Varano Borghi

Varano Borghi, Le Giornate Fai di Primavera riscoprono il Villaggio operaio

varanoborghiPalazzi della politica solitamente inaccessibili, aree archeologiche, borghi che custodiscono antiche tradizioni, colonie marine abbandonate, luoghi dello sport e della produzione, chiese e monumenti che svelano spazi sorprendenti.

Le aperture delle Giornate FAI di Primavera, sabato 24 e domenica 25 marzo 2018, raccontano con la loro straordinaria varietà un’Italia che sempre di più si riconosce nella vastità del suo patrimonio culturale e nella ricchezza della sua storia.

In occasione di questo importante appuntamento per il FAI, la Delegazione del Seprio punta i riflettori sul Borgo di VARANO BORGHI e sulla sua interessante storia da villaggio agricolo a ‘Villaggio operaio’, realizzato dalla famiglia di industriali cotonieri, attorno al loro opificio e alla loro residenza aristocratica.

“LA STOFFA DEI BORGHI. PATRIOTI E IMPRENDITORI DELLA DINASTIA DEL COTONE”

In collaborazione con l’Amministrazione, le Associazioni locali, e grazie alla generosa disponibilità di alcuni proprietari privati, si potranno visitare:

Ex COTONIFICIO BORGHI: La storia del Cotonificio Borghi inizia nel 1819, quando Pasquale Borghi impianta a Varano un filatoio meccanico ad acqua per la filatura del cotone in un vecchio mulino di sua proprietà sul canale Brabbia. Nel 1841 con il nipote Luigi Borghi, patriota mazziniano, si ebbe un primo ammodernamento dello stabilimento con l’introduzione di una macchina motrice a vapore che permise un notevole aumento della produzione e degli operai. Il momento di maggiore sviluppo si ebbe nel 1904 con la costruzione della nuova filatura che vediamo ancora oggi: un imponente edificio con grandi e luminosi saloni, intervallati da 4 alte torri con le scale e i serbatoi per l’acqua e un moderno Convitto per le operaie che venivano da fuori paese. L’intero complesso era collegato alla stazione ferroviaria di Varano con un binario a scartamento ridotto. Nel 1913 iniziò il lento ed inesorabile declino della famiglia Borghi che vendette il cotonificio ad un gruppo francese. L’ex convitto e parte della sede produttiva, acquistato negli anni ‘80 dalla T.B.M. – Tessiture Bruno Marcora, è stato sottoposto a un attento restauro che ha riportato all’utilizzo dell’edificio “centrale” del complesso. In continuità con la vocazione manifatturiera di eccellenza del territorio, il complesso ad oggi ospita le manifatture e a breve ospiterà gli uffici della Borghi 1819 S.p.a.

VILLA BORGHI: (apertura solo per gli iscritti FAI o per chi volesse iscriversi) Villa Borghi, oggi trasformata in Grand Hotel dopo un lungo periodo di abbandono, sorge sul dolce pendio che scende verso il lago e appartiene al periodo delle grandi ville romantiche. È il risultato di ampliamenti e modifiche che l’architetto Paolo Cesa Bianchi opera a partire dal 1860 su un edificio più antico utilizzando, nel clima eclettico del tempo, forme di sapore barocco. La villa ha una pianta a doppia T. La facciata principale ha finestrature modanate in pietra arenaria chiara e si conclude con una sorta di timpano affiancato da balaustre; i prospetti laterali, molto più severi, hanno semplici aperture con cornici in pietra e a stucco. I saloni della villa hanno pavimenti in seminato alla veneziana, controsoffitti a cassettoni in legno decorato, capitelli e modanature in gesso nella tradizione degli stuccatori varesini. L’ampio parco, impostato in parte secondo la moda romantica e in parte secondo un’arte giardiniera di sapore estremo-orientale, offre scorci molto suggestivi.

