Luino

Luino, Quattro donne terribili a Villa Hussy, da Venere in pelliccia a Camilla

La locandina dell'iniziativa

La locandina dell’iniziativa

Questo piccolo progetto, curato da Claudia Franchina,  è un ciclo di quattro incontri sviluppato sulla base di quattro libri che hanno come filo conduttore la figura della donna terribile, declinata secondo accezioni diverse. “Donne terribili nella letteratura” è il titolo della rassegna che si svolge alla Biblioteca Civica-Villa Hussy a Luino.

Ogni appuntamento vedrà la presentazione, più breve o approfondita in base alle circostanze, della vita dell’autore, della trama, la lettura dei pezzi più salienti e l’analisi del personaggio femminile affiancato, là dove sia utile, da approfondimenti di natura filosofica, letteraria o medica ( riferimenti  ad opere di filosofi quali Bataille o Deleuze, del medico di fine Ottocento Kraft-Ebing, della figura letteraria del Don Giovanni e della citazione dell’opera di Tarchetti Fosca ).

I libri trattati sono i seguenti: Venere in pelliccia Leopold Von Sacher-Masoch. Le relazioni pericolose Choderlos de Laclos. Carmilla Sheridan Le Fanu. La contessa sanguinaria (biografia di Erzebéth Bathory) Valentine Penrose. Venere in pelliccia presenta una donna terribile, ricalcata sulla vera amante dell’autore e che si fa portatrice di un aspetto pedagogico e formativo della crudeltà. La marchesa di Merteuil de Le relazioni pericolose è invece il riflesso al femminile, unico nel suo genere per diverso tempo, del crudele, egoista e senza scrupoli Don Giovanni. Vi sono diverse pagine nell’opera di Laclos che descrivono con acuta sensibilità il profilo psicologico di questa donna emancipata, pericolosa e vendicativa. Carmilla è un racconto di genere gotico di Le Fanu, scrittore irlandese famoso per i suoi libri densi di folklore della sua isola. Lui ha descritto in modo diverso, alla stregua della Fosca di Tarchetti, la figura del vampiro.

Se spesso e volentieri nella letteratura ottocentesca e precedente il vampiro è maschio, qui è femmina. Inquietante eppure desiderabile, lasciva e ammaliante, assume un atteggiamento sensuale e famelico nei confronti del polo positivo della storia, un’altra fanciulla. La contessa sanguinaria, Erzebéth Bathory, chiuderà gli incontri perché massima icona, realmente esistita, della crudeltà e dell’orrore femminile. Il libro citato è una biografia scritta con magistrale poesia dalla Penrose la quale, tramite i documenti dell’epoca, ha ricostruito la vita drammatica e cupa, le passioni e le ossessioni di una nobile donna dell’Ungheria del 1600, destinata a diventare la carnefice più temuta e ancora oggi ricordata nella storia.

26 marzo 2018
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