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Politica, Liliana Segre senatrice a vita. Una vita intrecciata al nostro territorio

Liliana Segre

Liliana Segre

Liliana Segre, 88 anni, milanese, sopravvissuta al campo di stermino di Auschwitz, é stato nominata oggi dal Presidente della Repubblica senatrice a vita. E’ una grande notizia mentre soffiano i venti oscuri di un fascismo becero e prepotente. Liliana aveva 13 anni quando l’8 dicembre 1943 fu sorpresa con il padre Alberto, di 44 anni, a Selvetta di Viggiù da militi della Confinaria che li consegnarono ai tedeschi.

Liliana, deportata il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della Centrale di Milano, sopravvisse ai lager e dopo terribili sofferenze fu liberata nel campo di Ravensbruck. Il padre scomparve nei forni di Auscxhwitza. I due erano riusciti quel giorno, dopo una sosta a Castellanza, a raggiungere il territorio svizzero. Ma un milite elvetico di matrice tedesca della stazione di Arzo li ributtò in Italia,

Non servirono a nulla il pianto disperato della bimba che implorò il milite svizzero di lasciarli entrare. I Sefre furono trasferiti nella cosiddetta “terra di nessuno”, una striscia di territorio fra l’Italia e la Svizzera, e arrestati da confinari italiani. Prima della cattura Alberto Segre si liberò dei pochi averi che aveva con se e che avrebbero dovuto consentirgli con la figlia la sopravvivenza nella Confederazione.

Portati nel carcere di Varese dopo pochi giorni, furono trasferiti a Como e poi a San Vittore. Con il convoglio n. 6 del 30 gennaio 1944, la deportazione.

Liliana Segre che venne a Varese più volte a tenere delle conferenze, tacque per molti anni al marito la sua tragedia.

Franco Giannantoni

19 gennaio 2018
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