Varese

Varese, Omaggio al grande Jean Vigo, partendo dal capolavoro L’Atalante

Una sequenza del capolavoro L'Atalante

Una sequenza del capolavoro L’Atalante

Dal 17 al 20 gennaio, Filmstudio 90, grazie alla collaborazione con la Cineteca di Bologna e Il cinema ritrovato, prestigiosa manifestazione arrivata alla XXXII edizione (23 giugno – 1 luglio), presenterà l’intera opera di Jean Vigo, talentuoso e sfortunato regista francese, amatissimo dai cineasti della Nouvelle Vague.

In versione restaurata in 4K (ad opera di Gaumont), a partire da mercoledì 17 (a fondo pagina il programma delle proiezioni) sarà possibile ammirare uno dei capolavori della storia del cinema: L’Atalante (1934), quarto e ultimo film di un cineasta maturo che si era rivelato con un cortometraggio quattro anni prima (A proposito di Nizza) e che con Zero in condotta (nel 1933) aveva mostrato in soli 44′ (oggi diremmo un mediometraggio) un cinema di poesia e, seppur calato nella realtà, illuminato da superbe astrazioni.

Nei pochi anni che gli sono stati concessi, Jean Vigo ha tracciato nel cinema il percorso d’una stella che non si sarebbe mai spenta. Diceva di lui François Truffaut: Vigo è “un realista e un esteta”. Certamente lo è, e quel che possiamo aggiungere oggi è che lo è stato sottraendosi alle trappole dell’una e dell’altra maniera. Il viaggio sulla chiatta dell’Atalante , con il suo sguardo febbrile e le sue amorose visioni, l’infanzia sovversiva nel collegio di Zero in condotta , la città di Nizza esposta a uno sguardo che sotto il turbinare della festa scopre “il lavoro della carne e della morte”, ci parlano ancora con il linguaggio d’una concreta poesia.

Ci parlano ancora, e sanno sollecitare l’ascolto contemporaneo, anche per il modo con cui si pongono con naturalezza dalla parte dei più deboli, che siano bambini vessati (ma capaci di insurrezione e di vendetta) o innamorati che si smarriscono (ma l’amour infine vince su tutto).

Racchiusa in soli quattro titoli, L’opera di Vigo vive di una tensione primaverile, ‘avanguardia veggente’, cinema poetico, che anticipa le libertà linguistiche e figurative delle nouvelle vague mondiali. Non a caso è un autore perennemente citato, Bertolucci, Carax, Garrel, Akerman, Kusturica, Gondry… L’Atalante: breve storia di un capolavoro. Nel febbraio 1934, Jean Vigo, malato, ha terminato il montaggio di L’Atalante, in uno scambio costante con la sua ‘banda’, vale a dire il suo gruppo di amici che, insieme al montatore Chavance, tiene al corrente il regista quando questi non è fisicamente presente.

A quel punto Vigo lascia Parigi per riposarsi, mentre Maurice Jaubert, suo complice, compone la musica. Non troverà più la forza per riprendere il montaggio, come si augurava. Il suo collaboratore Albert Riéra, propone di condensare la narrazione, ma J.L. Nounez, il produttore, rifiuta che qualcuno si sostituisca al regista. Solo dopo una proiezione per gli esercenti dall’esito disastroso, Nounez accetta la proposta del coproduttore e distributore GFFA di sostituire la musica di Jaubert con una ‘canzone realistica’ adattata dall’italiano, Le Chaland qui passe. Titolo con il quale il film uscirà nel mese di settembre, poco prima della morte di Vigo. Nel frattempo, una copia de L’Atalante autentica è stata inviata a Londra, a quanto pare affidata da Maurice Jaubert ad Alberto Cavalcanti. Ed è questa la copia-guida, immagine e suono, su cui è stato rigorosamente condotto il nuovo restauro. È stata reintegrata l’inquadratura aerea finale, girata da Kaufman su istruzioni di Vigo, già prevista in tutta la sua lunghezza nel commento musicale di Jaubert; e alcuni tagli (usura? censura? proiezionisti voyeur?) sono stati completati grazie ad alcune copie di Le Chaland qui passe, la cui pellicola fu mutilata solo a seguito dell’esclusiva del film al cinema Le Colisée, quando GFFA si appellò alle proteste di vari spettatori per raccomandare i tagli.

L’ottica adottata è stata quella di affidarsi al film nella sua veste originaria, quella degli anni 1933-1934, senza tentare di adattarlo alle abitudini degli spettatori del XXI secolo. (Bernard Eisenschitz) Redazione Cinequanon.it http://www.cinequanon.it/retrospettiva-jean-vigo-a-varese/

Questo il programma: Tutti i film saranno proiettati presso la Sala Filmstudio 90, via De Cristoforis 5 – Varese L’ingresso è riservato ai soci Filmstudio 90 o Arci. Ingresso euro 6,00 (€ 3,00 under 25) Mercoledì 17/01 – ore 18 e ore 21 L’ATALANTE (Francia 1934, 89′) – Alle ore 21 presentazione a cura di Alessandro Leone, critico cinematografico. Venerdì 19/01 e sabato 20/01 (in replica), dalle ore 18 in successione LA NATATION PAR JEAN TARIS, CHAMPION DE FRANCE (Francia 1931, 9′) A PROPOSITO DI NIZZA (À props de Nice, Francia 1930, 25’) ZERO IN CONDOTTA (Zéro de conduite, Francia 1933, 44′).

16 gennaio 2018
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