Varese

Politica, Varese è un Comune antifascista, passa la mozione targata Pd

ConsigliocomunaleSembrano passati anni luce da quando il parlamentino della città aveva deciso di non cancellare la cittadinanza onoraria di Benito Mussolini. Ieri sera è stato approvato dal Consiglio comunale di Varese la mozione antifascista proposta dalla consigliera Pd Francesca Ciappina e già passata in altri Consigli comunali.

Una mozione che subordina ad una dichiarazione di fedeltà ai valori della Costituzione e dell’antifascismo la concessione di spazi comunali per manifestazioni e iniziative. Con grande pacatezza e rigore la consigliera Pd ha illustrato i contenuti della mozione e poi è cominciato il dibattito in Aula.

A partire dall’auspicio, espresso dal sindaco Davide Galimberti, che “la mozione sia condivisa più largamente possibile per il particolare momento storico che stiamo attraversando”.

Un lungo confronto che ha alternato riflessioni più generali sul fascismo e l’antifascismo e considerazioni più legate alla mozione stessa.

Una mozione “ridondante”, l’ha definita il consigliere Boldetti (Lista Orrigoni), che ha come risultato quello di procurare “un aggravio burocratico per le associazioni” e “un appesantimento della macchina comunale”. “Nessun aggravio – ha replicato la Pd Oprandi -, dato che oggi basta un clic telematico per rispondere o esprimere un si o un no”. Un ragionamento su cui ha espresso il consenso anche il Pd Paris.

Tra coloro che hanno sviluppato un ragionamento più ampio il consigliere leghista Pinti, che ha cercato di stabilire una definizione del fascismo condivisibile, e il consigliere Varese 2.0 Crugnola, che ha dichiarato: “Non c’è oggi il problema di una insorgenza del fascismo storico, ma piuttosto di dinamiche nazional-socialiste che la mozione vuole contenere”.

Per Binelli (Lega) la mozione “attribuisce una funzione impropria agli uffici comunali”, mentre il Pd Mirabelli cita casi di città che hanno adottato la mozione (Milano, Torino, Bologna) e Laforgia (Progetto Concittadino) ha ricordato come risulta “impossibile consentire manifestazioni anti-democratiche in spazi pubblici”.

Sono stati poi presentati diversi emendamenti da parte del leghista Pinti, e dei consiglieri della Lista Orrigoni Ballerio e Boldetti, tutti respinti dalla consigliera Ciappina.

A questo punto via alle dichiarazioni di voto: per Boldetti la mozione è “arrogante e provocatoria”, Ballerio ha dichiarato di votare a favore per il suo disprezzo per il fascismo, pur rimarcando l’esistenza di vittime del comunismo. Anche per Iannini (Gruppo Misto) una mozione “faziosa”. “Da veri liberali voteremo contro”, ha detto il capogruppo forzista Longhini. Da parte del capogruppo Pd Conte – promotore dell’iniziativa di cancellare la cittadinanza conferita a Mussolini – l’auspicio di cercare convergenze prima della discussione in Aula e comunque appoggio forte e convinto alla mozione Ciappina. Una mozione che, per il leghista Binelli, “rispecchia la tendenza Pd di procedere per etichette”. Favorevoli alla mozione anche De Troia (Lista Galimberti) e Laforgia (Progetto Concittadino).

Infine il voto: la mozione passa con 19 voti favorevoli e 10 contrari. Sì il Consiglio comunale di Varese è davvero cambiato. In meglio.

 

 

 

1 marzo 2018
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4 commenti a “Politica, Varese è un Comune antifascista, passa la mozione targata Pd

  1. franco giannantoni il 1 marzo 2018, ore 11:05

    Caro Direttore, che tristezza nel leggere che in Comune si sia posto un interrogativo che non deve esistere. L’antifascisno é la linfa delnostro essere cittadini della Repubblica nata dalla Resistenza. Chi é di parere contrario si vergogni e si nasconda!. Franco Giannantoni

  2. realini mattia il 1 marzo 2018, ore 22:12

    Cominciamo col dire che sarebbe bene che questo Comune diventasse gestito da una giunta che mantiene quanto ha promesso, che quando accompagna un ministro della Repubblica Italiana cerchi di fare la migliore figura possibile (hanno portato alla Schiranna un ministro senza nemmeno fare passare una motospazzatrice melle vie del paese, senza sistemare almeno un po il piazzale Roma, ecc… che il sindaco discuta del suo stipendio come aveva promesso nella sua campagna elettorale, che faccia eseguire la revisione del PGT con l’accoglienza di TUTTE le varianti proposte dai cittadini in quanto Varese ha perso 20.000 suoi abitanti e quindi andare incontro alle richieste dei cittadini significa riavviare la macchina comunale e anche recuperare una parte di coloro che sono stati costretti a lasciare la città.
    Sperando che la smettano di discutere del nulla invio a tutti i lettori di Varese report i miei migliori saluti.
    Qualcuno dirà che la revisione del PGT è un lavoro troppo grande allora si deve ipotizzare che il nostro sindaco non è sttao in grado di valutarne le difficoltà e quindi ha sbagliato non avendo le competenze necessarie, forse come tutto il resto.

  3. Laura Caruso il 2 marzo 2018, ore 09:40

    Discriminatorio. Mi rifiuto di rientrare in categorie “anti”, non accetto l’ anticomunismo né l’ antifascismo, questa mozione doveva limitarsi all’ accettazione dei valori del dettato costituzionale e dei valori di nonviolenza, democrazia e confronto, anche in considerazione del fatto che chi sta usando la violenza nelle ultime settimane può serenamente dichiararsi antifascista.

  4. Simone il 6 marzo 2018, ore 05:06

    La dimostrazione di cosa vale una giunta PD che fa queste cose è stato dimostrato dal voto!!!!
    Casapuond < 1% su territorio nazionale e il PD quasi cancellato dagli elettori!!!!

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