Lettere

Spesa pubblica, da ridurre anche al voto

schedaelettoraleDa anni i politici di tutti i partiti predicano la necessità di ridurre la spesa della Pubblica Amministrazione e promettono di farlo non appena eletti. Ma si sono sempre rivelate promesse da marinaio. Infatti non si è provveduto nemmeno nei casi più semplici, come per le spese connesse all’espletamento delle consultazioni elettorali.

Prendiamo in esame alcuni esempi di macroscopici sprechi:

1)- L’enorme spesa per installare ogni volta nei Comuni di tutta Italia centinaia di migliaia di cartelloni elettorali.

Detti cartelloni avevano una certa utilità sino agli anni ’50- ‘60, quando scarseggiavano altre forme di comunicazione e di informazioni di massa, poi negli anni successivi con l’avvento della televisione ed una maggiore scolarizzazione si è visto che un sempre maggior numero di cartelloni restano vuoti, sino ad arrivare ai giorni nostri che sono occupati solo in minima parte. E così, per ottemperare ad una normativa antidiluviana, ad ogni tornata elettorale occorre installare 5 cartelloni per ciascuna delle 64.000 sezioni, quindi significa che in Italia vengono installati 320.000 cartelloni, il cui costo complessivo si può solo immaginare.

2)- Un’altra enorme spesa che si potrebbe ridurre è quella che il Ministero degli Interni deve affrontare per la stampa e la distribuzione a tutte le Sezioni Elettorali dei manuali di istruzioni relative alle operazioni di Seggio.

Considerando che detti manuali sono composti da circa 200 pagine e che per ciascuna delle 64.000 Sezioni esistenti negli 8.100 Comuni italiani ne vengono distribuite almeno 2 copie, è facile immaginare di quale notevole spesa complessiva stiamo parlando. Che potrebbe essere considerevolmente ridotto lasciando detti manuali in custodia ai Comuni, eventualmente integrandoli, se necessario, alle elezioni successive con note aggiuntive o correttive.

3)- Esiste poi un’altra notevole spesa, che si ripete ad ogni tornata elettorale, per le urne che soltanto in Italia sono di cartone e vengono spesso sostituite, mentre nel resto del mondo sono di plastica o di plexiglass e riutilizzate più volte.

4)- Ci sarebbe infine una minore spesa, di materiale cartaceo e di tempo, se venisse usato un registro unico per elettori maschi e femmine anziché tenere elenchi separati, la cui necessità è difficile da capire nel terzo millennio.

Ciò che meraviglia è che nessun Governo o Dirigente ministeriale abbia preso in considerazione questa materia, e che nemmeno qualche Sindaco o politico locale abbia sollevato la questione, considerato anche il fatto che alcune di queste spese restano a carico dei Comuni.

Martino Pirone

23 febbraio 2018
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