Varese

Varese, Iannini (Gruppo Misto) su Commissioni: non sono la ruota di scorta

Il consigliere Iannini

Il consigliere Iannini

Egregio direttore,

vorrei fare alcune precisazioni , in seguito del vostro articolo «Varese, turismo 4.0» nel quale si parlava di quanto discusso giovedì in commissione cultura.

Per prima cosa, mi dispiace che il Sindaco sia intervenuto lamentando «perdita di tempo e di denaro» su quanto da me richiesto, attraverso il mio delegato Bruno Belli, dimostrando, nella migliore delle ipotesi, poca memoria, poiché una quindicina di giorni fa gli avevo parlato, comunicandogli il desiderio di chiedere all’assessore Roberto Cecchi ed al presidente Enzo Laforgia di approfondire in commissione alcuni quesiti posti nell’elaborato di Bruno Belli, documento che , altrimenti , avrei consegnato in consiglio per un’interrogazione formale.

Questo l’ho fatto per dimostrare la disponibilità ad un dialogo costruttivo, rispetto all’arida richiesta di un’interrogazione che, tra l’altro chiederebbe precisazioni alla virgola. Non essendo un consigliere navigato , il mio intento , ripeto, era soltanto propositivo, ma questo a quanto pare da fastidio.Perché il Sindaco non mi ha detto, da subito , che stavo facendo perdere tempo e di agire diversamente ?

Per seconda cosa , non mi sembra corretto che un mio delegato, come era già successo a Mattia Colombo in Commissione bilancio, sia pubblicamente trattato male per il solo fatto che faccia riferimento a me. Si parla tanto di dialogo e col laborazione e poi quando , pur per interposta persona, mi permetto di chiedere qualcosa, si attua una chiusura in codesti modi.

Forse, in quest’anno e mezzo, la cosa che ho sempre chiesto, e per la quale sono stato espulso dalla Lista del Sindaco , era la possibilità di essere ascoltato e queste sono le risposte che ho ottenuto.

Infine, non mi sembra che si sia perso tempo, giacché ci sono stati comunicati alcuni dati mai apparsi, nemmeno in occasione delle conferenze stampa o nelle riunioni con i “ Capigruppo ”, come ha invece dichiarato il Sindaco a Bruno Belli. Anche perché, se così fosse stato, non si spiegherebbe come mai anche il Consigliere Simone Longhini, presente alla commissione, abbia posto anche lui quesiti durante la medesima seduta.

Solo quattro punt i emersi durante la commissione mi piace qui ricordare, a dimostrazione della bontà delle nostre richieste, in vista di una collaborazione proficua per far sì che le edizioni successive del Festival «Nature urbane» crescano sempre di più per un ritorno concreto sull’economia varesina :

1) «i visitatori sono stati per lo più di Varese e della Provincia», 2) «nonostante, in quei giorni del festival, i biglietti per l’ingresso dei Musei fossero gratuiti, non c’è stato alcun rialzo di visite rispetto allo standard», 3) «non ci sono stati pernottamenti di persone recatesi in città per il festival» 4) « l’uso dei mezzi navetta messi a disposizione sia stato pressoc hé nul lo».

Pertanto i dati conoscitivi richiesti per avviare la discussione costruttiva (quale logico presupposto necessario) non erano mai stati forniti in modo completo , sino a prova contraria (in alternativa si dovrebbero citare o produrre fonti incontrovertibili) e non sono inutili: ipotizzarlo appare offensivo nei confronti dell’intelligenza e dell’onestà intellettuale di Bruno Belli e della mia.

Ritengo, pertanto , che al Sindaco possano recare fastidio certi argomenti e, soprattutto, domande che, dal suo punto di vista, facciano perdere tempo a Lui e ai suoi fidi collaboratori, dovendo rendere egli conto dell’operato in ogni caso. Forse sarebbe anche opportuno considerare, come dovrebbe la prassi, che le c ommissioni costituiscono il luogo dove si facilitano le discussioni, preparando il Consiglio Comunale , non come una replica o come la ruota di scorta dello stesso.

La ringrazio per la cortesia e per l’ospitalità,

Gaetano Iannini – Gruppo consiliare misto «Alternativa costruttiva» 

18 dicembre 2017
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5 commenti a “Varese, Iannini (Gruppo Misto) su Commissioni: non sono la ruota di scorta

  1. Emiliano il 19 dicembre 2017, ore 14:00

    Nulla è cambiato, anzi forse si stava meglio quando si stava peggio.
    Che nature urbane sia stato usato a meraviglia come spot lo sanno anche i porfidi del Piambello e la dolomia del Campo dei Fiori… ;)

  2. a.g. il 19 dicembre 2017, ore 16:05

    Non mi pare..un’iniziativa come Nature Urbane a Varese non si era mai vista…spot o non spot…

  3. Emiliano il 20 dicembre 2017, ore 13:13

    L’unica differenza stava nel “contenitore”, perchè il contenuto non aveva proprio nulla di diverso da quanto già proposto negli anni passati, che veniva fatto solo con più “discrezione”.

  4. a.g. il 20 dicembre 2017, ore 16:05

    Evidentemente non conosce il programma (o contenuto) di Nature Urbane…

  5. Emiliano il 21 dicembre 2017, ore 13:16

    E’ proprio perchè lo conosco, invece, che ribadisco quello quanto già scritto: cosa c’è di nuovo e di diverso, fuorchè il “pacchetto imbellettato”? Ciò che si è fatto a “Nature Urbane” si faceva anche prima – e da anni – in ogni angolo della provincia, mi risulta.

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