmente accanto ai commissari dei vari partiti.

La vicenda che è stata ricostruita nel corso della Commissione, che si è svolta in Sala Montoli, parte dal fatto che la convenzione che consentiva da anni al Centro di gestire il Museo, la Biblioteca e l’Archivio tutti ospitati da Villa Mirabello, è scaduta. Una convenzione nata molti anni fa dalle idee e dai progetti di un grande archeologo come Mario Bertolone, Come ha raccontato la presidente del Centro, l’architetto Lucina Caramella, Bertolone, con un flash back, la convenzione parte nel ’52. La motivazione resta quanto mai attuale: una riduzione di risorse dell’ente locle. Poliedrica la vocazione di questo “patto” inventato dal grande Bertolone: il Centro doveva essere di supporto al museo, che conserva preziosi reperti frutto di scavi e ricerca, ma anche essere coinvolto appunto negli scavi dell’Isolino Virginia e di Castelseprio.

A questo punto, il Centro Studi Preistorici inizia il suo lungo cammino. Fino ad oggi, quando il 17 gennaio scade la convenzione. A questo punto entra in scena il Comune di oggi, con l’assessore Roberto Cecchi e il sindaco Galimberti. I quali hanno spiegato una cosa semplicissima: è loro intenzione di rendere efficiente ed “appetibile” Villa Mirabello per farne una location espositiva degna di una città come Varese. E diventa secondario se proprio in quei luoghi prenderanno posto le opere (ancora non sappiamo quali ) di Renato Guttuso, una operazione che Cecchi ha spiegato essersi palesata ben dopo le trattative sul rinnovo della convenzione. Sicurezza, microclima, concrete operazioni di opere proposte o prese in prestito, tutto ciò, come è stato detto ieri sera, partirà da Villa Mirabello. Dunque necessari spazi diversi, più ampi, più efficienti. Una scelta fatta dall’Amministrazione dopo che, per anni, come ha detto il sindaco Galimberti, “sono stati piuttosto trascurati, e ora è il momento di cambiare”.

Nulla di strano che una nuova Amministrazione intenda dar mano ad una “razionalizzazione” degli spazi con progetti nuovi, valorizzando una luogo pagato con i soldi dei cittadini. Il problema è che la soluzione proposta dal Comune al Centro e alla Caramella è, a detta della stessa Caramella, accompagnata da Pierluigi Piano, ex direttore dell’Archivio di Stato di Varese, assolutamente inadeguata: il Comune vorrebbe trasferire Centro, Biblioteca e Archivio presso lo stesso Archivio di Stato, spazi inadeguati ad accogliere l’ingente e prezioso materiale, tra cui la rivista “Sibrium”. Questa almeno era la soluzione, dato che la trattativa sul rinnovo della convenzione, partita, come ha spiegato Cecchi, il 17 novembre 2017, si è interrotta improvvisamente nello scorso febbraio, senza avere raggiunto lo scopo.

A questo punto, dopo il confronto, qualche polemica, la discussione in Commissione di ieri, il Centro si è impegnato a fornire una risposta formale alla proposta (che sarà negativa), in modo da procedere alla ricerca di una possibile alternativa all’Archivio di Stato.  Una location più idonea ad un’importante realtà culturale del nostro territorio.

 

 

 

 

6 aprile 2018
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