Varese

Varese, Gori chiude campagna elettorale: sì ad una Regione più dinamica e giusta

Giorgio Gori al De Filippi di Varese

Giorgio Gori al De Filippi di Varese

Chiusura della campagna elettorale del centrosinistra al De Filippi di Varese con il candidato alla presidenza del Pirellone, Giorgio Gori. Il salone del De Filippi era strapieno, con diversi presenti in piedi ai bordi della sala.

Gori è arrivato puntuale e si è seduto per una decina di minuti in prima fila, fino a quando il sindaco Davide Galimberti è salito sul palco e ha fatto partire la serata, che vedeva presenti tutti i candidati varesini al Parlamento e alla Regione.

Duro il giudizio del primo cittadino sugli amministratori varesini prima di lui, descritti come politici incapaci di portare a termine i progetti. “Occorre più dinamismo, come quello che rappresenta Gori – ha detto il sindaco Galimberti -. Un dinamismo di cui la Regione ha bisogno”. Il sindaco ha auspicato per il Pirellone lo stesso successo del centrosinistra già registrato nella nostra città.

E’ partito dunque un filmato che ha documentato il lungo tour elettorale di Gori nella “Lombardia più profonda, lontana dai riflettori”, un viaggio lungo 26 mila chilometri e durato 4 mesi.

A questo punto è salito sul palco lo stesso sindaco di Bergamo che ha iniziato il suo discorso, che ha mantenuto una tonalità pacata, senza punte polemiche, interessato soprattutto ad illustrare le priorità.

“Ho scelto di fare una campagna elettorale poco mediatica, senza slogan e senza fare grandi promesse, ma più faticosa – ha detto Gori -. Una campagna cominciata in salita e con un altro candidato contro di me”. Un lungo cammino andato avanti in questi mesi, in vista della sfida finale del voto.

“Non sono mai riuscito a confrontarmi con Fontana, come avrei voluto – continua Gori -. Riconosco a Maroni una cultura istituzionale, ma se Salvini guarda a Casa Pound, allora siamo di fronte ad una cosa diversa”. “La Lega è diventata un partito di estrema destra, che ha dimenticato le ragioni del territorio – ha sottolineato Gori -. E dunque c’è un’area molto ampia di elettori che a questo punto si fida di più di una proposta democratica come la nostra”.

“La Lombardia – ha detto ancora Gori – è una regione bellissima, ma non mancano i problemi. Non è la prima regione d’Europa”.  Molti i contenuti evocati nel suo intervento da Gori: l’occupazione, i frontalieri, la “coesione sociale come fattore di competitività” (“in questi anni sono molto cresciute le povertà”) , la sostenibilità ambientale, il necessario mix tra sviluppo e coesione, crescita e solidarietà, capace di fare diventare “la Lombardia capofila del Paese”, una “sanità più vicina, di prossimità”, i trasporti pubblici più efficienti, le cure per gli anziani, i servizi per i bambini. E poi l’Europa “unica parola che scalda il cuore di un ragazzo di 20 anni”.

Un discorso articolato e pacato, che Gori ha terminato con un invito: “Portate la speranza dentro le urne”. E poi foto di gruppo sul palco con tutti i candidati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

28 febbraio 2018
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