Varese

Varese, Il Pd al governo, un esempio di buon governo da “esportare”

Da sinistra Molinari, Dimaggio, Tuscano, Paris, Tattamanti e Galimberti

Da sinistra Molinari, Dimaggio, Tuscano, Paris, Tattamanti e Galimberti

“Una città da raccontare, un partito da votare” si chiamava l’iniziativa che si è svolta al Caffè Zamberletti organizzata dal Pd varesino. Un momento per fare un bilancio delle attività della giunta Galimberti come esempio di buon governo da “esportare” al Pirellone con il voto del 4 marzo. Tanti partecipano ad un incontro che, sotto la regia del vice-segretario Pd Pino Tuscano, alterna agli interventi degli assessori stacchi musicali con melodie di Fabrizio e Graziano. Domande poste, con un pizzico di ironia, dal giornalista Franco Tettamanti.

“Apre le danze” uno degli assessori più politici della giunta Galimberti: l’assessore ai Servizi sociali, Roberto Molinari. L’assessore ricorda come, all’arrivo a Palazzo Estense, temi come i richiedenti asilo o l’attesa dei disabili per avere una casa erano stati semplicemente accantonati. “Un tema come l’immigrazione non si risolve con gli slogan”, ha detto Molinari, che ha rivendicato la realizzazione del nuovo centro diurno per anziani in piazzale Kennedy. “Quello di via Maspero è un centro obsoleto, in cui gli operai stanno riparando da diversi giorni l’impianto del riscaldamento”.

Poi è stata Rossella Dimaggio, assessora ai Servizi educativi, a prendere la parola: “Abbiamo trovato al nostro arrivo una situazione di torpore, in cui le tende delle scuole non si cambiavano da 15 anni, in cui alcuni plessi scolastici erano vetusti”. Una situazione che è stata ribaltata, ha detto la Dimaggio: “Stiamo lavorando ad un polo educativo 0-6 anni, abbiamo dato la possibilità a tutti i bambini di avere il doposcuola, abbiamo stabilito le tariffe in base all’Isee, chiuso la questione dell’Addolorata, una scuola pubblica ospitata da un edificio che costava 60mila euro di affitto al Comune”.

A questo punto è intervenuto il candidato alle regionali Luca Paris, che ha elogiato “l’amministrazione comunale a trazione Pd”. Una sfida importante “dopo 14 anni di immobilismo assoluto”. Una condizione che il Comune sta cambiando, come dimostra l’arrivo di 38 milioni di euro ulteriori rispetto al bilancio.

Per l’assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Civati, che ha sottolineato la necessità di convincere, “da militante del Pd”, a votare Pd e a sostenere Gori nelle elezioni regionali: “La vera differenza è tra fare meglio di Gori e il non fare niente”.

Ha concluso Davide Galimberti, sindaco di Varese: “Ora a Varese c’è un progetto, c’è una squadra, c’è un legame con il territorio”. Una novità che, dopo Varese, deve essere riconfermata anche in Regione. E deve essere rafforzata a livello nazionale.

 

25 febbraio 2018
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4 commenti a “Varese, Il Pd al governo, un esempio di buon governo da “esportare”

  1. Gio il 25 febbraio 2018, ore 12:58

    Se avevo la tentazione di votare Gori dopo questo articolo mi è passata. Se si vulle governae la regione come si sta dacendo con il comune siamo nei guai. Non mi sembra che la giunta Galimberti abbia alcun progetto sulla città. Tante idee (per accappatarsi fondi pubblici) nessuna idea di città. Sullo sfondo la voglia di pubblicizzare (non solo nel senso di farsi pubblicità) il più possibile: meno società più stato.

  2. Martone il 25 febbraio 2018, ore 17:39

    Ci sono momenti in cui uno vorrebbe dire talmente tante cose che forse l’unico modo per dirle e’ stare zitto Tuttavia il PD e’ da escludere come partito che puo’ risolvere i problemi della Regione e della Nazione

  3. cancelli fausto il 25 febbraio 2018, ore 20:30

    Che coraggio avete! ma non avete ancora capito che i varesini non ne possono piu di voi?

  4. Cesare Chiericati il 28 febbraio 2018, ore 10:33

    La realtà, i fatti dicono che dal giugno 2016, piaccia o meno, qualche mattone per la “ricostruzione” di Varese è stato in concreto posato: il rinnovamento di alcune strutture scolastiche e il riordino di altre; il piano stazioni (tacciono però le Fs sul promesso rinnovo della obsoleta stazione; il piano della sosta ancora rivedibile; l’avvio del parcheggio di via Sempione ( paternità Fontana) ma fermo al palo per difetto di finanziamenti; la migliorata sicurezza nel centro storico e su alcune arterie stradali ad alta frequentazione; il successo culturale – migliorabile – di nature urbane; il rilancio della funicolare ibernata del Sacro Monte. Certo i problemi irrisolti sono ancora tanti: dall’illuminazione carente da almeno vent’anni alle condizioni precarie di troppe strade e marciapiedi su cui si annunciano interventi finora scarsamente realizzati. E poi il lago, le fognature, le aree dismesse, l’efficienza non sempre esemplare della macchina comunale e quant’altro. Non siamo neppure a metà legislatura e l’evidenza non può essere negata per partito preso.

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