Varese

Varese, Rischi e opportunità del futuro per il giornalista Ferruccio De Bortoli

Un momento del dibattito in Salone Estense

Un momento del dibattito in Salone Estense

Un lungo percorso, quello seguito alla “Lettera alla Città“, un documento consegnato al sindaco da un ricco fronte di associazioni, movimenti e parrocchie della città e del decanato di Varese.

Un percorso fatto di confronti e di dibattiti. Come quello che si è tenuto questa sera al Salone Estense alla presenza di un folto pubblico, certamente attirato anche dall’autorevolezza del protagonista, Ferruccio De Bortoli, editorialista del Corriere della Sera, che ha dialogato con Silvano Petrosino, filosofo docente all’Università Cattolica di Milano. Moderatore della serata Enrico Castelli, vicedirettore del Tgr Rai.

In prima fila, il sindaco di Varese, Davide Galimberti, il prevosto monsignor Luigi Panighetti, il decano don Mario Barlassina. Presenti anche il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, il presidente del Consiglio comunale, Stefano Malerba, e l’assessore ai Servizi sociali del Comune, Roberto Molinari.

Una riflessione di ampio respiro quella di Ferruccio De Bortoli, che si è soffermato sul tema della città. “E’ giusto il riconoscimento del merito, ma gli ultimi non possono essere uno scarto”. De Bortoli ha proposto un’analisi dei processi che hanno modificato la città: “Abbiamo assistito ad uno sbriciolamento della città, ad un annullamento dei rapporti”. Con l’esito di una “società che si è polverizzata nel suo individualismo” e di una “malattia che consiste nello spaesamento, una forma di apatia e indifferenza che spiega anche la minore partecipazione al voto da parte del cittadino”.

Molti i riferimenti a Milano e al libro del sindaco Beppe Sala. Per Milano De Bortoli vede un futuro “da città della conoscenza o della cura delle persone”.

Necessario, per De Bortoli, mantenere un equilibrio nel presente e nel futuro: “si deve avere la capacità di sfruttare al meglio tutte le opportunità offerte dalla tecnologia digitale senza però diventare mai prigionieri inconsapevoli”.

Il filosofo Petrosino ha molto insistito sul valore della sobrietà, ovvero “la rinuncia a quei piaceri che rompono i legami”. E ha denunciato il rischio di “guardare con invidia agli altri, un atteggiamento che nasconde la tendenza alla vendetta”.

Al termine degli interventi dei due relatori, sono state poste diverse domande dal pubblico presente.

 

 

 

 

 

 

3 febbraio 2018
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