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Varese, La giunta Galimberti lancia piano di incentivi per aree dismesse

vareseooooo-CopiaLa città si rigenera. È questo l’obiettivo dei prossimi anni della Giunta Galimberti che nei giorni scorsi ha approvato un piano di agevolazioni per chi intende recuperare aree dismesse o riqualificare edifici della nostra città.

Dal primo gennaio infatti eseguire interventi di recupero delle aree dismesse e di rigenerazione costerà meno: con agevolazioni che potranno arrivare fino all’80%.

A Varese dunque, grazie all’intervento messo in atto dall’amministrazione, riqualificare converrà e l’auspicio è che si possa presto partire con una serie di opere di recupero di cui la città ha bisogno.

La rigenerazione delle aree dismesse è considerato quindi un elemento decisivo dall’amministrazione Galimberti che oggi ha presentato le novità in una conferenza stampa in cui erano presenti il sindaco e l’assessore alla Pianificazione territoriale Andrea Civati.

“Con questa delibera – ha spiegato il sindaco Galimberti – correggiamo un enorme errore del PGT della Giunta Fontana che aveva di fatto paralizzato la città e soprattutto bloccato un fattore importante come quello delle rigenerazione urbana. Questi meccanismi che abbiamo introdotto potranno invece favorire il recupero delle aree dismesse della città, elemento che abbiamo inserito anche nel nostro programma di mandato, rigenerando spazi urbani senza consumare nuovo suolo. Questa è la sfida che stanno compiendo anche tantissime città e finalmente anche Varese si mette al passo delle altre realtà. Abbiamo approvato queste modifiche in attesa che la Regione approvi il Piano territoriale Regionale (PTR) senza il quale non possiamo chiudere la nostra variante del PGT ma nel frattempo ci sembrava urgente applicare alcune misure che potessero favorire gli interventi di rigenerazione delle aree dismesse”.

Il meccanismo attraverso il quale verranno applicate le agevolazioni è quello di ridurre gli importi perequativi previsti dal PGT in caso di riqualificazione o rigenerazione. Nello specifico, come è stato previsto dal PGT dell’amministrazione Fontana, la perequazione è l’importo che deve essere sostenuto per qualsiasi intervento edilizio che si somma agli oneri di urbanizzazione.

“La perequazione è stato un freno per il cambiamento della città – ha detto l’assessore Civati - Per questo abbiamo riequilibrato un sistema che impediva interventi urgenti con costi e oneri insostenibili. Siamo molto soddisfatti perché con questi provvedimenti e con i grandi progetti pubblici (come le Stazioni) stiamo dando il via ad una stagione di rigenerazione e riqualificazione delle diverse aree “depresse” della città. In questo senso negli ultimi mesi gli uffici comunali hanno effettuato un censimento di tutte gli edifici dismessi e inutilizzati dandoci una fotografia precisa della situazione: questa sarà la carta del dismesso per monitorare i nostri progressi”.

La Giunta ha previsto tre ipotesi di riduzione degli importi perequativi che spetterebbero a chi decide di riqualificare a partire dallo scorso 1 gennaio 2018:

1)     una riduzione del 80% nel caso in cui il proprietario provveda alla completa demolizione dei fabbricati esistenti e dismessi. In particolare oltre alla demolizione degli edifici le aree dovranno essere sgomberate dalle macerie e quest’ultime regolarmente smaltite in discariche autorizzate; le aree dovranno essere bonificate dalla presenza di eventuali inquinanti e sistemate con materiale inerte.

2)     una riduzione del 40% per il cambio di destinazione d’uso di fabbricati esistenti e dismessi.

3)     Per gli interventi di recupero edilizio che prevedano grandi o medie strutture di vendita di terzo livello non si applica più la tariffa massima relativa al centro storico (la più alta) ma quella della relativa zona a differenza di quanto avveniva in passato.

Inoltre la delibera prevede una riduzione variabile generale dal 4% all’8% di tutti i valori perequativi.

Le modifiche approvate saranno ora comunicate anche direttamente agli ordini e categorie professionali interessate.

12 gennaio 2018
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5 commenti a “Varese, La giunta Galimberti lancia piano di incentivi per aree dismesse

  1. Fabio Binelli il 13 gennaio 2018, ore 11:57

    Riportare che gli incentivi di Civati valgono SOLO per la grande distribuzione è sforzo di eccessiva trasparenza?

  2. Martino Pirone il 14 gennaio 2018, ore 11:46

    EVVIVA ! Anche Varese si muove. Per chi non vi provvede con i benefici della succitata norma, sarebbe opportuno inserire nel nuovo PGT la regola dell’obbligo, da parte dei proprietari, di procedere – entro un determinato periodo – alla ristrutturazione, al recupero o all’abbattimento degli immobili abbandonati e fatiscenti, così come ha previsto anche il Comune di Milano che prevede persino l’esproprio del bene.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/07/12/news/edifici_abbandonati_a_milano_ora_il_recupero_obbligatorio-62824722/
    Martino Pirone

  3. Cesare Chiericati il 16 gennaio 2018, ore 09:55

    Martino condivido in toto la tua proposta, bisognerà vigilare affinché nella nuova norma non esistano margini di manovra tali da favorire nuovi investimenti della grande distribuzione di cui Varese non ha assolutamente bisogno.

  4. Martino Pirone il 18 gennaio 2018, ore 09:27

    Ti ringrazio Cesare per la tua condivisione e approfitto di questo spazio per riportare e sottoporre all’attenzione dell’Assessore Civati una serie di proposte che insieme all’amico Giovanni Dotti avevamo formulato per il programma di “Varese 2.0″ in occasione delle elezioni del 2016.
    .<< PROPOSTE PER IL PROGRAMMA DI “VARESE 2.0”
    Gentile Daniele, con riferimento alla raccolta di idee e proposte da inserire nel programma che VARESE2.0 si accinge a presentare per le prossime elezioni amministrative comunali provvediamo ad inviarti alcune nostre proposte che potrebbero essere inserite in un PIANO ORGANICO DELLA MOBILITA', ideate in tandem e già da noi discusse e valutate.
    Premesso che senza adeguate aree di parcheggio il problema della sosta in città non potrà mai essere risolto, come pure i problemi di disordine viabilistico oggi evidenti, PROPONIAMO:
    1^) la costruzione di un GRANDE MERCATO AL COPERTO sul Piazzale Kennedy (a livello stradale) con al di sopra un GRANDE PARCHEGGIO SOPRELEVATO, ed una migliore sistemazione dell’area dei bus;
    2^) la costruzione del parcheggio multipiano di via Staurenghi/Sempione, peraltro da tempo previsto (e di cui già esiste il progetto), ed eventualmente anche di uno analogo sull'attuale area di parcheggio di Via S. Francesco d'Assisi (nelle adiacenze di piazza della Motta). Perché solo dotando la Città di PARCHEGGI PARACENTRALI (a costi accessibili) si favoriscono le sue attività imprenditoriali, commerciali e turistiche. Inoltre con tre grandi parcheggi "pubblici" e non con le multe, si potrebbero portare finanze fresche alle casse comunali. (Questi sì che sarebbero interventi utili e produttivi, non il parcheggio alla 1^ Cappella !);
    3^) la costruzione di quattro rotatorie, per snellire il traffico cittadino e ridurre il conseguente inquinamento, nei seguenti punti: Largo Flaiano, incrocio Viali Aguggiari/ Ippodromo, incrocio Vie Casula/Carcano/Tonale/Adamoli, incrocio Viali dei Mille/Belforte/Carcano, (eventualmente ripristinando in Via Carcano il doppio senso di marcia).
    In tal modo si agevolerebbe e si decongestionerebbe il traffico cittadino, e (dopo la costruzione dei parcheggi) si potrebbero creare percorsi riservati alle biciclette (PISTE CICLABILI) delimitando con muretti bassi (come in Francia e in Germania) le CORSIE per le AUTO, in modo che queste non possano fermarsi a sostare in spazi non consentiti creando intralcio alla circolazione ma siano obbligate a proseguire ed usufruire dei parcheggi. Prevedere sulle strade degli appositi spazi di sosta riservati ai mezzi pesanti per le consegne (con tempi limitati per carico e scarico) o per brevi interventi di artigiani ad abitazioni o esercizi commerciali privati.
    4^) la formazione di una semi-tangenziale interna di Varese, per chi viene dall'Autostrada, creando: a) – il collegamento della bretella autostradale col Viale Europa scavalcando l'incrocio di Via Gasparotto; b)- il collegamento di detta bretella con la strada per Schianno che immette su Viale Borri all'altezza di Bizzozero (un centinaio di metri più avanti dell'incrocio attuale, preferibilmente con una rotatoria).
    ALTRE PROPOSTE
    - Richiedere all'Ordine degli Avvocati la disponibilità di alcuni legali a rivestire a turno e a titolo volontaristico le funzioni di Difensore Civico, dal momento che questi è stato recentemente abolito, si dice per ridurre i costi dell'Amministrazione;
    - Costituire una Commissione di Garanti o Probiviri, formata da 7- 9 persone, in rappresentanza delle categorie sociali più rappresentative, (ad es.: un legale, un medico, un architetto, un insegnante, un industriale, un artigiano,un commerciante, un agricoltore, un pensionato) alla quale sottoporre per una valutazione i progetti di una certa importanza e/o che comportano una spesa superiore ad un determinato importo.
    - Prevedere, eventualmente, anche la possibilità di indire dei REFERENDUM CITTADINI (senza quorum) per interventi di particolar interesse urbanistico o viabilistico o sociale.
    - Interessarsi se per il decoro della Città è possibile, in base alle leggi esistenti, obbligare i proprietari di edifici civili e industriali da tempo dismessi e fatiscenti a provvedere alla loro ristrutturazione o all’ abbattimento.

    Varese, 10 marzo 2016 Martino Pirone e Giovanni Dotti

  5. giovanni dotti il 19 gennaio 2018, ore 10:28

    Condivido le osservazioni di Martino Pirone e Cesare Chiericati sulla ‘obbligatorietà’ del recupero/ristrutturazione delle aree dismesse e degradate: ce ne sono parecchie in città e non sono certo un buona presentazione per chi arriva a Varese da fuori. Le nuove norme proposte dall’Amministrazione Comunale mi sembrano un buon incentivo all’imprenditoria locale perché operi senza consumo di nuovo territorio. Finalmente siamo sulla strada giusta.

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