Gazzada

Gazzada, Confartigianato prosegue con gli incontri di Mettersi in proprio

studentiDa dove si parte? Con chi e cosa? Soprattutto, con quanti soldi? E come garantire alla start-up la stabilità necessaria a reggere l’impatto con il mercato? Sono queste, e non solo, le domande che chiunque abbia l’intenzione di mettersi in proprio dovrebbe porsi prima di riversare tempo, risorse e passione su qualunque tipo di idea imprenditoriale. Con una prima certezza: mettersi in proprio non è facile, ma possibile.

Venerdì 9 febbraio, dalle 18.30, nella Sala Consiliare del Comune di Gazzada nell’ambito del progetto “Giovani di valore” sostenuto da Fondazione Cariplo con Confartigianato Imprese Varese, ci saranno i professionisti dell’Associazione varesina – specialisti nel campo della fiscalità, del credito e dell’avvio di impresa (start up) – e chi, invece, imprenditore lo è già. Per motivare, coinvolgere e stimolare ancora di più chi un’idea ce l’ha, ma non sa come fare.

Due i punti da segnarsi in agenda Primo: il Business Model Canvas. Uno strumento semplice, dinamico e flessibile per avere sotto controllo il proprio progetto imprenditoriale in ogni momento della giornata. Uno schema grafico che aiuta a delineare le linee strategiche dell’attività, permette un’analisi qualitativa della propria azienda e mette al centro i clienti del neo imprenditore: come definirli, riconoscerli, conquistarli e mantenerli.

Ad entrare nel merito del Business Model Canvas, strumento fondamentale anche per chi è già imprenditore ma ha voglia di pianificare un pit stop della propria attività – sarà Micaela Cattaneo, esperta di start up di Confartigianato Imprese Varese. Con lei Dorina Zanetti (responsabile dei consulenti finanziari dell’Associazione di Viale Milano) e Laura Turconi (assistente d’impresa che ogni giorno affianca chi, una nuova impresa, la vuole aprire). 4

Secondo: gli imprenditori. Saranno tre e tutti giovani: Stefano Comida (“artigiano 4.0”, opera nel settore dei serramenti), Salvatore Cerra (meccanico alla testa dell’Autoriparazioni Re Cerra, vanta una lunga esperienza nel Ferrari Racing Challenge) e Catia Stefanin di “Vivinbio”. L’attività commerciale di questa biologa nutrizionista, aperta con la collaborazione dei geometri Marco Ruggeri e Gianmatteo Bellini (esperti di edifici salubri), sarà inaugurata proprio sabato 10 febbraio. Si presenta a Gazzada, quindi, l’occasione per veder nascere davvero un’impresa: dalla fase di start up alla sua presentazione sul mercato. All’emozione di avercela fatta.

L’incontro di venerdì 9 febbraio è pensato per tutti coloro che abbiano intenzione di intraprendere un percorso di autoimprenditorialità ma, nello stesso tempo, cercherà di fornire anche alle aziende strutturate qualche consiglio utile per analizzare in una chiave nuova il proprio business. L’intreccio tra i vantaggi del Business Model Canvas e le testimonianze portate dagli imprenditori, sarà formativo. Perché se da un lato questo modello è utilizzato tanto anche dai grandi brand (il che la dice lunga sulla sua efficacia e funzionalità), dall’altro sarà l’esperienza diretta di chi ogni giorno ha a che fare con clienti e fornitori, canali di comunicazione e di vendita, costi e ricavi a catturare l’attenzione dei presenti. Che ascolteranno racconti avvincenti di sperimentazioni, prove, prodotti nuovi, ricerche di mercato, tecnologie all’avanguardia ma anche di quanto sia complesso tenere tutto sotto controllo. Perché è questo che deve fare un imprenditore.

D’altronde, i numeri parlano chiaro: in media, su cento potenziali imprenditori, solo 15 arrivano effettivamente ad avviare un’impresa e, di queste, la percentuale di mortalità a un anno dall’apertura è del 3,1%. Quattro anni dopo, la percentuale sfiora addirittura il 25%. Pianificazione non corretta? Anche questo, ma non solo. Ci vuole un progetto ma, soprattutto, bisogna crederci: è questo che insegnano gli imprenditori che ce l’hanno fatta.

7 febbraio 2018
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