Regione

Regione, Il leghista Monti contro richiedenti asilo a Besozzo e Comerio

 

Il consigliere regionale Monti

Il consigliere regionale Monti

“Con il progetto approvato, e adesso anche finanziato grazie al bando SPRAR dal Ministero dell’Interno, i Comuni di Besozzo e Comerio hanno di fatto istituzionalizzato la presenza dei richiedenti asilo sul loro territorio.” Lo afferma Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega Nord al Pirellone.

“Se le cifre riportate alla stampa fossero confermate – prosegue Monti – si tratterebbe di oltre mezzo milione di euro dalle casse dello Stato all’anno, che per i tre anni del progetto raggiungerebbero la quota di più di 1 milione e mezzo di euro.

Una cifra assolutamente ragguardevole, destinata alle ‘esigenze’ dei 36 immigrati ospitati nei Comuni coinvolti, naturalmente a guida Pd. Fa specie vedere amministratori comunali esultare per i fondi destinati all’immigrazione quando gli italiani sono sempre più poveri e i Comuni, per colpa dei tagli operati dallo Stato centrale, riescono a malapena a far fronte ai servizi essenziali.

Mi chiedo se anche i cittadini siano della stessa opinione, ed esprimano soddisfazione e gioia per le tante risorse che andranno a gente che non ha ancora ottenuto lo status di rifugiato e, stando alle percentuali, forse mai lo otterrà, ma che nell’attesa viene comunque mantenuta a spese dei contribuenti.

Se tutti i soldi spesi in questi anni per la cosiddetta accoglienza fossero stati destinati ad aiutare i bisognosi di casa nostra, di serie B per definizione, probabilmente non ci troveremmo in questa situazione. Ma quando lo si chiedeva ci rispondevano che non c’erano le risorse, se però si tratta di immigrati entrati illegalmente nel nostro Paese, i quattrini non mancano mai.

Fortunatamente – chiosa Emanuele Monti – a breve manderemo a casa questo Governo che, con la sua gestione dell’immigrazione ha sperperato miliardi di euro, che potevano vedere una destinazione ben più utile per i cittadini, anche per quelli di Besozzo e Comerio.”

3 gennaio 2018
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs