Lettere

Quale futuro per il Pd?

Carlo Calenda a Varese

Carlo Calenda a Varese

Inutile negare l’evidenza, il PD ha perso molto consenso perché ha rivolto il suo interesse alle classi benestanti. Un suo ritorno a sinistra è pura illusione. Essendosi liberati spazi a destra, grazie a Salvini che l’ha estremizzata ed il Leader di FI che oramai è sul viale del tramonto, è un’area a cui il PD potrà rivolgersi nel prossimo futuro.

Seguendo l’esempio di Macron può fare suo lo spazio nella destra liberal, quella destra che è orfana di riferimenti utili per il suo risorgere e di cui il nostro Paese ne ha bisogno.

Credo che Calenda sia l’uomo giusto cui affidare questo compito. La sinistra, purtroppo, è alla sua disfatta per non aver saputo guardare alle necessità degli indigenti e alla voglia di etica dei contribuenti onesti, oramai vessati in modo estremo, lasciando lo spazio al M5S.

La sinistra deve ricordare che la politica, quella vera, la si fa dalla base degli elettori e non da accordi con ex élite per riuscire nella conquista di poltrone che alla fine portano a successi effimeri che non sono in grado di costruire nulla.

Ora il M5S è messo alla prova dei fatti e se dovesse fallire il suo crollo sarebbe incontrovertibile; ma la sinistra deve svegliarsi prima e non stare sull’argine del fiume come oramai di sua abitudine.

Torni nelle periferie, negli ambiti di lavoro, nelle scuole e sappia dimostrare che è li per difendere i diritti di chi ha bisogno di essere difeso.

Alessandro Milani

10 marzo 2018
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4 commenti a “Quale futuro per il Pd?

  1. giovanni dotti il 10 marzo 2018, ore 20:41

    La sinistra non ha ancora metabolizzatro la sconfitta e non vuol capire che prima dei suoi uomini di punta viene il Paese. Se si vuoile isolare in un ruolo, legittimo, di opposizione sterile è libera di farlo. ma così probabilmente parteciperanno al gioco altri attori e lei resterà marginalizzata chissà fino a quando. E difficilmente riuscirà a recuperare il terreno perduto.

  2. Martone il 15 marzo 2018, ore 13:52

    Quando vedro’ Calenda fare un comizio fuori dai cancelli della FCA ex FIAT riprendo la tessera del PD

  3. a.g. il 15 marzo 2018, ore 13:59

    Sì, aspetta e spera…

  4. Gaio Enzo il 15 marzo 2018, ore 22:22

    Buonasera, io penso che il PD non abbia sbagliato perchè si è dedicato alle classi benestanti ma invece perchè ha fatto una azione di governo compiendo cose grossolanamente non idonee alle necessità del paese e dei suoi elettori.
    Mi riferisco alla abolizione dell’articolo 18 per facilitare i licenziamenti anche collettivi….(vedi caso di Embraco) non capendo invece che era la mancanza del lavoro il vero problema, poteva fare delle varianti consistenti alla famigerata legge Fornero magari cambiandone anche il nome, non capendo che se gli anziani non vanno in pensione i giovani non possono partire a lavorare.
    La “mancia” data ai diciottenni poi è stato il fiore sulla torta, mancani soldi e il debito italiano aumenta e loro cosa fanno: spendono per motivi elettorali (acca nisciuno è fesso).
    Il segretario poi che agiva e si comportava con una arroganza veramente insopportabile doveva essere mandato a fare il televenditore molto prima.
    Il rottamatore lingualunga doveva salvare il paese e adesso ci troviamo a dover subire anche l’aumento dell’IVA.
    I vecchi esponenti del PD si sono allontanati e separati gradualmente tutti e il segretario godeva perchè intuiva la possibilità di diventare il nuovo segretario del PDC, adesso il partito è quasi distrutto, il paese lo ha abbandonato, gli italiani dicono che la sinistra non esiste piu e quindi hanno cambiato il modo di votare.
    Il PD ha ora iniziato la curva a scendere e nel giro di due elezioni raggiungera a fatica il 5%,
    dobbiamo tutti dire grazie a “lui”.

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