Varese

Varese, Dibba arriva sul palco….e nella piazza è tifo da stadio

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

Torna a Varese, ad un anno di distanza, Alessandro Di Battista, uno dei leader nazionali del Movimento 5 Stelle. Ed è accolto, quando in piazza del Podestà con il suo camper, da un vero tifo da stadio da parte di militanti ed elettori pentastellati che arrivano da tutta la provincia di Varese.

Accanto a Dibba c’erano tra gli altri il candidato al Pirellone Dario Violi, il capolista varesino, il giornalista Gianluigi Paragone e poi lui, il vero protagonista, Alessandro Di Battista.

Tanta gente nella piazza, qualche striscione, innumerevoli cellulari che filmano e fotografano il comizio. Qualche foto proiettata in uno schermo, sul palco una band che propone live alcuni pezzi di musica anni Ottanta e Novanta. Poi, con l’arrivo del camper di Dibba, la piazza ha un sussulto e scoppia un tifo da stadio. Dibba scende e incontra i giornalisti che lo incalzano, lui risponde per un paio di minuti e poi li molla e sale sul palco.

Dopo le parole di Paragone, che colleziona applausi e consensi, Alessandro Di Battista. Si stringe in attesa di parlare nel suo giaccone blu. E poi, microfono in mano, parte nella piazza varesina.

“Mi piace parlare in piazza perchè c’è più contatto diretto, meno intermediazione”. E subito rimarca uno dei meriti del Movimento 5 Stelle: “Se non c’è stata un’exploit di xenofobia lo si deve ai 5 Stelle che hanno incanalato la rabbia che c’è”. “Mi sentirei tutelato, come cittadino e come papà, se al governo del Paese andassero i 5 Stelle con Di Maio presidente del Consiglio”, dichiara Di Battista. E, rivolto alla piazza, dice: “Pensate se 150 di voi, senza esperienza istituzionale, entrassero in Parlamento, come accadrà dopo le elezioni”.

Poi ce n’è per tutti, a partire da giornali e giornalisti. “Se i giornali avessero avuto la stessa attenzione che hanno mostrato per noi, sarebbe stato meglio”, dice Dibba. Che parla di un sistema “mediatico-politico”. Arriva quindi il momento dell’attacco agli avversari politici. “Domani saremo ad Arcore e leggeremo brani della sentenza di condanna di Dell’Utri”. “Un paese senza memoria – sottolinea Di Battista – è un paese morto”. Non manca il tiro alzo zero per il Pd: “Sta preparando un maxi-inciucio, con i leghisti di Maroni e i dalemiani”, e tutto questo per impedire ai 5 Stelle di andare al governo.

Ultima parte dedicata al programma per la prossima legislatura: Daspo per i politici corrotti, nessun appalto pubblico per gli imprenditori corrotti, colpo di spugna sulla prescrizione nel caso di cause penali. E poi quello che chiama “l’agente provocatore”: un poliziotto in incognito cerca di corrompere un politico. “E se questo accetta la mazzetta, scattano le manette”.

8 febbraio 2018
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