Varese

Varese, Iannini (Gruppo Misto): Consiglio comunale per fare campagna elettorale

ConsigliocomunaleIl voto di questi giorni, che ha visto a Varese balzare il centro destra al 50% mentre il PD, grazie anche a questa amministrazione, retrocedere ulteriormente, scendendo al minimo storico vicino al 20%, conferma quanto ho già affermato la settimana scorsa in riferimento all’ultimo Consiglio Comunale.

E’ stato un consiglio imperniato su due argomenti inutili, uno la mozione della consigliera Ciappina e l’altro l’interrogazione del consigliere Pinti sul referendum relativo allo stipendio del Sindaco.

La mozione prevedeva di dotare il Comune di Varese di un documento da far firmare a coloro che volessero usufruire delle sale o degli spazi comunali, nel quale si sottoscrivesse di essere antifascisti. Dichiarazione di nessun valore giuridico e che diventa, oltretutto, ridondante visto che il fascismo non esiste in quanto tale e che per di più è un reato già perseguito dalla legge.

Il Consiglio Comunale è stato usato, con i suoi costi, per fare campagna elettorale in favore di questa sinistra a corto di argomenti per attrarre consensi da quando ha dovuto abbandonare il suo cavallo di battaglia e cioè l’invidia sociale per fomentare la lotta di classe, visto che ha distrutto la classe media livellando verso il basso il 95% degli italiani. L’amministrazione ha provato a spostare l’attenzione sull’anacronistica contrapposizione fascismo/antifascismo come negli anni ’70, non per niente definiti di piombo. Contrapposizione che hanno voluto faziosamente riproporre a Palazzo Estense dividendo chi era a favore e chi era contro la mozione.

Il secondo punto del consiglio era l’interrogazione sul referendum sullo stipendio del Sindaco. Da una parte, il Sindaco Galimberti, che pur avendo promesso in campagna elettorale, e ribadito appena eletto, che avrebbe fatto ogni anno un sondaggio popolare per sapere dai cittadini se si era meritato lo stipendio, sondaggio che comunque non condivido perché penso che sindaco e assessori siano pagati non solo per il tempo che dedicano alla gestione della Res Publica, ma anche per le responsabilità che quotidianamente si assumono, dall’altra una vendicativa minaccia come risposta a Pinti.

La risposta è stata quella di pensare, oltre ad un controllo sul suo operato, una valutazione su quello dei consiglieri, dimenticandosi, volutamente, che i consiglieri hanno come unico rimborso un gettone di presenza, pari a 40 euro circa, per ciascun consiglio comunale. nonostante ognuno di noi per poter portare avanti l’incarico che i cittadini ci hanno assegnato dobbiamo sacrificare famiglia e professione.

Sarebbe stato meglio che questa maggioranza si fosse occuparsi di problemi reali e soluzioni per migliorare Varese, così come per esempio, discutere di come mai ci siamo fatti sfuggire una mostra come quella di Dali’, che invece si è subito accaparrata Gavirate, che nel giro di quattro mesi ha visto oltre 2700 presenze e circa 700 prenotazioni online per le prossime settimane.

Per fortuna abbiamo avuto Nature Urbane che ha risolto tutti i nostri problemi di turismo.

Gaetano Iannini consigliere comulale di Varese – Gruppo Misto

7 marzo 2018
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Un commento a “Varese, Iannini (Gruppo Misto): Consiglio comunale per fare campagna elettorale

  1. Bruno Belli il 8 marzo 2018, ore 10:41

    Il realismo amministrativo si dovrebbe risolvere nella capacità di volere comprendere la cosiddette «ragioni degli altri» e farne una sintesi con le proprie.
    Gaetano Iannini ha scelto, potendolo fare, una volta costretto in malo modo e con una lettera a dir poco di cattivo gusto, ad uscire della lista “civica” del Sindaco, di restare in consiglio per cercare di portare avanti quei temi che la stessa maggioranza ha negato, in parte, una volta sedutasi nelle stanze dei bottoni.

    Ognuno potrà considerare questa scelta opinabile, ma, di certo, non inqualificabile, anche perchè Gaetano Iannini, per come lo conosco, è una persona veramente perbene e che realmente crede in quello che sta facendo. E non lo dico perchè mi ha voluto, bontà sua, delegare in una commissione.

    Ripeto, infatti, che comunque si leggano, o si vogliano “interpretare”, i risultati di questa tornata elettorale, dopo una campagna, per lo più, intessuta di toni inqualificabili, hanno confermato una personale certezza. A qualunque livello, ed in qualunque campo, l’arroganza non agevola mai. Se non subito, comunque, l’arroganza ed il tono di una presunta superiorità, si pagano sempre. Chi non sa, o non vuole, o finge di non comprendere, chi tratta gli altri come se fossero delle nullità, dimostrando di non conoscere il valore della parola RISPETTO, altrettanto non sa guidare, non sa governare, non ha carisma…tutto qui.

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