Varese

Varese, Cittadinanza onoraria a Meneghin e Pozzecco. Con coda polemica

Pozzecco e Meneghin

Pozzecco e Meneghin

Il Consiglio comunale di Varese si è riunito ieri sera nel regno del basket biancorosso, il Palazzetto, per conferire a due miti sportivi, come Dino Meneghin e Gianmarco Pozzetto, la cittadinanza onoraria. Una decisione che era stata autorizzata dallo stesso Consiglio nei mesi scorsi e che, tra applausi ed emozione di tanti varesini-tifosi, si è concretizzata al Palazzetto.

E’ stata conferita prima la cittadinanza onoraria a Meneghin, un grande cestista di cui sono state ricordate alcune leggendarie imprese con un video proiettato su maxi-schermi del Palazzetto. Poi Meneghin è stato chiamato da presidente del Consiglio, Stefano Malerba, e premiato dal sindaco Davide Galimberti. Al termine di una chiacchierata, in cui Meneghin ha espresso gratitudine per il grande affetto dimostrato dalla città nei suoi confronti, gli è stato donato un diploma che lo rendeva cittadino onorario.

E’ arrivato quindi il momento di Gianmarco Pozzecco, apparso molto emozionato e commosso. Anche per lui un video ha ripercorso la carriera sportiva. Pozzecco ha chiamato accanto a sè due grandi amici, Toto Bulgheroni e Giovanni Pierantozzi. Anche per lui la cittadinanza e un grande abbraccio di tifosi e fans. Al termine della cerimonia foto e selfie per tutti con i due nuovi cittadini onorari.

Un bell’appuntamento che, però, non ha mancato di avere una coda di polemiche. Uscita la maggior parte del pubblico, è iniziata la parte di seduta dedicata all’ordine del giorno dei vari temi che il Consiglio doveva affrontare.

E’ stato Paolo Orrigoni ad intervenire, nello spazio iniziale offerto ai consiglieri per considerazioni più generali, e per eccepire sul fatto che la premiazione dei due campioni avrebbe dovuto coinvolgere anche il consigliere Marco Pinti. Era stato infatti l’esponente del Carroccio a proporre al Consiglio di rendere Pozzecco cittadino onorario. “E’ stata una bella cerimonia. Ma chiamare Pinti sarebbe stato un piccolo gesto di eleganza”, ha sottolineato Orrigoni. Per lui la pronta risposta del presidente del Consiglio Malerba: “Il regolamento sulle cittadinanze onorarie prevede che siano conferite dal sindaco, come è di fatti avvenuto”.

31 gennaio 2018
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3 commenti a “Varese, Cittadinanza onoraria a Meneghin e Pozzecco. Con coda polemica

  1. Bruno Belli il 31 gennaio 2018, ore 17:49

    Di fronte alla curiosità di alcuni cittadini che ricordavano Garibaldi e Mussolini tra i «cittadini onorari» di Varese, mi sono sentito in dovere di scrivere due righe. «Quanti sono i cittadini onorari di Varese in totale? Chi sono? Il primo fu Giuseppe Garibaldi», diceva l’uno. Un altro affermava: «Mussolini…Volevano togliere la cittadinanza…si sono riusciti?…».
    Ricordiamo che non lo sono più nè l’uno nè l’altro, «cittadini onorari», e non lo saranno tra 100 anni né Meneghin, né Pozzecco. Con la mozione che fece Luca Conte, attuale capogruppo del PD in sede amministrativa, il consiglio comunale precedente, quello ancora sotto l’egida dei 23 anni per intenderci, accettò che la cittadinanza onoraria duri solo finché l’onorato sia in vita, poi la si perda e che il nome resti solo nel registro di chi abbia avuto questo riconoscimento temporaneo. Lo si fece per via del Mussolini… suvvia, e si sacrificò così il buon Giuseppe camicia rossa, repubblicano, mazzianiano e pure socialista, un socialista vero, però, mica “bau bau micio micio”, uno di quelli che scriveva e sosteneva l’«Internazionale»… Evviva la politica che tutto appiana, pone sullo stesso piatto della bilancia e fa tabula rasa di storia, uomini arti e cultura… In questo tutti uguali entusiasticamente, destra, centro sinistra, sopra sotto, fuori dentro… Ieri, pertanto, c’è stato un bellissimo teatrino contemporaneo e si è conferito un titolo che non vale alcunché, perché sappiamo già che non durerà a futura memoria… un gesto di quelli che fa l’attuale politica, un gesto dell’apparenza, perché la sostanza… la sostanza, ahimè… buonanotte ai suonatori!!!

  2. Marco Massa il 1 febbraio 2018, ore 10:18

    Non sapevo che la cittadinanza onoraria si perdesse con la morte del beneficiato ed è sempre attento Belli a tutti i particolari, che molto spesso sono importanti come la notizia maggiore. Mi sembra una cosa assurda. Tanto vale, allora, non darla a nessuno. Così siamo tutti uguali.

  3. Mariella Minelli il 4 febbraio 2018, ore 11:36

    Interessante la riflessione di Belli sulla politica che tutto appiana…molto interessante…appiana soprattutto la libertà del pensiero.

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