CAPPELLA BORGHI al Cimitero: La cappella gentilizia della famiglia Borghi, con la sua facciata a capanna ingentilita da una trifora e da decorazioni in ceramica, è il vero e proprio fulcro del cimitero di Varano. La cappella Borghi appare nel suo stile pseudo-lombardo, mentre il suo interno si presenta con un vivace e inusuale programma decorativo in ceramica, improntato ad un gusto eclettico rivolto al Rinascimento. Al di sotto di una volta a vela dove è raffigurato un cielo stellato impreziosito da un’orifiamma, è tutto un ripetersi di teste di putti dalle rimembranze robbiane e di ghirlande fiancheggiate da amorini alati. La pala d’altare, opera di Pio Pinzauti, raffigura una Trasfigurazione ripresa dal noto dipinto di Raffaello.

PERCORSO nel ‘BORGO OPERAIO’: Dopo l’ampliamento del grande cotonificio e la realizzazione della loro villa padronale, i Borghi vollero anche dare un assetto funzionale e non privo di qualità estetica al borgo dove vivevano le loro maestranze dirigenziali, impiegatizie e operaie. Così l’architetto Paolo Cesa Bianchi fu incaricato di redigere un piano per una completa trasformazione del Borgo. Progettò la nuova chiesa parrocchiale, la piazza principale, la ‘casa dei contadini’ o Moncucco, la casa comunale, i cosiddetti ‘palazzi nuovi’ per i lavoratori tessili, le case per impiegati e dirigenti. Il risultato, al di là della valenza sociale, fu la presenza di una grande varietà di tipologie edilizie che si confrontavano con la ricerca del ‘bello’, caratteristica di ogni edificio del borgo dove decorazioni di elevata qualità, senza ripetizioni, creavano un insieme urbanistico di grande splendore, giunto abbastanza intatto fino ai nostri giorni.

PALUDE BRABBIA (per la Giornata FAI ingresso da Casale Litta): La Riserva Naturale della Palude Brabbia, che rappresenta una delle zone umide più importanti della Lombardia, occupa una superficie di quasi 5 kmq tra il Lago di Comabbio e il Lago di Varese. La presenza della torba, utilizzata come combustibile per le caldaie della manifattura, ha portato nel tempo a una diffusa escavazione, mentre il paesaggio palustre, fonte di miasmi e febbri malariche, richiedeva un intervento di bonifica. Anche qui i Borghi diedero il loro apporto. Tuttavia si dovette attendere la seconda metà del XX secolo per veder interrotta l’escavazione della torba ed esaurito il programma di bonifica, restituendo alla Palude Brabbia il suo grande valore ambientale e naturalistico, che le è valso nel 1983 il riconoscimento di Zona Umida di Interesse Internazionale.

Nell’ex Convitto del cotonificio sarà allestita una Mostra con maquettes, disegni e cartoline che aiuteranno a capire lo sviluppo urbanistico, industriale e sociale di Varano a partire dalla metà del XIX secolo.

Sempre nel Convitto sabato 24 marzo, alle ore 17.30 ci sarà una conferenza dal titolo “La Fabbrica ritrovata, Varano Borghi e l’archeologia industriale” cura di Renata Castelli.

Per tutti i beni gli orari di apertura saranno i seguenti: sabato ore 10.00 – 12.00 / 14.00 – 18.00, domenica ore 10.00 – 18.00, fatta eccezione per la Palude Brabbia, le cui visite si concluderanno alle ore 17.00 e che non sarà visitabile nella mattinata di domenica.

I visitatori potranno avvalersi anche quest’anno di guide d’eccezione: gli studenti Apprendisti Ciceroni® del Liceo Scientifico ‘A. Tosi’ di Busto Arsizio, del Liceo Classico Linguistico ‘D. Crespi’ di Busto Arsizio, dell’ISIS ‘Gadda Rosselli’ di Gallarate, e dell’IIS ‘Dalla Chiesa’ di Sesto Calende.

16 marzo 2018
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