Varese

Varese, Aperto l’anno accademico all’Insubria. Ora la parola-chiave è crescere

L'intervento del Magnifico Rettore

L’intervento del Magnifico Rettore

Davanti ad una platea con numerose autorità civili, politiche e religiose, il Rettore dell’Università dell’Insubria, il professori Alberto Coen Porisini ha letto la sua prolusione per l’apertura del nuovo anno accademico.

Un anno difficile e lieto, quello appena iniziato: in una fase di difficoltà generale per il Paese e per l’istituzione universitaria, si celebrano, a luglio, i 20 anni dell’Università con due teste, una a Varese e una a Como.

Tutti ascoltano con grande attenzione il rettore: il Senato in toga, i professori, gli studenti, i politici, i monsignori. Una comunità che si raccoglie attorno ad un ateneo che sempre di più, negli ultimi anni, ha cercato di dialogare con la città e i suoi protagonisti. “Un rapporto dell’Ufficio Statistica e Studi del MIUR sul personale universitario uscito settimana scorsa – attacca Coen Porisini – fotografa in modo impietoso la situazione: i docenti, negli ultimi 7 anni, sono diminuiti di circa 8 punti percentuali, stiamo parlando di oltre 4500 persone in meno, nonostante i piani straordinari di reclutamento di professori associati e di ricercatori; l’età media di quelli rimasti si è alzata e oggi è pari a 52 anni”. Non solo, continua, sono diminuiti anche gli iscritti.

In controtendenza i dati dell’Isubria, rimarca il magnifico rettore, dato che “le immatricolazioni e le iscrizioni sono notevolmente aumentate negli anni arrivando a toccare, per l’anno accademico 2017/2018, rispettivamente quota 3600 nuove matricole e oltre 11.000 studenti”.

Coen Porisini avanza qualche spiegazione per questi numeri, per queste percentuali: apertura, internazionalizzazione, lingua inglese usata nelle aule. “Nei corsi di laurea magistrale di ambito tecnico-scientifico, dove l’inglese è altrettanto importante della matematica, dell’informatica o della biochimica. In queste discipline così come in campo economico manageriale insegnare e studiare in inglese significa preparare meglio i nostri giovani”.

Nella parte conclusiva della prolusione il rettore ha lanciato lo sguardo in avanti, con una parola chiave: crescere. “La dimensione ideale di un Ateneo è attorno ai 15.000 studenti. Per crescere – dice Coen Porisini – è necessario ampliare l’offerta formativa (segnalo che stiamo operando affinché dal prossimo anno accademico possano partire due nuove iniziative: un corso di Laurea triennale e uno magistrale). Accanto all’offerta formativa è necessario aumentare il personale docente e non docente; è necessario aumentare le infrastrutture in particolare le aule, i laboratori didattici, gli spazi di socializzazione per gli studenti”.

Certo, non mancano i rischi per il futuro: “Il rischio – conclude il rettore – è che in un contesto di risorse limitate ci sia la tentazione di ritenere che l’Ateneo si debba specializzare, dissipando così il patrimonio accumulato in questi anni”. Ma così non sarà se coloro che stanno per essere eletti continueranno nell’impegno forte ormai partito da lontano.

Al termine della prolusione, è intervenuto il professor Giuseppe Colangelo, Pro Rettore Vicario dell’Università degli Studi dell’Insubria. Poi è stata la volta di un rappresentante degli studenti, Luca Giorgetti, e di una rappresentante del personale tecnico-amministrativo, Sonia Garziera.

Dopo l’intervento della professoressa Elena Ferrari, Ordinario di Informatica del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate, su “Privacy nel cyberspace: illusione o possibilità?”, è stata attribuita l’onorificenza “Rosa Commacina” per la prima volta a due persone: ai membri esterni componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi dell’Insubria in rappresentanza del territorio: dottor Angelomaria Palma (rappresentante esterno in cda sede di Como) e dottor Marco Reggiori (rappresentante esterno cda sede di Varese). Durante la cerimonia è avvenuto il conferimento della Medaglia di Ateneo ai nuovi Professori Ordinari.

19 febbraio 2018
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