Varese

Varese, La Shoah e chi disse no in città al convegno dell’Istituto Marrone

Un momento dell'incontro dell'Istituto Marrone

Un momento dell’incontro dell’Istituto Marrone

Oltre a distribuire un pieghevole che illustra la figura di Calogero Marrone, dirigente dell’Anagrafe al Comune di Varese che fu deportato e morì a Dachau, il neonato Istituto Studi e Ricerca Calogero Marrone ha organizzato nel pomeriggio, in collaborazione con il Comune di Varese, un incontro dedicato al Giorno della Memoria presso la Sala Montanari.

Un incontro che si è svolto davanti ad un pubblico numeroso e che ha offerto una serie di considerazioni sui temi legati alla Shoah e a coloro che vi si opposero.

L’incontro è stato aperto dalla presidente dell’Istituto varesino, Margherita Giromini, che ha spiegato il percorso formativo che si è dispiegato in diversi istituti scolastici in questi giorni con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani ai valori della democrazia e della libertà.

Ha poi preso la parola il sindaco Davide Galimberti, che era presente all’incontro insieme al presidente del Consiglio comunale, Stefano Malerba, agli assessori Roberto Molinari e Rossella Dimaggio. All’incontro è intervenuta anche la deputata Pd Maria Chiara Gadda, che ha sempre mostrato grande attenzione ai temi dell’antifascismo e della Resistenza.

“Occorre tenere alta la guardia perchè rigurgiti di queste esperienze totalitarie sono ancora possibili – ha dichiarato il sindaco Galimberti -. Una comunità attenta, vigile, vivace come la nostra deve mobilitarsi perchè queste cose non si ripetano. Anche certi svarioni, certi inciampi nel lessico non possono essere consentiti. Usare un lessico corretto in termini democratici è un dovere per tutti, ma soprattutto per tutti coloro che occupano ruoli istituzionali”.

E’ poi intervenuto Angelo Zappoli, dell’Istituto Marrone, che ha proposto una riflessione sulla Shoah, facendo riferimento anche a grandi nomi come Primo Levi e Elie Wiesel. E’ quindi seguita una relazione di Robertino Ghiringhelli, storico, che ha ricostruito la questione del razzismo fascista, a partire dal Manifesto della razza e da coloro che ne furono vittime come Liliana Segre (Ghiringhelli ha citato gli studi dello storico Franco Giannantoni) ed Eugenio Colorni.

Ha chiuso il convegno la presentazione, da parte di Elena Brusa Pasquè, del diario del padre, inedito, che offre un quadro di coloro che a Varese si opposero all’orrore nazista, come la famiglia Pasquè che collaborò con lo stesso Marrone. Alcuni brani del diario sono stati letti da Stefano Beghi di Karakorum Teatro.

 

27 gennaio 2018
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